In crescita utile (+26,8) e risultato operativo (+3,9%). La raccolta premi ha registrato un incremento del 6,1%.
Assicurazioni Generali ha reso note le informazioni finanziarie al 30 settembre 2018. I premi complessivi del gruppo si sono attestati a 49,7 miliardi di euro (+6,1%).
Il segmento vita, in termini di raccolta premi, ha evidenziato un aumento del 7,8% derivante dallo sviluppo di tutte le linee di business, in particolare di quella puro rischio e malattia, nella quasi totalità dei paesi di operatività del gruppo. Nel primo semestre dell’anno, in Italia si è registrato un rinnovo di polizze collettive per un ammontare di circa 1,2 miliardi di euro grazie alle azioni sul portafoglio di risparmio esistente. Anche senza considerare questo importo, i premi vita complessivi del gruppo hanno confermato la crescita (+4,1%).
Dopo la forte accelerazione del secondo trimestre, la raccolta netta del gruppo si è attestata a 8,6 miliardi di euro, facendo registrare un ulteriore aumento nel terzo trimestre, con un incremento complessivo del 3,3% concentrato, in particolare, in Francia e in Asia.
Anche i premi del segmento danni hanno evidenziato una crescita del 2,7%. L’auto è aumentata del 2,9% grazie allo sviluppo in Austria, Paesi dell’Europa centro-orientale e Russia (+5,6%), Francia (+3,3%) e Americas e Sud Europa (+19%). L’Italia ha registrato un calo del 2,2%, anche se il terzo trimestre dell’anno ha mostrato un recupero. In aumento anche il non auto (+2,4%). Si è confermata in crescita l’area Austria, Paesi dell’Europa centro-orientale e Russia (+3,2%), prevalentemente nel business abitazione, la Francia (+2,3%) grazie alle politiche tariffarie, la Germania (+1,5%) per lo sviluppo registrato nelle linee global corporate & commercial, e Europ Assistance (+12,8%).
Anche in questo caso l’Italia ha registrato una flessione dell’1,6% derivante dall’andamento delle linee global corporate & commercial a seguito della focalizzazione sulla profittabilità; positivo il terzo trimestre dell’anno grazie alla ripresa delle linee infortuni e malattia.
La nuova produzione in termini di Pvnbp (valore attuale dei premi della nuova produzione) si è attestata a 30,5 miliardi di euro, in diminuzione dell’1,8% rispetto ai primi nove mesi del 2017. A livello di linee di business si è registrato un calo dei prodotti di risparmio (-4,2%), dovuto alla contrazione in Italia, Germania e Spagna e una leggera flessione di quelli di puro rischio (-0,7%, per effetto della riduzione in Germania e Francia). Un andamento che è stato parzialmente compensato dall’aumento dei premi relativi ai prodotti unit-linked (+1%) principalmente in Italia e Francia. Il valore della nuova produzione (Nbv) è stato pari a 1,3 miliardi di euro, in aumento del 3,2%.
La redditività vita sul Pvnbp si è attestata al 4,48%, con un incremento di 0,22 p.p. dovuto al miglior mix produttivo, alla riduzione delle garanzie finanziarie e al miglioramento delle ipotesi finanziarie rispetto ai primi nove mesi del 2017.
Il risultato operativo si è attestato a 3,6 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 3,9%. Positivo il risultato operativo vita (+3,3%) e in aumento anche la performance operativa danni (+2,1%). Positivo il contributo del risultato tecnico, grazie al calo di 0,3 p.p. del combined ratio a 92,8%.
Sul periodo hanno impattato circa 215 milioni di euro di sinistri catastrofali per complessivi 1,5 p.p. che hanno colpito principalmente Italia, Francia e Germania.
Inoltre, nei primi nove mesi si è registrato un maggior impatto di grandi sinistri man-made per circa 90 milioni di euro, concentrati prevalentemente nel terzo trimestre nelle linee global corporate & commercial. Positivo, infine, l’andamento del segmento holding e altre attività.
L’utile netto di gruppo si è attestato a 1,8 miliardi di euro, evidenziando una crescita del 26,8%.
Il patrimonio netto di gruppo si è attestato a 23,2 miliardi di euro, in calo del 7,2% rispetto a 25 miliardi di euro al 31 dicembre 2017. La variazione è ascrivibile al risultato del periodo di pertinenza del gruppo, pari a 1,8 miliardi di euro (+26,8%), più che compensato sia dall’erogazione del dividendo, per complessivi 1,3 miliardi di euro, sia dalla riduzione della riserva per utili attribuibili alle attività finanziarie disponibili per la vendita per 2 miliardi di euro, derivante dall’andamento dei titoli obbligazionari a seguito dell’ampliamento degli spread.
Il Preliminary Regulatory Solvency Ratio (rappresenta la visione regolamentare del capitale del gruppo e si basa sull’utilizzo del modello interno unicamente per le compagnie che hanno ottenuto la relativa approvazione da parte dell’Ivass, e sulla Standard Formula per le altre compagnie) è pari al 200% (207% FY17; -7 p.p.).
L’Economic Solvency Ratio, che rappresenta la visione economica del capitale ed è calcolato applicando il modello interno all’intero perimetro del gruppo, si conferma sui livelli dei primi sei mesi dell’anno, attestandosi al 221% (230% FY17; -9 p.p.).
Per entrambi gli indicatori la diminuzione è determinata principalmente dall’aumento dello spread sui titoli governativi italiani, solo parzialmente compensato dalla solida performance industriale della generazione normalizzata di capitale di gruppo. (fs)
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