domenica 19 Aprile 2026

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GRUPPO CATTOLICA: I PRINCIPALI TARGET DEL PIANO DI IMPRESA 2014-2017

Accelerazione del percorso di crescita (con un incremento di oltre un miliardo di euro di raccolta premi da qui al 2017), investimenti in tecnologia e innovazione (circa 100 milioni), incremento della redditività (oltre 200 milioni di utile netto). Questi i passaggi più significativi del piano presentato oggi a Milano.

 

Presentazione piano Cattolica logoIl gruppo Cattolica Assicurazioni ha presentato oggi al Principe di Savoia di Milano il piano d’impresa 2014-2017 (nella foto). C’era molta attesa per conoscere le linee strategiche del gruppo assicurativo veronese, che è ottavo, in Italia, per raccolta premi totale (dati Ania 2013). Un piano industriale che, come ha esordito l’amministratore delegato Giovan Battista Mazzucchelli, ha introdotto «importanti elementi di cambiamento nell’assetto industriale, finanziario, organizzativo e i cui obiettivi si pongono in una sorta di continuità con i buoni risultati che abbiamo ottenuto negli ultimi anni. Risultati conseguiti, lo ricordo, in un periodo difficilissimo di crisi economica e confermati anche dai numeri che abbiamo osservato nell’ultima semestrale».

Mazzucchelli era affiancato, nella presentazione, dal direttore generale Marco Cardinaletti (che ha assunto il coordinamento tecnico-amministrativo del Gruppo), dal neo direttore generale Flavio Piva (con responsabilità delle reti distributive e delle operations) e dal neo chief financial officer e vice direttore generale Carlo Ferraresi.

E veniamo al piano d’impresa. «Già oggi il Gruppo Cattolica è in crescita e redditizio, pur in un mercato difficile e volatile. Il nuovo piano vuole accelerare la crescita profittevole, valorizzando il nostro patrimonio di asset, competenze e di capacità che le nostre reti distributive ha dimostrato di possedere e sta dimostrando», ha detto Mazzucchelli. «Il nostro target è quello di aumentare il volume di affari di circa un miliardo di euro, migliorando la redditività, in particolare sui rami non auto e vita, dal momento che il comparto auto risulta difficile svilupparlo ulteriormente. Inoltre, vogliamo investire circa 100 milioni nel triennio, principalmente su innovazione e tecnologia. Ci impegniamo su un target ambizioso: 209 milioni di utile netto al 2017, con un Roe al 9% circa».

Per sostenere le iniziative del piano d’impresa e quindi per effettuare gli investimenti previsti, per finanziare la crescita del business e per cogliere opportunità di acquisizioni e di partnership, il consiglio di amministrazione ha esercitato la delega conferita dall’assemblea dei soci il 30 aprile 2011 per aumentare il capitale sociale fino a un importo massimo di 500 milioni di euro (entro il 30 giugno 2015), mediante l’emissione di nuove azioni, da offrire in opzione ai titolari di azioni ordinarie.

«Oggi, per il Gruppo Cattolica, si apre una fase nuova, di successo, con cui si vuole accelerare il percorso di sviluppo ed essere una delle compagnie italiane in crescita con un posizionamento forte e distintivo sul mercato e con una quota di mercato vita e danni in aumento. E soprattutto vogliamo essere pronti a cogliere eventuali opportunità positive che dovessero profilarsi sul mercato. La nostra ambizione si basa su crescita, investimenti e redditività. Prevediamo da qui al 2017, per quanto riguarda i premi contabilizzati, di passare da 4,8 miliardi a 5,8 miliardi  e portare l’utile netto consolidato da 119 milioni a 209 milioni. Target che secondo noi sono realizzabili», sottolinea Mazzucchelli. Nel dettaglio, il piano d’impresa prevede un incremento della redditività tecnica del ramo danni da 79 milioni a 139 milioni (con la raccolta premi complessiva del lavoro diretto in aumento da 1,7 miliardi, escludendo Fata, a 2,4 miliardi) e una combined ratio da 93,5% a 93%. Nel vita i principali target del piano parlano di incremento dell’utile netto consolidato da 26 milioni a 70 milioni, con una raccolta premi da 2,7 miliardi a 3,4 miliardi.

Il piano d’impresa di Cattolica si sviluppa lungo sei direttrici industriali: crescita profittevole del business danni; leadership nel comparto agroalimentare; sviluppo di vita, previdenza e welfare; eccellenza distributiva e trasformazione digitale; efficienza operativa e produttività; nuovi approcci alla gestione di capitale e finanza. Nei prossimi giorni tuttointermediari.it entrerà nel merito di ogni singola direttrice.

Fabio Sgroi

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