GLOBAL ASSISTANCE E IL NUOVO PIANO STRATEGICO. LATORRACA: «PUNTIAMO SU INNOVAZIONE DI PRODOTTO, DIGITAL TRANSFORMATION E INVESTIMENTI SUL CAPITALE UMANO»

11 Ottobre 2021

L’amministratore delegato della compagnia del gruppo Ri-Fin svela a Tuttointermediari.it i progetti già realizzati e da realizzare. E sul rapporto con agenti e broker dice…

 

Vincenzo Latorraca

È alla prima esperienza come amministratore delegato di una compagnia assicurativa. E la nomina è arrivata contestualmente al lancio di un nuovo piano industriale triennale. Per Vincenzo Latorraca, che oltre 9 mesi fa ha assunto la guida di Global Assistance, compagnia del gruppo Ri-Fin srl costituita nel 1990 e che opera in tutti i principali rami danni, la sfida è a dir poco impegnativa.

Latorraca, in precedenza, ha lavorato per oltre 15 anni nell’ambito della consulenza, seguendo le principali realtà del panorama assicurativo nazionale e internazionale. A lui la proprietà di Global Assistance ha assegnato un compito ben preciso: definire e guidare il piano strategico, sviluppare il business facendo leva sulla multicanalità e sulla digital transformation e rafforzare la presenza del brand sul mercato. Quale è il bilancio di questi primi mesi? Tuttointermediari.it lo ha chiesto al diretto interessato.

Domanda. Come sta andando la compagnia in questo 2021?

Risposta. I numeri sono in linea con il nuovo piano strategico 2021-2023 varato all’inizio di quest’anno. Al 31 agosto scorso, la raccolta premi era pari a 11,5 milioni di euro. Il rapporto sinistri/premi è in linea con gli obiettivi del piano e abbiamo chiuso il primo semestre 2021 con un combined ratio attorno all’85%; la compagnia ha inoltre evidenziato una robusta solidità finanziaria, con un Solvency Ratio al 462%, percentuale fra le più alte del mercato.

D. Stime per la fine dell’anno?

R. Prevediamo di chiudere l’esercizio con una raccolta premi compresa fra i 18 milioni di euro e i 20 milioni di euro.

D. Come sta andando, nello specifico, il canale distributivo relativo agli intermediari? Quanti sono gli agenti e i broker che collaborano con la compagnia?

R. Attualmente la nostra rete è costituita da circa 550 intermediari, di cui circa l’80% agenti e il 20% broker. Questo canale pesa sulla nostra raccolta premi per il 50%, al pari della bancassicurazione, in una logica multicanale. Nei primi sei mesi del 2021 ha registrato un incremento di circa il 20% rispetto all’analogo periodo del 2020. Direi che questo canale sta andando molto bene e auspichiamo che si possa proseguire su questa strada anche nella parte finale dell’anno.

D. Global Assistance quanto crede in questo canale? Fino a qualche tempo fa la maggiore raccolta era legata alla bancassicurazione…

R. I nostri progetti mirano alla multicanalità (agenti, broker, banche e turismo), ma prevediamo di crescere in questo canale come del resto stiamo facendo ultimamente. Puntare sugli agenti e sui broker rappresenta per noi un cambiamento molto importante nella strategia distributiva e i risultati ci stanno dando ragione, se si considera che abbiamo iniziato a sviluppare questa rete solo dal 2013. L’evoluzione che c’è stata da allora ci rende a oggi, dal mio punto di vista, una vera compagnia multicanale e ora, non a caso, sono soppesati in maniera quasi equa sia il canale della bancassicurazione, sia quello degli intermediari tradizionali.

D. Entriamo nel dettaglio del nuovo piano triennale di Global Assistance. Quali sono i punti salienti?

R. Il nostro piano, che è molto ambizioso, è stato condiviso con tutti gli shareholder e stakeholder, i quali hanno dato un grandissimo contributo alla finalizzazione dello stesso. Il piano prevede circa il raddoppio della raccolta premi nel giro di tre anni. Per raggiungere questo obiettivo punteremo su tre pillar: la continua attività sul fronte dell’innovazione di prodotto, investimenti in chiave digital transformation e investimenti sul capitale umano inteso come professionalità da inserire o da far crescere in azienda. A proposito di quest’ultimo punto vorrei sottolineare come Global Assistance abbia aumentato il proprio organico nel 2021 di circa il 30%. E c’è un altro aspetto che mi preme evidenziare.

D. Prego.

R. Senza l’attività svolta negli anni passati non sarebbe stato possibile mettere in piedi un piano strategico come quello che abbiamo varato. Le faccio un esempio: prima ho fatto riferimento al Solvency Ratio. Ecco, una gestione sana dell’azienda negli anni precedenti ci consente oggi di avere le spalle coperte per poter fare degli investimenti importanti a supporto della crescita.

D. Oggi dove si colloca Global Assistance nel panorama assicurativo italiano? E fra tre anni dove immagina possa essere?

R. La nostra compagnia, nel 2023, deve avere almeno il doppio della dimensione attuale. Come ho affermato in precedenza una delle leve sarà l’offerta commerciale. Oggi il nostro catalogo prodotti è molto completo sul mondo retail. Nei mesi scorsi abbiamo rivisto il prodotto viaggi, adeguandolo all’emergenza Covid-19 e abbiamo anche identificato un panel ristretto di agenti e broker altamente specializzati in determinati settori per metterli nelle condizioni di poter commercializzare prodotti tailor made e prodotti dedicati agli affinity group. Entro quest’anno, presumibilmente entro il prossimo mese di ottobre, andremo ad arricchire ulteriormente il catalogo con un nuovo prodotto dedicato alle Pmi (commercio, artigianato, manifattura, servizi, terzo settore, ristorazione) e una nuova polizza catastrofale (civile e industriale) che andrà ad ampliare l’offerta property.

D. Trasformazione digitale. Come vi state muovendo e quali sono, nello specifico, i progetti che intendete realizzare?

R. Il nostro piano, che prevede investimenti significativi in questo ambito, ha due mission: una è semplificare al massimo la user experience nella fase di vendita e post vendita delle polizze. E questo è un fattore chiave soprattutto quando facciamo riferimento a prodotti standard di taratura del premio medio bassa. La seconda mission è abilitare la omnicanalità che per noi vuol dire avere sempre l’intermediario al centro. L’obiettivo, fondamentalmente, è fare in modo che l’intermediario e il cliente finale possano accedere da diversi touchpoint a un ecosistema di servizi omnicanale che va dalla vendita al post vendita. Questi progetti sono stati avviati e si completeranno nel corso dei primi sei mesi del 2022.

D. Poco prima di agosto scorso ha incontrato alcuni intermediari della rete. Che impressione ne ha tratto?

R. Non potendo organizzare una convention nella prima parte dell’anno, abbiamo optato per andare noi a trovare una cinquantina di intermediari presso le rispettive sedi operative. Nell’ambito di questi incontri, molto costruttivi, abbiamo illustrato come si evolverà Global Assistance nel corso dei prossimi mesi e dei prossimi anni, riscontrando un ottimo apprezzamento da parte dei nostri intermediari. Allo stesso tempo è stata una buona occasione per ascoltare le loro esigenze e ho avuto modo di constatare come agenti e broker siano stati molto resilienti nel periodo della pandemia. Incontrandoli, ho avuto la conferma di come ne siano usciti per certi versi ancora più forti soprattutto per quel che riguarda la reputazione che i clienti hanno nei loro confronti.

L’ingresso del palazzo dove si trova la sede di Global Assistance, in piazza Diaz 6 a Milano

D. Le agenzie di Global Assistance sono dislocate su tutto il territorio nazionale?

R. No, sono prevalentemente concentrate nel centro nord Italia. Recentemente siamo cresciuti anche nel Lazio. È nostra intenzione aumentare la nostra presenza nel centro Italia in regioni come Marche, Molise, Umbria, Emilia Romagna e Toscana. Guardiamo con interesse anche ad alcune regioni del sud – isole. Il nostro obiettivo, però, resta quello di accrescere l’intimacy con le agenzie che già collaborano con noi e la relativa raccolta premi. Vediamo ancora ampi margini.

D. Come si rapporta una compagnia come la vostra con una rete costituita da quasi 450 agenti, dal momento che non esiste un gruppo agenti e dunque un interlocutore unico? Il dialogo con gli agenti avviene singolarmente?

R. La sua domanda tocca uno dei temi su cui più volte c’è stato modo di fare delle riflessioni. Mi piacerebbe che fra qualche anno si creino le condizioni affinché nasca un gruppo agenti che porti avanti gli interessi di coloro che collaborano con la nostra compagnia. Un passo del genere significherebbe che abbiamo ulteriormente consolidato la nostra relazione con la rete, anche se comunque sono tanti gli agenti che storicamente collaborano con noi. Per rispondere alla sua domanda, non sono gli incontri one to one e nemmeno i roadshow le occasioni per prendere delle decisioni. Negli anni abbiamo costituito con gli intermediari dei gruppi di lavoro dedicati e temporanei, finalizzati a studiare nuovi prodotti o evoluzioni digital e di processo, riscontrando un grande contributo da parte dei partecipanti e un’ampia condivisione.

D. In questi ultimi mesi abbiamo assistito a diverse operazioni di merger & acquisition nel panorama assicurativo italiano. Global Assistance è fuori dal giro o dobbiamo aspettarci qualche sorpresa?

R. Il nostro piano strategico è molto chiaro e prevede nel prossimo triennio una crescita per linee interne. Al momento non sono previste operazioni di acquisizione o fusione con altre società.

D. Ci avviamo verso la fine di questo 2021. Che cosa avete chiesto alla rete?

R. Di aprirsi alla commercializzazione di altri prodotti non distribuiti in passato. Global Assistance, negli anni, ha fatto un grande sforzo e investito molto per ampliare la gamma prodotti. Agli intermediari abbiamo chiesto di fare un passo in avanti in questa direzione.

D. Lei ha assunto la carica di amministratore delegato di Global Assistance a gennaio di quest’anno. Quale bilancio trae, dopo 9 mesi, da questa sua esperienza?

R. Il bilancio è assolutamente positivo. Ho trovato un team di colleghi con una grande preparazione e con cui lavorare insieme in maniera costruttiva, e anche degli azionisti e un consiglio di amministrazione di altissima professionalità con i quali ci si può confrontare su obiettivi non solo di breve termine, ma anche di medio e lungo periodo. Elemento che non darei per scontato. Non da ultimo ho trovato una rete di agenti e di broker molto aperta nei nostri confronti. Le premesse di questi primi 9 mesi mi lasciano assolutamente pensare con ottimismo al futuro. Abbiamo tutte le carte in regola per poter realizzare gli obiettivi che ci siamo posti.

Fabio Sgroi

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