lunedì 27 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

GLI ITALIANI? PIU’ CONSAPEVOLI DEI RISCHI MA DISORIENTATI SU QUELLI EMERGENTI

I risultati di una ricerca di Episteme condotta per conto di Axa Italia.

 

Axa Italian Forum 2015Il 71% degli italiani si sente quotidianamente esposto a rischi denotando un clima sociale di incertezza, in cui perdura una percezione di crisi legata all’incapacità di riconoscere tutti i rischi. È quanto evidenzia la ricerca Gli italiani, la percezione dei nuovi rischi emergenti e il rapporto con il settore assicurativo, condotta da Episteme per Axa Italia e presentata all’ultimo Italian Axa Forum 2015.

Nel 2015, oltre il 60% della popolazione italiana dichiara di «avere impressione di essere circondato dai pericoli, di dover stare costantemente sul chi va là». Un’insicurezza che grava sul presente come sull’idea di futuro, con il 26,4% degli italiani fermamente o abbastanza (52,6%) convinto che quel che ci aspetta non sarà nulla di buono.

Gli italiani devono fare i conti con gli eventi imponderabili e imprevisti. Il 50% dichiara di sentirsi sereno perché ha già fatto tutto il possibile per limitare gli effetti negativi di un evento improvviso, contro il 50% che si sente inquieto, scoperto e consapevole di dover fare di più per proteggersi.

L’insicurezza diffusa e la paura verso ciò che non è conosciuto innescano delle reazioni positive, che si concretizzano in una crescita della domanda di protezione. L’85% delle persone intervistate vorrebbe fare di più per“mettere al riparo” se stesse e le loro famiglie. La richiesta di protezione è alta, in particolare, in riferimento a due tematiche che trovano sempre più spazio nell’attualità: il cambiamento climatico, le catastrofi naturali e la salute.

I fenomeni che coinvolgono la natura preoccupano nel complesso il 40% degli intervistati: il 22,6% teme fenomeni naturali estremi (terremoti, eruzioni vulcaniche, alluvioni, frane, siccità e altro), il 10,7% i disastri ambientali causati dall’antropizzazione (come disastri industriali, contaminazioni, perdita della biodiversità), mentre il 6,8% ha paura degli effetti del cambiamento climatico (come l’innalzamento delle temperature o del livello del mare).

Per quanto riguarda la salute, secondo l’88% delle persone intervistate, il collasso del sistema sanitario è il primo rischio a cui si sente esposto il nostro Paese. Un dato che supera addirittura la preoccupazione per l’aumento delle forme tumorali (86,9%), per la diffusione di malattie infettive (79,6%) o per l’aumento delle malattie degenerative (69,6%).

Circa l’85,6% dichiara di desiderare un punto di riferimento cui rivolgersi per dubbi sul proprio stato di salute e quasi il 70% ritiene necessaria un’integrazione del Ssn non solo per la cura, ma anche per la prevenzione. Interessante in questo contesto la tensione verso l’auto-prevenzione: il 72,5% cerca di fare una vita sana, in movimento e lontano dall’inquinamento; il 62,1% controlla regolarmente la propria salute con esami e visite mediche; e sempre il 62,1% è interessato alle ultime novità tecnologiche (come ad esempio smartwatch e smartband) per il monitoraggio della propria salute e di quella dei propri cari. (fs)

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