GENERALI ITALIA E GA-GI: GLI ULTIMI SVILUPPI

3 Dicembre 2019

Dopo lo sciopero con chiusura delle agenzie aderenti alla rappresentanza agenziale “storica” del Leone (18 novembre), c’è stato un incontro il 21 e, nelle ultime ore, uno scambio di lettere. Adesso entrambe le parti puntano al dialogo per superare questa fase delicata.    

Risposte «concrete» e impegni «precisi». È quello che ha chiesto il Gruppo agenti Generali Italia (Ga-Gi), presieduto da Vincenzo Cirasola, lo scorso 21 novembre nell’ambito dell’incontro avuto con i vertici di Generali Italia. Un incontro che ha seguito lo sciopero della rappresentanza agenziale che il 18 novembre ha tenuto chiuse le agenzie (vi hanno aderito il 93% degli iscritti) per protestare contro la compagnia per le disfunzioni informatiche. Ma come è andato l’incontro del 21?

Il Ga-Gi, in sostanza (l’incontro è durato quattro ore), ha avuto modo di esternare ancora una volta «nei minimi dettagli tutti i disagi riscontrati durante l’attività quotidiana», esprimendo la «notevole stanchezza» e «l’estenuante frustrazione» in questo processo di semplificazione che sta interessando il Leone dall’unificazione dei tre brand (Toro, Ina Assitalia e Lloyd Italico). In particolare la rappresentanza agenziale ha rivendicato tre punti, definiti «salienti»: i disservizi informatici con le disfunzioni liquidative e assuntive, la questione dei diritti di emissione rapida (aspetto che ha a che fare con il mandato unico) e il rispetto della rappresentanza e della dignità del Ga-Gi.

Generali Italia si è presa una settimana prima di dare una risposta al Ga-Gi, attraverso una lettera formale firmata direttamente dall’amministratore delegato Marco Sesana.

Marco Sesana

L’Ad ha subito confermato «l’importanza e l’attenzione che la compagnia attribuisce alla qualità della relazione industriale con i gruppi agenti di Generali Italia, connessa alla centralità che è riservata alla figura degli agenti nella nostra strategia distributiva. La compagnia», ha proseguito Sesana, «basa da sempre il suo confronto con le rappresentanze sulla massima trasparenza della relazione e sulla puntuale considerazione dei temi e delle problematiche che vengono proposte dai gruppi agenti. In nessun modo e occasione dunque la compagnia ha inteso o intende delegittimare o, ancor meno, screditare il Ga-Gi, il suo presidente e la sua giunta esecutiva».

Per quanto riguarda i disagi rappresentati sull’operatività agenziale, Sesana ha affermato di averli «ben compresi», e a proposito della necessità del consolidamento degli attuali processi informatici si è impegnato a risolverli «in prima persona, nella consapevolezza che sarà un percorso che richiederà tempo».

Sesana ha poi confermato lo stanziamento per il 2020 di un «rilevante budget dedicato alla progressiva stabilizzazione e consolidamento dei processi esistenti, con l’obiettivo di mettere a disposizione delle agenzie i migliori supporti a favore del business».

E per affrontare «meglio» questa fase, «riteniamo che il lavoro congiunto con le rappresentanze sia di irrinunciabile valore e quindi riteniamo urgente convocare uno specifico tavolo di confronto al riguardo, volto ad identificare le priorità di azione, allo scopo di intervenire efficacemente e tempestivamente sugli aspetti a maggiore impatto nell’attività quotidiana delle agenzie e prevedere, in caso di eventi gravi e imprevedibili blocchi, piani di emergenza per cercare di attenuare il disservizio alle agenzie e alla clientela».

Relativamente al tema dei diritti di emissione rapida, Sesana ha parlato di «una involontaria incomprensione. Confermo peraltro che, in coerenza con le tendenze regolamentari europee e nazionali illustrate, si rende necessario che tali diritti vengano meno al momento dell’applicazione del mandato unico per tutte le agenzie di Generali Italia, sia quelle che aderiranno al mandato unico che quelle che non aderiranno. Ciò non di meno confermo che uno dei principi che hanno ispirato tutta la trattativa sul mandato unico è stata la puntuale attenzione agli equilibri economici di tutte le agenzie. Su questa base siamo certi di poter trovare insieme  una soluzione positiva alla questione sollevata relativa alle sostanziale tenuta dello “status quo” economico delle agenzie che, in piena autonomia e libertà, non intendessero aderire e rispetto alle quali siamo a disposizione per avviare un confronto risolutivo».

Vincenzo Cirasola

Alla lettera di Sesana il Ga-Gi ha replicato sempre tramite una missiva inviata ieri. La rappresentanza agenziale, dopo aver preso atto delle dichiarazioni di impegno dell’amministratore delegato, ha ulteriormente chiesto maggiori dettagli in merito al budget previsto per il 2020 e allo specifico tavolo di confronto volto a identificare le priorità di azione in questa fase, auspicando una convocazione al più presto dell’incontro per trovare una soluzione positiva alla questione dei diritti di emissione.

Il Ga-Gi ha concluso la lettera così: «Ci auguriamo tutti noi, che questa “plateale” protesta (il riferimento è ancora allo sciopero, ndr), che certamente ha creato un danno di immagine alla “nostra compagnia”, non debba più ripetersi nel futuro visto che vorremmo dedicare tutte le nostre energie e tempo alla nostra attività mercantile per la crescita delle nostre imprese agenzia e di conseguenza della compagnia, e soprattutto per rivitalizzare l’orgoglio di appartenenza alle Assicurazioni Generali (oggi Generali Italia), leader del mercato, che ci ha sempre contraddistinto, ma che negli ultimi anni abbiamo notato essersi depauperato, e che non vorremmo perdere, ma al contrario consolidare. Noi siamo pronti a voltare pagina e guardare al futuro, ma dipende molto anche dalla compagnia». Dunque, ora spazio ai tavoli di confronto. Per trovare soluzioni e andare avanti insieme, compagnia e agenti.

Fabio Sgroi

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