giovedì 02 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

GENERALI COUNTRY ITALIA: FOCUS SUI NUMERI DEL 2019

La raccolta premi complessiva è cresciuta dell’1,6%. E nei danni non auto l’aumento è stato di quasi il 3% grazie anche al rinnovamento della gamma prodotti attraverso lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti connessi.

I premi complessivi emessi nel 2019 da Generali con riferimento alla sola attività assicurativa svolta in Italia (dove il gruppo si presenta con tre marchi distinti dal chiaro posizionamento strategico: Generali per il mercato retail e Pmi, Alleanza per il segmento famiglie e Genertel e Genertellife nell’ambito dei canali alternativi) sono stati pari a 24,1 miliardi di euro, in crescita dell’1,6% rispetto all’anno precedente.

Il risultato operativo totale è stato di 1,7 miliardi di euro (-1%). In Italia, Generali ha chiuso l’anno con una quota di mercato nel vita del 17,3% e nel danni del 14,1%.

VITA – Il Leone ha registrato premi vita per 18,6 miliardi (+1,7%) così suddivisi: 358 milioni di euro nella linea puro rischio e malattia (+14,8%), 15,1 miliardi di euro nel risparmio tradizionale (+6,1%) e 3,1 miliardi di euro nei prodotti unit linked (-16,3%).

La nuova produzione in termini di valore attuale dei premi futuri di nuova produzione (Pvnbp) si è attestata a 19,5 miliardi di euro (+5,8%), grazie allo sviluppo dei premi unici (+16,4%). La redditività della nuova produzione è passata dal 5,30% del 2018 al 4,71% del 2019. Nonostante i maggiori volumi, la minore redditività generata dal contesto economico ha determinato un valore della nuova produzione che si è attestata a 920 milioni di euro (-6%).

DANNI – La raccolta danni sempre in Italia è cresciuta dell’1,5% a 5,4 miliardi di euro. Il 2019 ha visto Generali concentrarsi sul miglioramento della profittabilità e la difesa del portafoglio auto attraverso interventi sulla flessibilità e lo sviluppo di modelli di smart-pricing, valorizzando il contributo offerto dalla nuova struttura di advanced analytics. Entrando nel dettaglio, la raccolta auto è stata di 2 miliardi di euro (-1,3%), mentre quella del non auto si è attestata a 3,4 miliardi di euro (+2,9%). L’incremento è dovuto, fra l’altro, al rinnovamento della gamma prodotti attraverso lo sviluppo di nuovi servizi e prodotti connessi. È peggiorato il combined ratio (91,9% contro il 91% di fine 2018); le cause sono da ricercare in un minore contributo delle generazioni precedenti e in un maggiore impatto dei sinistri catastrofali. (fs)

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