Il presidente del Gruppo agenti Generali Italia ha chiesto alla mandante l’apertura di un confronto formale sul modello distributivo, con impegni verificabili sulla gestione della clientela e sugli investimenti destinati alle agenzie.

Di fronte al coinvolgimento di Generali nel risiko bancario in corso (Opas di Intesa Sanpaolo su Mps, la doppia Opas del Monte su Banca Generali e Banco Bpm, e le alleanze industriali allo studio con UniCredit), il Gruppo agenti Generali Italia (GA-GI) chiede di essere parte del confronto sul futuro della distribuzione assicurativa.
«Attenti all’impatto diretto che tali operazioni avranno su agenti e clienti», ha sottolineato in una nota Federico Serrao, presidente del GA-GI. «Sono operazioni finanziarie che non ci riguardano direttamente e non stiamo dalla parte di nessuno, se non, come sempre, dalla parte di chi ci mette al centro». Il gruppo agenti ritiene «indispensabile sedere al tavolo su come cambierà la distribuzione».
Il GA-GI, che rappresenta circa 1.200 Agenti e il 50% della rete distributiva di Generali Italia, per circa 7 miliardi di premi intermediati, ha ricordato come circa due terzi della raccolta premi della compagnia in Italia passi attraverso le reti del gruppo. «La nostra struttura è un unicum nel panorama assicurativo nazionale», ha proseguito Serrao. «In un mercato dove il plurimandato è un diritto e un’opportunità, i nostri agenti sono rimasti fedeli al marchio del Leone. Una fiducia ripagata dal fatto che Generali ha messo la rete al centro della propria crescita in Italia. Questo patrimonio va tutelato».
Per GA-GI la questione non è la crescita della bancassicurazione in sé, ma la sovrapposizione tra canali. «In linea teorica il modello può funzionare se i canali fanno cose diverse», ha spiegato Serrao. «Non funziona quando fanno la stessa cosa sullo stesso cliente».
Il presidente GA-GI riconosce l’impegno della compagnia su questo fronte. «Il group ceo, Philippe Donnet, e il country manager Italia, Giancarlo Fancel, hanno ricordato più volte, con coerenza e con i fatti, che la rete agenziale resta il primo canale distributivo di Generali Italia», ha sottolineato Serrao. «Per quanto ci riguarda, chiediamo garanzie chiare affinché questo paradigma rimanga tale, qualunque sia l’evoluzione degli assetti azionari. Perché un cliente che non trova continuità nel servizio non aspetta chiarimenti, cambia compagnia», ha osservato Serrao. «E lo stesso vale per l’agente: il plurimandato non è una clausola di stile, è uno strumento che la rete ha e può usare».
Il GA-GI ha già chiesto a Generali l’apertura di un confronto formale sul modello distributivo, con impegni verificabili sulla gestione della clientela e sugli investimenti destinati alle agenzie. «Vogliamo essere coinvolti tempestivamente nelle scelte strategiche», ha concluso Serrao. «Restiamo attenti alle prossime evoluzioni, pronti ad assecondare o a contrastare il cambiamento, con un solo criterio: il ruolo che verrà riservato alla rete». (fs)
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