Le due società hanno annunciato la rescissione del loro accordo di aggregazione aziendale. Decisivo il contenzioso con il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, che si è opposto all’operazione.
C’è un colpo di scena nel percorso che avrebbe dovuto portare alla fusione fra Aon plc e Willis Towers Watson. Le due società di brokeraggio, infatti, hanno annunciato la rescissione del loro accordo di aggregazione aziendale e contestualmente di porre fine al contenzioso con il dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti. Aon e Willis avevano informato il mercato, per la prima volta, nel marzo dello scorso anno, di aver iniziato un progetto di fusione. Ora arriva lo stop che per certi versi è clamoroso.
«Nonostante lo slancio normativo in tutto il mondo, compresa la recente approvazione della nostra combinazione da parte della Commissione europea, ci siamo trovati in un’impasse con il Dipartimento di giustizia degli Stati Uniti, la cui posizione non ha tenuto in considerazione che le nostre attività complementari operano in aree dell’economia ampie e competitive», ha affermato Greg Case, ceo di Aon. «La fusione avrebbe accelerato la nostra capacità condivisa di innovare per conto dei clienti, ma l’incapacità di garantire una rapida risoluzione del contenzioso ha portato le due società ad assumere la decisione di rinunciare». In relazione alla risoluzione dell’accordo di fusione aziendale, Aon pagherà la commissione di risoluzione di 1 miliardo di dollari a Willis Towers Watson.
«Riteniamo di essere ben posizionati per competere vigorosamente in tutte le nostre attività in tutto il mondo e continueremo a introdurre importanti innovazioni sul mercato. Apprezziamo e rispettiamo profondamente tutti i colleghi di Aon che abbiamo conosciuto attraverso questo processo», ha commentato John Haley, ceo di Willis Towers Watson.
Fabio Sgroi
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