FAQ DELL’IVASS SU REGOLAMENTO 45/2020 E PROVVEDIMENTO 97/2020. FLOREANI: «SONO ANCORA MOLTI I PUNTI DA CHIARIRE»

24 Marzo 2021

L’avvocato, esperto di diritto delle assicurazioni: «Per esempio non sono certi, fra i tanti aspetti, i limiti del nuovo obbligo di comunicazione alla mandante interessata dei rapporti di collaborazione orizzontali sottoscritti dall’intermediario». Ma anche…

 

Rudi Floreani

«L’intervento dell’Ivass era auspicato da tutti gli operatori del settore, atteso che le fonti normative in questione hanno generato e stanno generando non pochi problemi applicativi sia alle compagnie, sia alla distribuzione. L’aspettativa del mercato era alta, l’iniziativa e il tentativo  della vigilanza sono senz’altro da apprezzare, tuttavia, a mio parere, non sono state risolte una serie (non trascurabile) di criticità che il nuovo quadro regolatorio pone». È l’opinione di Rudi Floreani, avvocato, fondatore dell’omonimo studio legale associato ed esperto di diritto delle assicurazioni, a proposito dei chiarimenti applicativi pubblicati ieri dall’Ivass e relativi al Regolamento 45/2020 e al provvedimento 97/2020, che entreranno in vigore il prossimo 31 marzo.

Ma quali sono i dubbi di Floreani? Partiamo dal Regolamento 45/2020. L’Ivass, in particolare, è intervenuto su due aspetti. Il primo riguarda le collaborazioni orizzontali. «L’istituto di vigilanza ha chiarito che in questo caso le verifiche che saranno effettuate dalle compagnie dovranno essere svolte nei confronti dell’intermediario emittente (cioè dei propri mandatari) e dovranno avere ad oggetto il rispetto degli obblighi previsti dal comma 5  dell’articolo 6 da parte degli intermediari proponenti. È agevole notare come in questo caso, più che un chiarimento, sia stata fornita una sintesi di quanto già testualmente previsto dalle disposizioni citate. Non viene infatti precisato come queste verifiche dovranno essere concretamente attuate», fa notare Floreani.

Sul Provvedimento 97/2020 l’Ivass ha riportato diversi chiarimenti. «Tra i più significativi si segnalano quelli sulla consulenza (nn. 1,2,3), attraverso i quali la vigilanza ha distinto tra i concetti di consulenza, assistenza e coerenza. Si è tenuto a precisare (in tema di coerenza) che “il distributore si astiene dalla vendita del prodotto assicurativo che non corrisponde alle richieste ed esigenze del contraente anche qualora il contraente appartenga al mercato di riferimento”.  La fattispecie, a mio parere,  appariva già chiara, ma averlo ribadito sicuramente non può nuocere», afferma Floreani.

«Di interesse sono senz’altro i chiarimenti sulle registrazioni delle conversazioni telefoniche e delle comunicazioni elettroniche effettuate nel contesto del collocamento a distanza (nn. 5, 6, 7, 8); risulta chiaro (a questo punto) che il dettato della vigilanza è quello per cui “l’obbligo di registrazione deve essere adempiuto con riguardo alla conversazione telefonica nella sua integrità e non solo con riguardo a una parte di essa, anche se conclusiva”. Vuole precisare l’Ivass che questo onere di registrazione deve trovare applicazione “anche se la conversazione e/o comunicazione è avviata su iniziativa del cliente”.  Nonostante l’intervento finalizzato a chiarire gli adempimenti», asserisce l’avvocato, «non è ancora chiaro in quali casi scatti effettivamente l’obbligo di registrazione. Atteso infatti che la normativa in vigore dal 31 marzo prevede la registrazione delle telefonate “che danno luogo alla conclusione di contratti assicurativi”, specialmente in caso di “ipotesi ibride” (in cui oltre alla conversazione telefonica intercorre scambio di comunicazioni elettroniche), non è ancora chiaro per quali comunicazioni/conversazioni sussista l’obbligo di registrazione e conservazione. Gli adempimenti in questione saranno senz’altro di grande impatto per la distribuzione tradizionale, chiamata (ormai da più di un anno) ad operare a distanza per garantire il servizio agli assicurati. Di questo l’Ivass pare rendersi conto, tant’è che tiene a precisare che “in fase di prima applicazione l’Istituto terrà conto delle criticità connesse al presente contesto emergenziale”».

In materia di incentivi nella distribuzione di prodotti di investimento (nn. 9,10, 11) si è chiarito in particolare che “la disciplina degli incentivi di cui agli articoli 68-sexies e ss. si applica a tutte le forme di remunerazione degli intermediari assicurativi”, comprese le provvigioni percepite dagli intermediari. «Si tratta di un chiarimento importante in quanto molti interpreti si domandavano se le remunerazioni provvigionali potessero considerarsi escluse dal più rigido regime di trasparenza previsto dall’art. 68-sexies, ai sensi del relativo comma 3 (in quanto incentivi “che consentono lo svolgimento dell’attività di distribuzione assicurativa”). Inoltre, ove non inizialmente predeterminabile l’importo degli incentivi, precisa l’Ivass, “Successivamente, quando l’incentivo è stato effettivamente percepito, il distributore fornisce al contraente, alla prima occasione utile, l’informativa sull’importo dello stesso (laddove l’incentivo non sia immediatamente riconducibile a una singola polizza, l’intermediario potrà fornire un importo determinato sulla base di criteri ragionevoli e oggettivi)”. Se ne ricava un quadro di obblighi informativi e di tracciabilità delle informazioni estremamente oneroso per l’intermediario», afferma Floreani.

CONCLUSIONI – L’esperto di diritto delle assicurazioni conclude così il suo pensiero: «Con l’intervento di ieri, l’Ivass ha chiarito diversi aspetti. Molti, tuttavia, rimangono ancora sul tavolo degli operatori che in questi giorni vivono con una certa apprensione l’entrata in vigore delle nuove fonti. Oltre ai dubbi che abbiamo già visto, non sono ancora chiari, fra di tanti, i limiti del nuovo obbligo di comunicazione alla mandante interessata dei rapporti di collaborazione orizzontali sottoscritti dall’intermediario. Si applicherà solo agli accordi sottoscritti dal 31 marzo in poi o varrà anche per i preesistenti? Dovranno essere comunicati solo i rapporti in cui il mandatario assuma la veste di intermediario emittente o tutti i rapporti indiscriminatamente?». All’Ivass il compito di chiarire ulteriormente i quesiti.

Fabio Sgroi

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