Il country manager e ceo di Generali Italia: «La nostra responsabilità sociale viene ancora prima del fatto di guadagnare soldi…». E auspica che siano fatti passi in avanti sul tema della sanità e dell’obbligo di tutelarsi da eventi catastrofali con riferimento ai privati.

Legge di bilancio 2026 e settore assicurativo. Ci sono diversi punti sul tavolo. Che cosa chiede, in particolare, Generali al Governo? Intervenuto la settimana scorsa alla 95esima assemblea di Anagina (Associazione nazionale agenti imprenditori assicurativi, gli ex agenti Ina Assitalia), il country manager e ceo di Generali Italia, Giancarlo Fancel, ha risposto a questa domanda, innanzitutto sottolineando come, in questo processo, l’impegno sia quello di «essere ovviamente collaborativi con lo Stato», tenendo conto che «abbiamo gli azionisti e dobbiamo pensare anche a tutelare i loro interessi e quelli degli stakeholder, nonché la nostra capacità di produrre valore».
Fancel ha parlato positivamente («un bell’esempio») dell’iniziativa del Governo di introdurre l’obbligo per le imprese di sottoscrivere le polizze contro i danni da eventi catastrofali. «Ci aspettavamo», ha affermato, «che ci fosse una reazione, sempre da parte del Governo, per quanto riguarda il privato, che paradossalmente è il meno assicurato rispetto alle imprese in termini di percentuali, così come ci aspettiamo anche che ci siano dei passi in avanti per quanto riguarda le partnership con il pubblico sul tema della sanità, che è prioritario».
Il manager di Generali ha anche auspicato che le assicurazioni «non siano viste come quelle che fanno i soldi a spese dei cittadini privati. La nostra responsabilità sociale viene ancora prima del fatto di guadagnare soldi e giocare in equilibrio con queste due componenti posso assicurare che non è semplice…».
Fabio Sgroi
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