martedì 03 Febbraio 2026

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FABRIS: «SANITA’ PUBBLICA E PRIVATA? NON SONO IN CONTRAPPOSIZIONE»

Il direttore generale di UniSalute (gruppo Unipol), prende spunto dai risultati dell’ultimo osservatorio sulla sanità condotto dalla compagnia, che evidenzia…

 

Fiammetta FabrisSecondo gli ultimi dati dell’osservatorio sanità di UniSalute, compagnia del gruppo Unipol, a causa della crisi economica il 31% degli italiani intervistati effettua solo le visite indispensabili, il 44% ha richiesto o richiederebbe un prestito per garantirsi determinate prestazioni (specialmente per quel che riguarda i grandi interventi presso strutture private, 38%, per visite dentistiche, 21%, per terapie di lunga durata, 18%, e per visite specialistiche private, 14%) e il 57% compra farmaci generici sostitutivi perché costano di meno rispetto a quelli prescritti in ricetta dal proprio medico.

Se il 46% degli intervistati ha avuto la percezione che negli ultimi anni i costi delle prestazioni mediche, sia pubbliche che private, siano aumentati, questo dato viene confermato da una recente ricerca Censis, che rivela l’aumento del costo del ticket a tal punto da superare la stessa prestazione in una struttura privata. Il 45% dei cittadini ha pagato tariffe nel privato uguali o di poco superiori al ticket che avrebbe pagato nel pubblico.

Sempre il Censis ha reso noto che tra gli italiani che hanno dovuto scegliere la sanità privata, più di uno su tre (72,6%) lo ha fatto a causa delle liste d’attesa, troppo lunghe se ci si affida al servizio sanitario pubblico. Per UniSalute «appare evidente come l’integrazione tra pubblico e privato sia sempre più una soluzione vantaggiosa per i cittadini perché permette loro di avere accesso a prestazioni sanitarie in modo capillare e tempestivo, e a costi sostenibili».

Per Fiammetta Fabris (nella foto), direttore generale di UniSalute, «sanità pubblica e privata non devono essere viste in contrapposizione: l’offerta di prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale resta il perno fondamentale del nostro sistema sanitario, a cui si affianca quella privata che, anche alla luce dei mutamenti sociali ed economici che il paese sta vivendo in questi anni, deve essere sempre più vista come supporto ed integrazione e il cui accesso dovrebbe essere supportato e facilitato per permettere a tutti cittadini di poter usufruire della più ampia offerta di prestazioni mediche a costi contenuti». (fs)

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