ESTINZIONE ANTICIPATA DEL FINANZIAMENTO E RIMBORSO DEL PREMIO NON GODUTO: ALCUNE COMPAGNIE ADOTTANO MODALITA’ DI CALCOLO NON CHIARE PER L’ASSICURATO

18 Gennaio 2019

È quanto evidenziato dall’Ivass sulla base di alcuni reclami ricevuti. Nei giorni scorsi, l’istituto di vigilanza ha diramato una lettera di richiamo a compagnie, banche e intermediari finanziari.   

 

Nei giorni scorsi l’Ivass è intervenuta sul tema delle polizze abbinate a finanziamenti e in particolare sulle modalità di calcolo del rimborso del premio non goduto in caso di estinzione anticipata totale o parziale del finanziamento.

L’istituto di vigilanza ha ritenuto opportuno diramare una lettera a compagnie, banche e intermediari finanziari, a seguito di alcuni reclami pervenuti riguardanti, appunto, la modalità di calcolo adottata dalle compagnie di assicurazione per la determinazione della parte di premio non goduto da restituire all’assicurato in caso di estinzione anticipata del finanziamento.

I reclami, ha fatto notare l’Ivass, lamentano modalità di calcolo «non chiare e/o penalizzanti per l’assicurato». L’istruttoria di questi reclami e la ricognizione di un campione di condizioni contrattuali di alcuni prodotti Ppi (Payment protection insurance) ha evidenziato «criticità» nelle procedure di calcolo e nel livello di trasparenza verso gli assicurati.

L’Ivass ha ricordato che, in caso di estinzione anticipata o di trasferimento del mutuo o del finanziamento, l’impresa «deve restituire al debitore/assicurato la parte di premio pagato e non goduto, calcolata: a) per il premio puro, in funzione degli anni e frazione di anno mancanti alla scadenza della copertura nonché del capitale assicurato residuo; b) per i caricamenti, in proporzione agli anni e frazione di anno mancanti alla scadenza della copertura».

Per quanto riguarda il metodo di calcolo, l’Ivass ha rilevato, per le assicurazioni vita, «che le condizioni contrattuali prevedono, conformemente al dettato regolamentare, che il premio puro da restituire sia determinato in base agli anni e frazioni di anno mancanti alla scadenza della copertura nonché del capitale assicurato residuo; la quota dei caricamenti da rimborsare sia calcolata in proporzione agli anni e frazione di anno mancanti alla scadenza del contratto assicurativo».

In definitiva le imprese dichiarano «sempre di adottare i criteri previsti dalla normativa per la definizione del rimborso delle due parti del premio pagato. Tuttavia, nei casi in cui le formule sono esplicitate nelle clausole contrattuali o nei casi in cui, in assenza di formule, sono richiamati i criteri generali delle norme regolamentari, è emerso che le formule in concreto utilizzate, molto diverse tra imprese, non sempre risultano in linea con la normativa e non considerano l’effettivo debito residuo per la parte relativa al premio puro da restituire. La quota da rimborsare è calcolata infatti in funzione della sola durata residua del contratto e di un c.d. fattore di correzione, calcolato solo in funzione della durata, che approssima l’effettivo rapporto tra il debito residuo e il debito originario».

A questo proposito è stato riscontrato che queste formule approssimate, «oltre a non essere conformi ai criteri regolamentari e a non risultare coerenti con i criteri enunciati nelle condizioni contrattuali, determinano una penalizzazione per il contraente».

L’Ivass ha infine invitato le compagnie a verificare la correttezza delle formule utilizzate, anche in relazione al portafoglio in vigore; aggiornare, entro 60 giorni, l’informativa precontrattuale e le condizioni di polizza dei prodotti in commercio inserendo una formula che tenga conto, per la parte di premio puro delle garanzie vita da rimborsare, oltre che della durata residua, dell’effettivo rapporto tra il debito residuo e il debito originario alla data di estinzione anticipata del finanziamento, coerentemente con i criteri richiamati nelle condizioni contrattuali e con il dettato regolamentare, accompagnata da un chiaro esempio illustrativo (gli stessi criteri dovranno essere applicati anche alle assicurazioni danni, per esempio nel caso dell’invalidità permanente totale, laddove le prestazioni prevedano il rimborso del debito residuo alla data dell’evento assicurato; per i contratti già stipulati, gestire le richieste di rimborso del premio non goduto sulla base dei corretti criteri di calcolo.

Fabio Sgroi

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