martedì 10 Febbraio 2026

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DURA PRESA DI POSIZIONE DI “CAMBIARE SI PUO’” CONTRO LO SNA E LA CONVOCAZIONE DEL PROSSIMO CONGRESSO

Secondo l’associazione presieduta da Massimo Pegoraro, si tratta di una convocazione arrivata «in modo improvviso, senza un reale confronto preliminare con la base, che conferma purtroppo un metodo ormai consolidato: decisioni prese dall’alto, poca trasparenza e scarso coinvolgimento degli agenti. Da troppo tempo la categoria chiede ascolto, risultati concreti e una linea chiara, in cambio riceve comunicazioni autoreferenziali e una gestione sempre più distante dai problemi reali del mercato e della professione».

L’associazione Cambiare si può, attraverso una nota, ha preso posizione in merito alla convocazione del 59esimo congresso nazionale del Sindacato nazionale agenti, fissato per il 18 e 19 febbraio prossimi a Lazise (Verona).

Secondo l’associazione presieduta da Massimo Pegoraro, si tratta di una convocazione arrivata «in modo improvviso, senza un reale confronto preliminare con la base, che conferma purtroppo un metodo ormai consolidato: decisioni prese dall’alto, poca trasparenza e scarso coinvolgimento degli agenti. Da troppo tempo la categoria chiede ascolto, risultati concreti e una linea chiara, in cambio riceve comunicazioni autoreferenziali e una gestione sempre più distante dai problemi reali del mercato e della professione».

La sensazione diffusa, sempre secondo l’associazione, «è quella di una rappresentanza che, nei fatti, non rappresenta più. Lo Sna appare bloccato da anni nelle stesse mani, non si vede ricambio, non si percepisce apertura, non emerge alcuna volontà di favorire nuove competenze o nuove energie. È un sistema chiuso, che sembra preoccuparsi più della propria sopravvivenza che della tutela degli agenti. In questo clima il dissenso viene vissuto come un fastidio, le voci critiche vengono isolate, e questo in un sindacato è un segnale gravissimo, perché senza confronto non può esistere una vera democrazia interna».

Per Cambiare si può è in questo contesto che vanno letti i deferimenti degli ultimi anni ai probiviri di Roberto Salvi, Roberto Soldati, Massimo Pegoraro ed Enrico Ulivieri. «Proprio il caso Ulivieri appare particolarmente grave: deferito ed espulso a pochi mesi dal congresso elettivo, un tempismo che solleva più di un interrogativo. A questo punto la domanda è inevitabile: chi potrà candidarsi liberamente, se ogni voce alternativa rischia di essere colpita prima ancora di potersi presentare? Così non si tutela il sindacato, si tutela solo il potere di chi lo guida. Per questo riteniamo che una riforma dello statuto non sia più rinviabile, serve per restituire credibilità allo Sna, per rendere trasparenti le candidature, garantire un confronto corretto tra chi si propone, assicurare alla minoranza il diritto di comunicare e impedire l’uso politico degli strumenti disciplinari. Senza questa riforma, ogni richiamo alla democrazia interna resta puramente formale. Sul piano istituzionale, poi, la debolezza è evidente: nei rapporti con Ania non si registrano risultati concreti su remunerazione, ruolo dell’agente e tutela contrattuale, con Ivass la categoria non ha voce».

Inoltre, le pressioni regolamentari «aumentano e il sindacato non riesce a incidere sulle decisioni. Infine, sul fronte politico manca una strategia vera, le interlocuzioni sono sporadiche e non producono effetti, mentre altri attori del settore fanno lobbying in modo serio e continuativo. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: gli agenti sono sempre più soli. A tutto questo si aggiunge una linea politica incoerente, che cambia a seconda delle convenienze interne; manca una visione, manca una direzione, manca soprattutto un progetto capace di guardare avanti». L’associazione Cambiare si può è convinta che gli agenti di assicurazione «meritino una rappresentanza forte, trasparente e realmente democratica. Lo Sna, così com’è oggi, non risponde più a queste esigenze. Il cambiamento non è più un’opzione: è una necessità urgente, se vogliamo restituire dignità, voce e forza a un’intera categoria». (fs)

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