domenica 01 Febbraio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

DIGITAL HEALTH INSURANCE: IVASS MONITORA IL TREND E I POSSIBILI PUNTI CRITICI

Fari puntati sull’offerta dei prodotti assicurativi salute legati all’utilizzo di tecnologie digitali. Per l’isituto di vigilanza, «sebbene si prefigurino vantaggi notevoli per il paziente, per i medici e gli ospedali, il web può comunque diventare strumento di iniziative opache e la perdita di sicurezza e di privacy è il rischio principale di cui è necessario tener conto».

 

sanita-medico-2Nei mesi scorsi, l’Ivass ha svolto un’analisi sulle nuove polizze sulla salute e in particolare sulla cosiddetta Digital Health Insurance, cioè l’offerta dei prodotti assicurativi salute legati all’utilizzo di tecnologie digitali.

L’Ivass ha rilevato come sia «crescente, sia a livello nazionale che internazionale, la diffusione, di polizze che, attraverso l’uso di device digitali (quali braccialetti elettronici e altri wearables) e strumenti di diagnostica genetica, ricavano informazioni più precise sullo stato di salute dei clienti, per agevolare l’interrelazione tra servizi assicurativi e prestazioni di tipo sanitario e nel contempo incentivare stili di vita più sani attraverso una scontistica che premia comportamenti “healthy”».

Tra i vari aspetti analizzati, l’istituto di vigilanza si è soffermato sulle possibili aree di attenzione, appunto, per i supervisori. Se si parla di internet of things non si può non parlare di big data, cioè dell’enorme mole di dati convertibili in informazioni a supporto delle attività e delle decisioni di business. E in ambito salute ogni paziente genera big data, in questo caso sanitari (l’insieme di dati e documenti digitali di tipo sanitario e socio-sanitario generati da eventi clinici presenti e trascorsi, riguardanti l’assistito).

Per l’Ivass, «sebbene si prefigurino vantaggi notevoli per il paziente (che potrà per esempio archiviare in un solo dispositivo prescrizioni mediche, farmaci, esami diagnostici, esiti di analisi di laboratorio, accessi al pronto soccorso, ricoveri in ospedale) per i medici e gli ospedali (per una ricostruzione veloce e precisa dello stato di salute, per condividere informazioni, per previsioni di spese mediche ecc.) il web può comunque diventare strumento di iniziative opache e la perdita di sicurezza e di privacy è il rischio principale di cui è necessario tener conto».

Sempre per l’istituto di vigilanza, «particolare attenzione si dovrà prestare in termini di trasparenza, modalità di raccolta/utilizzo delle informazioni e sulla sicurezza dei dati che, nel contesto della salute, assumono profili di delicatezza per i consumatori. Privacy, rischi tecnologici sulla sicurezza e cyber crime costituiscono importanti minacce che possono limitare l’effettiva possibilità delle compagnie assicurative di sfruttare le opportunità dell’iperconnettività dovuta all’Internet of things e alla sempre maggiore quantità di dati personali archiviati».

braccialetto-elettronico-sanitaSELEZIONE DEI RISCHI – Un aspetto delicato in chiave di supervisione assicurativa riguarda l’utilizzo dei dati per la selezione dei rischi. «Le compagnie», sottolinea l’Ivass, «potrebbero sfruttare i big data anche per selezionare i clienti migliori, con l’effetto negativo di emarginare dal mercato i soggetti meno attraenti ed affievolire gli effetti di mutualità alla base dei principi assicurativi. Problema destinato ad aggravarsi, dal momento che sono disponibili sul web dati specifici sulla salute degli individui spesso lasciati inconsapevolmente. Le imprese possono incrociare i dati dei loro clienti con una serie di informazioni provenienti dai social media, dai network relazionali, dal mobile, dalla geolocalizzazione. Ciò consente di definire, a livello di singolo individuo, le caratteristiche della sua vita dal punto di vista spaziale, temporale, intellettuale e di realizzare il cosiddetto “profilo comportamentale” utilizzabile a livello commerciale ma che non deve sconfinare in tecniche di tipo discriminatorio».

In prospettiva, quindi, i supervisori saranno chiamati a vigilare, a tutela del consumatore, sul corretto utilizzo di tecniche di telematics e sulla disponibilità massiva di dati verificando che essi siano «effettivamente volti a ottimizzare i processi di valutazione dei rischi e a migliorare le relazioni con i clienti. Tuttavia l’attenzione di supervisione dovrà essere indirizzata anche a controllare che agli indiscutibili vantaggi offerti ai clienti, anche dal punto di vista sociale, da questi prodotti e servizi di digital health insurance, non si associno elementi discriminatori da parte degli assicuratori nella selezione degli assicurati tali da violare il principio cardine su cui si fonda l’assicurazione: la mutualità».

Per visionare l’intera indagine di Ivass sulla Digital Health Insurance clicca QUI.

Fabio Sgroi

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