Il presidente del Sindacato nazionale agenti: «A un anno dalla sua sottoscrizione, il nuovo Ccnl non ha originato alcun provvedimento sanzionatorio a carico di agenti. Esiste una sola vertenza giudiziaria che si è conclusa con esito a noi favorevole».
Per il Sindacato nazionale agenti ampliare l’offerta dei prodotti non è l’unico modo per difendere la centralità distributiva della rete agenziale. È necessario anche un equilibrio di bilancio di medio-lungo termine, che si può ottenere anche attraverso la stabilizzazione dei costi agenziali, tra cui risulta prevalente quello del personale.
«Per questa ragione», ha affermato Claudio Demozzi (nella foto), presidente dello Sna, leggendo la relazione dell’esecutivo nazionale durante il congresso di San Marino, «consideriamo fondamentale il nuovo Contratto collettivo nazionale di lavoro per i dipendenti delle agenzie, sottoscritto un anno fa». Un contratto che «rappresenta un risultato storico, che ha interrotto un lungo periodo di rivendicazioni, scontri, incomprensione e immobilismo. Risultato grazie al quale abbiamo restituito alla categoria, tra l’altro, la necessaria autonomia e indipendenza negoziale, sottraendola al ricatto incrociato delle imprese e della “triplice sindacale”».
Demozzi ha fatto riferimento alla legittimità dell’accordo. «A un anno dalla sua sottoscrizione, il nuovo Ccnl non ha originato alcun provvedimento sanzionatorio a carico di agenti ed esiste una sola vertenza giudiziaria, intrapresa da Fisac-Cgil davanti al giudice del lavoro di Napoli, che ha tentato di mettere in dubbio la legittimità del nostro contratto e che in primo grado si è conclusa con esito a noi favorevole (il Ricorso ex art. 28 di Fisac-Cgil è stato respinto). E inoltre, il contenimento del costo del lavoro entro limiti tollerabili e l’introduzione di elementi di flessibilità nel Ccnl di riferimento del settore, hanno permesso alle agenzie italiane di salvaguardare i livelli occupazionali».
Poi un ammonimento. «Non tutti, purtroppo, hanno apprezzato l’importanza di questo nuovo strumento di salvaguardia dell’equilibrio economico delle nostre agenzie», ha sottolineato Demozzi. «Alcuni hanno preferito rimbalzare e dare credito alle notizie, false e tendenziose, che altri strumentalmente divulgavano, allo scopo di insinuare dubbi sulla legittimità del nuovo Ccnl e di ridimensionare la valenza politico sindacale di questo risultato. Oggi, con la certezza che il nostro è il contratto leader del settore, quello più diffuso, maggiormente applicato dalla categoria, mi chiedo a chi sia giovata questa opera di disinformazione, che ha rischiato di minare alla base gli interessi, anche economici, di tutti gli agenti italiani».
A proposito della coesistenza di più Ccnl nello stesso ambito lavorativo, il presidente dello Sna si è chiesto «come possa essere considerato legittimo un Ccnl sottoscritto da sigle datoriali il cui numero di iscritti non supera il 5% degli agenti operativi italiani, come il Ccnl Anapa-Unapass. Se qualche dubbio dovesse dunque sorgere su quale possa essere definito “Ccnl pirata” nel nostro settore, tale dubbio non potrebbe che riguardare il contratto sottoscritto da Anapa e Unapass, sigle che non possono certamente essere identificate come sindacati comparativamente maggiormente rappresentativi dei datori di lavoro».
Demozzi ha invitato gli agenti «ad applicare serenamente il nostro nuovo Ccnl; il sindacato garantirà l’assistenza, anche legale, che si rendesse necessaria conseguentemente alla legittima applicazione di questo contratto collettivo».
Fabio Sgroi
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