Il presidente del Sindacato nazionale agenti, all’ultimo congresso di Lazise, è tornato su un aspetto che ha fatto molto discutere nelle scorse settimane: «Nel nostro sistema di rappresentanza non esistono zone franche: regole, responsabilità e rispetto delle decisioni assunte collettivamente valgono per tutti, senza alcuna eccezione».
«Chi non intende riconoscere i nostri consolidati principi sindacali, etici e morali, le nostre norme e i nostri organi statutari, la nostra linea politica che, democraticamente, viene discussa, proposta e approvata dalla maggioranza del congresso nazionale non può far parte del Sindacato nazionale agenti». Claudio Demozzi, riconfermato presidente dello Sna, durante l’ultimo congresso del sindacato di qualche settimana fa a Lazise (Verona) è stato perentorio, con un monito che è sembrato un imperativo categorico. Fuori, in altre parole, chi non segue determinate regole.
«Anche chi riteneva di poter beneficiare di corsie preferenziali o di una presunta immunità, magari in forza di una carica elettiva come la presidenza di un gruppo aziendale, ha dovuto prendere atto che nel nostro sistema di rappresentanza non esistono zone franche: regole, responsabilità e rispetto delle decisioni assunte collettivamente valgono per tutti, senza alcuna eccezione», ha affermato Demozzi. «Quando regole e responsabilità valgono per tutti, nessuno è “più rappresentato” di altri. Da qui nasce la solidarietà sindacale, cioè la certezza che ogni iscritto è sullo stesso piano, indipendentemente dal ruolo ricoperto». (fs)
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