mercoledì 01 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

DE PASCALIS (IVASS): «RC AUTO? BASTA RATTOPPI, SERVE UNA RIFORMA VERA. TARIFFA ITALIA? PER QUALCHE ASSICURATO DI NAPOLI IL PREMIO POTREBBE ANCHE AUMENTARE…»

Il capo servizio studi e gestione dati dell’istituto di vigilanza ha parlato di tutto. «Il Ddl Concorrenza? Su molti punti ci troviamo d’accordo». Ma su altri i dubbi restano…

 

Antonio Rosario De PascalisSembra essere tramontata l’ipotesi contenuta nel Ddl Concorrenza che assegna all’Ivass un ruolo di primo piano e cioè quello di determinare sconti “significativi” nel prezzo della Rc auto. Una possibilità che è stata ampiamente criticata dall’Ania e che ha sollevato dubbi anche allo stesso istituto di vigilanza. La norma è attualmente in discussione al Senato e secondo le ultime ci sarebbe stato un cambio di rotta. «Non è detto che non venga ripristinata. Adesso si parla di criteri per le compagnie affinché fissino gli sconti, lasciando all’Ivass il compito di determinare in forma regolamentare questi criteri», ha detto Antonio Rosario De Pascalis (nella foto a lato), capo servizio studi e gestione dati dell’Ivass, intervenuto  al recente convegno su Ddl Concorrenza – Assicurazioni Rc auto e tutela dei consumatori, organizzato dalla sezione provinciale di Catania del Sindacato nazionale agenti. «Sicuramente uno dei criteri è quello di andare a individuare delle aree omogenee di rischio, sulla base della sinistralità, della esposizione alle frodi e di altri fattori. Il vecchio testo del Ddl Concorrenza parlava di aree a carattere regionale, ma sappiamo benissimo che all’interno di una regione o di una provincia, come per esempio avviene in Puglia, le situazioni possono essere differenti».

Ma come sta vivendo l’Ivass, la discussione che ruota attorno a questo Ddl? «Su molti punti ci troviamo d’accordo sia con gli interventi di Ania e di Unipolsai, sia con quelli di Leonardo Impegno (deputato alla Camera promotore della tariffa Italia, ndr)», ha risposto De Pascalis. «L’organizzatore di questo convegno ha avuto il merito di metterci tutti attorno allo stesso tavolo e questo è importante perché le parti in causa non si sono di fatto mai parlate. E quando non ci si parla va a finire che si radicalizzano le posizioni senza portare a nulla di buono. In realtà sono più le cose che ci uniscono che quelle che ci dividono. L’obiettivo comune è l’efficienza del mercato e per raggiungerlo è necessario che ognuno faccia la sua parte. Quello che è certo è che una legge di riforma complessiva nel settore della Rc auto è necessaria, perché in questi anni troppe volte si è preferito  rattoppare».

Adesso si discute di rivedere il settore della Rc auto nell’ambito del Ddl Concorrenza. Per De Pascalis ha ragione Vittorio Verdone, direttore affari istituzionali UnipolSai Assicurazioni, quando dice che «è curioso che una legge intitolata alla concorrenza sia piena di obblighi e costrizioni. Questo succede quando un mercato non funziona e la politica interviene spesso con l’accetta invece che con il fioretto», ha continuato il dirigente dell’Ivass. «A Napoli e dintorni è vero che c’è poca concorrenza e si vede dalla variabilità delle tariffe tra una compagnia e l’altra e dalla variabilità dei prezzi tra la classe 1 e 18. Per quale motivo nel territorio sono presenti 6, 7, 8 compagnie e la differenza dei prezzi è bassa? Ce lo siamo chiesti anche in Ivass. E paradossalmente si fanno più utili a Napoli piuttosto che in un’altra provincia d’Italia. È anche vero che a Napoli l’incidentalità per km è la piu elevata insieme ad altre province. Il 50% degli incidenti che si verificano a Napoli non transitano nell’attestato di rischio. Si tratta di un problema complesso».

E che anche le misure contenute nel Ddl Concorrenza non contribuiscono a risolvere la situazione, per certi aspetti. Prendiamo la tariffa Italia, che prevede questo: agli automobilisti residenti nelle regioni dove il costo medio del premio, calcolato sulla base dell’anno precedente, è superiore alla media nazionale e che non abbiano fatto incidenti per 5 anni consecutivi, verrà applicata una percentuale di sconto tale da commisurare la loro tariffa a quella media che verrebbe applicata a un qualsiasi assicurato, dalle stesse caratteristiche soggettive e collocato nella stessa classe di merito, residente in una regione con un costo medio inferiore alla media nazionale.

Convegno Catania Ddl Concorrenza Sna CataniaÈ percorribile una soluzione di questo tipo? E cosa succede per quegli automobilisti di Napoli che pagano meno del prezzo medio Rc auto di altre regioni? Si adegueranno anche loro? In altre parole, si vedranno paradossalmente aumentare il premio medio Rc auto? «Ritengo che, sulla base della nuova formulazione della norma attualmente in discussione al Senato, sia probabile che sia così. Potrebbe essere un effetto», ha risposto De Pascalis. (A destra, un momento del convegno di Catania) 

LOTTA ALLE FRODI – Il dirigente dell’Ivass è intervenuto in risposta a chi ha criticato l’impegno delle istituzioni preposte a combattere i fenomeni fraudolenti. «Checchè se ne dica siamo all’avanguardia in Europa come autorità di vigilanza; siamo gli unici ad aver realizzato, grazie al legislatore e alla collaborazione forte dell’Ania, l’archivio informatico integrato legato all’antifrode. Il Ddl concorrenza addirittura amplia i poteri che ci vengono concessi e le banche dati che vengono interconnesse all’archivio informatico integrato». Sui prezzi molto bassi applicati da alcune compagnie sul territorio e sul mancato intervento dell’Ivass, De Pascalis ha affermato che «è paradossale che in un convegno sulla  concorrenza in cui si parla di prezzi alti ci venga contestato che talvolta i prezzi siano troppo bassi.  L’importante è che le imprese rispettino i presidi di solvibilità sulla base di Solvency 2: a quel punto se intendono regalare i denari in quell’area territoriale penso siano libere di farlo…».

RESIDENZE DI COMODO E TARGHE STRANIERE – De Pascalis ha detto la sua anche sui fenomeni legati alle residenze di comodo e all’alta presenza di auto circolanti in Italia con targhe straniere. «Deve muoversi il Parlamento. Nel primo caso una risposta la sta dando attraverso l’anagrafe dei residenti per la verifica che dovrebbe partire da gennaio. Sulle targhe straniere siamo l’unico Paese in Europa che concede un anno di tempo agli stranieri per regolarizzarsi. Un periodo eccessivo in rapporto a come funziona in altri Paesi, dove questo tempo è limitato anche a un mese o a tre mesi».

Fabio Sgroi

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