Anche se l’Associazione fra le imprese assicurative non ha rilasciato alcuna nota ufficiale traspare il compiacimento di fronte al provvedimento del Consiglio dei Ministri.
Ufficialmente l’Ania non ha diramato alcuna nota in merito al Ddl Concorrenza approvato dal Consiglio dei Ministri giusto una settimana fa, ma la soddisfazione dell’associazione fra le imprese assicurative è chiara. Perché il disegno di legge (che adesso deve essere approvato in legge) va nella direzione da tempo auspicata dall’Ania. E tra l’altro, le dichiarazioni di alcuni suoi esponenti rilasciate alla stampa testimoniano il gradimento verso il provvedimento.
Per Alessandro Santoliquido, che dell’Ania è il presidente della commissione permanente auto, infatti, la riforma potrebbe portare a una diminuzione dei prezzi delle polizze di circa il 5%-10%, grazie alle misure che contrastano le frodi. Per esempio, sottolinea Santoliquido, la possibilità di rinunciare alla cessione del diritto al risarcimento, che dovrebbe frenare il fenomeno del mercato dei sinistri, e l’incentivo a utilizzare le carrozzerie convenzionate con le assicurazioni. Ma anche l’incentivo a installare le scatole nere che avranno valore probatorio e la validità dei testimoni solo se indicati al momento della denuncia. Infine, la definizione della tabella sulle lesioni gravi.
Soddisfatto, e non poteva essere altrimenti, anche chi ha approvato il provvedimento. «Se il testo rimarrà come lo abbiamo scritto, faccio fatica a pensare che le misure previste sulla Rc auto non portino vantaggi ai consumatori e al tempo stesso non incentivi anche la concorrenza», ha detto Federica Guidi (nella foto), ministro dello Sviluppo economico.
Parole di elogio anche per Simona Vicari, sottosegretario allo Sviluppo economico. «Il lavoro e l’ impegno del ministro Guidi ha permesso al consumatore di ottenere grandi vantaggi e nuove tutele». E sulle misure previste nel settore assicurativo e in particolare sugli sconti nella Rc auto, Vicari ha sottolineato come rappresentino «un traguardo storico nell’ambito della legislazione delle liberalizzazioni».
Fabio Sgroi
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