In Italia, la spesa media per l’indennizzo dei danni catastrofali è di oltre 3 miliardi l’anno. Una situazione che meriterebbe una soluzione. Il presidente Aldo Minucci spiega il punto di vista dell’associazione fra le imprese assicurative.
Limitare l’intervento economico pubblico. Come? «I proprietari di abitazione dovrebbero assicurare con una polizza la parte di rischio non coperta dallo Stato. Oltre a garantire maggiore certezza sui tempi della ricostruzione, ciò eliminerebbe ogni possibile speculazione sulla valutazione dei danni, attività che sarebbe affidata alla rete dei periti assicurativi». La proposta è dell’Ania e mira a mitigare i danni causati dalle catastrofi naturali.
Nel sistema attuale, come è noto, «lo Stato decide come indennizzare i cittadini colpiti da disastri ambientali con provvedimenti presi dopo l’evento, utilizzando risorse della fiscalità generale, senza regole prefissate», ha ricordato Aldo Minucci, presidente dell’associazione fra le imprese assicurative. «Gli effetti di questo modo di procedere sono sotto gli occhi di tutti: spesa fuori controllo, enormi ritardi negli interventi di ricostruzione, bassa qualità delle opere effettuate, inquinamenti nell’aggiudicazione dei lavori».
Su questo tema il settore assicurativo «ha sempre offerto massima disponibilità a collaborare con le istituzioni per definire, anche sulla scorta delle migliori esperienze internazionali, un modello pubblico-privato per la gestione del rischio catastrofale, in particolare per le abitazioni», ha precisato Minucci.
Secondo l’Ania, il prezzo delle polizze dovrebbe essere «contenuto», anche nelle aree a maggior rischio. «A questo proposito è fondamentale che si raggiunga un’ampia mutualità, cioè un’estesa ripartizione del costo tra i cittadini, condizione più facilmente ottenibile qualora la copertura fosse obbligatoria». Ma non basta: per Minucci «un’effettiva diffusione dell’assicurazione sarebbe poi facilitata dalla deduzione dal reddito del premio pagato e dall’eliminazione dell’imposta sui premi, disposizioni che ridurrebbero l’onere effettivo a carico dei sottoscrittori».
Si tratta di proposte che l’Ania ha presentato al Governo un anno fa e che giacciono ancora sui tavoli della politica. «Siamo disponibili a discutere», ha rimarcato Minucci, «anche un approccio basato sulla cosiddetta “semi obbligatorietà”, un sistema in cui la copertura catastrofale è obbligatoriamente inclusa nella polizza incendio del fabbricato. Bisogna però essere consapevoli che, in quest’ultima ipotesi, essendo la polizza facoltativa, sarebbero difficilmente raggiungibili gli obiettivi di un’ampia diffusione e, quindi, di un costo contenuto delle coperture, specie nelle aree più esposte al rischio».
In Italia, la spesa media per l’indennizzo dei danni catastrofali è di oltre 3 miliardi l’anno.
Fabio Sgroi
© RIPRODUZIONE RISERVATA










