Addio al famoso “telefono rosso”. Si chiude così un percorso iniziato a maggio del 2015 quando la compagnia diretta era passata sotto il controllo del gruppo multinazionale spagnolo Mapfre.
Da oggi Direct Line è diventata Verti. Ufficialmente. Si chiude così un percorso iniziato a maggio del 2015 quando la compagnia diretta era passata sotto il controllo del gruppo multinazionale spagnolo Mapfre. Gli accordi sottoscritti tra Mapfre e Direct Line Group prevedevano proprio l’utilizzo del marchio Direct Line solo per un periodo limitato.
Il celebre brand del telefono rosso, dunque, lascia il posto a Verti, assicurazione strettamente improntata sul digitale e con un logo «minimalista, simbolo di semplicità e immediatezza, dove emergono un neurone, emblema di intelligenza e creatività, e i colori orange e purple, per la prima volta “indossati” da una compagnia assicurativa», si legge in una nota.
Verti, nata in Spagna nel 2011 e presente in Germania e Stati Uniti dall’anno scorso, può così coniugare in Italia «le competenze distintive e la credibilità» acquisite sul mercato da Direct Line in più di 15 anni di esperienza e con all’attivo 1 milione di clienti, «con un percorso di crescita in termini di innovazione di prodotti e di servizi».
La sede legale della ormai ex Direct Line (capitale sociale: 85,8 milioni di euro) rimane via Volta 16 a Cologno Monzese (Milano). Confermato nella carica di amministratore delegato Enrique Flores-Calderón Pérez-Lorente (nella foto); il consiglio di amministrazione è composto anche da Jaime Tamayo (presidente), Nikolaos Antimisaris, Claudio Antonio Ramos Rodríguez e Macarena Toti Lombardozzi.
Mapfre è un gruppo assicurativo internazionale presente in tutto il mondo e punto di riferimento assicurativo nel mercato spagnolo. È anche la multinazionale assicurativa principale in America Latina e tra i primi cinque gruppi assicurativi europei ramo non-vita per raccolta premi. I clienti in tutto il mondo sono circa 37 milioni. Nel 2017 i premi raccolti da Mapfre sono stati di quasi 28 miliardi di euro, con un utile netto di 701 milioni di euro.
Fabio Sgroi
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