10 ottobre 2018 15:46

CYBER RISK: GENERALI VARA UNA FUNZIONE DEDICATA E UNA START UP AD HOC


La prima svilupperà e coordinerà l’attività del gruppo contro i rischi informatici, mentre CyberSecurTech aiuterà i clienti a valutarli.
 

Una nuova funzione che abbinerà offerte assicurative in ambito informatico con l’ausilio di una start up tecnologica (GeneraliCyberSecurTech) detenuta interamente dal gruppo e creata per offrire ai propri clienti metodi innovativi di valutazione del rischio informatico. È questa l’iniziativa varata da Generali in ambito cyber insurance.

La funzione, si legge in una nota del Leone, avrà il compito di «sviluppare e coordinare a livello globale l’approccio del gruppo all’assicurazione dei cyber risk: dal supporto ai clienti nell’attività di prevenzione degli attacchi informatici e nella predisposizione della miglior risposta agli stessi, sino alla gestione tecnica e legale degli incidenti». Negli ultimi anni Generali si è dedicata alla creazione di un team di esperti con esperienza internazionale nel contrastare i rischi relativi alla sicurezza informatica.

L’Italia è stata il primo paese a testare la piattaforma, utilizzandola per il disegno e lo sviluppo della nuova offerta cyber dedicata alle aziende: una soluzione che va dall’analisi del rischio, alla prevenzione, alla copertura fino ai servizi di assistenza pre e post evento.

Generali ha varato, con CyberSecurTech, una piattaforma tecnologica chiamata Majorana, interamente progettata e sviluppata dal team di esperti in sicurezza informatica del gruppo. Il sistema utilizza metodologie nuove per la gestione del rischio, permettendo la graduale implementazione della propria offerta assicurativa cyber a livello globale. La piattaforma raccoglie e analizza i dati dei clienti, partendo da un assesment sul perimetro web dello stesso, passando per la ricerca all’interno del deep e dark web di eventuali perdite di dati che hanno impattato il potenziale cliente, fino a esaminare le vulnerabilità presenti nella infrastruttura It. I risultati vengono poi analizzati per mezzo di un algoritmo proprietario e si traducono nella configurazione di una polizza assicurativa per i rischi informatici e nella realizzazione di un report sulla sicurezza informatica da condividere con il cliente. (fs)

© RIPRODUZIONE RISERVATA