Le richieste di indennizzo per danni ai beni e per Rc sono diminuite nei periodi di lock down, ma ciò è stato più che compensato da un’impennata delle denunce di sinistro relative al virus, in particolare nel settore dell’entertainment.
Con la riduzione dell’attività economica durante le fasi di lock down, gli indennizzi property e liability sono diminuiti, soprattutto nel settore dell’aviazione e del trasporto merci, ma anche in molti altri settori grazie a un numero inferiore di incidenti sul lavoro, sulle strade e nei luoghi pubblici. È probabile, però, che l’andamento degli indennizzi e l’esposizione al rischio si evolvano e cambino nel medio e nel lungo periodo a seguito della pandemia.
È quanto è emerso dal nuovo rapporto Covid-19 – Cambiamento nell’andamento dei sinistri di Allianz Global Corporate & Specialty (Agcs) che identifica, appunto, l’impatto della pandemia sui sinistri nei diversi rami assicurativi e su come potrebbero evolvere in futuro.
L’industria aeronautica (aviation), per esempio, ha visto finora pochi sinistri direttamente collegati alla pandemia. In un numero limitato di denunce di responsabilità civile, i passeggeri hanno citato in giudizio le compagnie aeree per cancellazioni o interruzioni. Gli incidenti di scivolamento e caduta negli aeroporti sono diminuiti con la massiccia riduzione del traffico aereo globale, che nell’aprile 2020 ha registrato un calo record del 94% su base annua. «Sebbene gran parte della flotta aerea mondiale sia stata messa a terra, le esposizioni ai sinistri non sono scomparse», ha precisato Joerg Ahrens, global head of long-tail claims di Agcs. «Al contrario, esse cambiano e possono creare nuove concentrazioni di rischio». Per esempio, gli aerei a terra potrebbero essere esposti ai danni da eventi atmosferici come uragani, tornado o grandinate. L’aumento del rischio durante gli spostamenti o di incidenti a terra aumenta e può portare a costose richieste di risarcimento.

E veniamo all’ambito property/business interruption: gli indennizzi per danni alle cose non sono stati influenzati in modo significativo dal Covid-19, in quanto i fattori che normalmente portano a un sinistro come gli eventi atmosferici non sono correlati a questa situazione. È però da considerare che la ripresa e il conseguente intensificarsi dell’attività nelle linee di produzione può aggravare il rischio di guasti e danni ai macchinari e di incendi e esplosioni. «Il riavvio di una fabbrica è un vero stress test. Abbiamo già visto alcune richieste di risarcimento relative a quest’accelerazione negli ultimi mesi, e potrebbero essercene altre in futuro», ha affermato Raymond Hogendoorn, global head of short-tail claims di Agcs. Inoltre, visto il minor numero di persone potenzialmente presenti sul posto, le ispezioni e la manutenzione potrebbero essere ritardate o ci si potrebbe accorgere troppo tardi dello sviluppo di incendi o dei danni causati dall’acqua aumentando così l’incidenza degli stessi.
Il Covid-19 ha causato chiusure e interruzioni di attività a livello globale che spesso possono non essere coperte, vista l’assenza di danni materiali, fattori essenziali della copertura. Tuttavia, la pandemia ha avuto un impatto diverso sulla liquidazione dei sinistri di interruzione dell’attività standard. Da un lato, il fermo delle fabbriche che non hanno procurato grandi indennizzi di business interruption, in quanto molti produttori, i loro clienti e fornitori hanno chiuso o ridotto la produzione. Al contrario, l’applicazione di effettive misure di contenimento durante il lock down può portare a sospensioni più lunghe e costose, poiché le restrizioni all’acceso impediscono un’efficace mitigazione delle perdite e prolungano il periodo di ripristino dell’attività.
Capitolo assicurazione Responsabilità civile amministratori (D&O): le richieste di indennizzo per Rc sono solitamente spalmate sul lungo periodo e con ritardi nelle denunce, quindi casi per responsabilità verso terzi e verso i lavoratori relativi al Covid-19 possono non essere ancora noti.
Il rischio è rappresentato dall’ondata di insolvenze e i relativi contenziosi che potrebbero essere una potenziale fonte di richieste di risarcimento per le polizze D&O. La pandemia potrebbe scatenare controversie contro le società e i loro amministratori e dirigenti, laddove i consigli di amministrazione non si siano adeguatamente preparati ad affrontare questo momento di crisi o periodi prolungati di riduzione dei ricavi.
Trend a lungo termine: Il Covid-19 sta accelerando molti cambiamenti, come la crescente dipendenza dalla tecnologia e la consapevolezza delle vulnerabilità delle complesse catene di fornitura globali. In futuro, molte aziende dovranno rivedere e ridurre i rischi delle loro supply chain e costruire una maggiore resilienza. Ciò potrebbe portare a una riorganizzazione delle aree di produzione critiche a causa delle interruzioni causate dalla pandemia. Questa azione avrebbe probabilmente un impatto sulla frequenza dei sinistri e sui costi di eventuali future interruzioni dell’attività, secondo Agcs. Nel frattempo, la crescita del lavoro da remoto avrà come conseguenza il fatto che in futuro le aziende potrebbero avere un patrimonio immobiliare più basso e meno dipendenti in loco, ma esisterebbe un corrispondente aumento dei rischi informatici e di quelli relativi alla responsabilità nei confronti dei lavoratori. (fs)
© RIPRODUZIONE RISERVATA










