CONSEGNARE AL CLIENTE UN FOGLIO INFORMATIVO CHE ATTESTI LA COERENZA DEL PRODOTTO PROPOSTO? ECCO PERCHE’ NON E’ PIU’ OBBLIGATORIO

24 Settembre 2021

Per il Tar del Lazio si trattava di una norma che nulla aggiungeva agli obblighi già gravanti sull’intermediario e alla tutela assicurata al contraente.

Non solo l’obbligo in capo agli intermediari assicurativi di comunicare alle compagnie mandanti eventuali accordi di collaborazione con altri intermediari e di fornire queste informazioni ai clienti o al mercato affliggendole presso le proprie agenzie o indicandole nei propri siti internet. Il Tar del Lazio, a proposito del Provvedimento Ivass 97/2020 e del ricorso dello Sna, ha sentenziato anche l’annullamento della norma che imponeva agli intermediari di consegnare un foglio informativo all’assicurato che attestasse la coerenza del prodotto proposto.

Vediamo nel dettaglio. La parte interessata è l’articolo 4, comma 20 del discusso provvedimento dell’istituto di vigilanza, che andava a modificare l’articolo 58 (valutazione delle richieste ed esigenze del contraente) del Regolamento Ivass 40/2018 (informativa precontrattuale), che imponeva, appunto, ai distributori di consegnare al contraente o all’assicurato, prima della sottoscrizione del contratto, un’apposita dichiarazione attestante la coerenza del prodotto assicurativo offerto rispetto alle esigenze dell’assicurato stesso.

PERCHE’ SNA HA IMPUGNATO QUESTA DISPOSIZIONE – Lo Sna ha sottolineato come, a norma dei commi 1 e 4 dell’articolo 58 del Regolamento 40/2018, i distributori siano già «tenuti a proporre contratti coerenti con le richieste ed esigenze di copertura assicurativa e previdenziale del contraente o dell’assicurato» e a fornire al contraente informazioni oggettive e dettagliate sul prodotto. Proprio alla luce di ciò, sempre secondo il sindacato, la consegna della dichiarazione, peraltro non sottoscritta, va a integrare un «inutile appesantimento burocratico».

La norma, inoltre, come aveva evidenziato lo Sna in sede di consultazione, «sarebbe pure in contrasto con la disciplina comunitaria introdotta dalla Idd e dal Regolamento UE n. 2016/97, che prevede un simile adempimento solo per i prodotti finanziari». La disposizione, infine, «porrebbe a carico degli operatori un obbligo non proporzionato all’oggetto del contratto, quantomeno con riferimento a quei contratti che prevedano un basso importo del premio».

LE OSSERVAZIONI DEL TAR – Il Tar, innanzitutto, ha condiviso l’osservazione dello Sna secondo cui lo stesso articolo 58, in altri commi, già impone agli intermediari assicurativi di proporre ai clienti contratti assicurativi coerenti con le loro esigenze, «obbligo che non risulta utilmente rafforzato dal rilascio di un documento che ribadisce l’esistenza dell’obbligo di legge. Né l’utilità dello stesso può essere rinvenuta, come sostenuto da Ivass, nel fatto che, avendo l’istituto accolto, in sede di consultazione, la richiesta del Sindacato ricorrente di eliminare l’obbligo di motivazione e di sottoscrizione, la dichiarazione varrebbe comunque come assunzione di responsabilità da parte dell’intermediario».

Per il Tar «l’assunto appare, in primo luogo dubbio, attesa l’assenza di sottoscrizione del documento, e l’adempimento imposto, proprio perché privo di motivazione, nulla aggiunge agli obblighi gravanti sull’intermediario e alla tutela assicurata al contraente, anche in ragione della contestuale abrogazione delle previsioni regolamentari che consentivano la vendita di prodotti non coerenti con le esigenze del contraente».

Sempre secondo il Tribunale amministrativo regionale del Lazio non si può neanche fare richiamo all’esistenza di analoga disciplina adottata da Consob. Ciò non giustificherebbe l’intervento regolatorio di Ivass perché la disposizione si riferisce alla “Vigilanza sulla distribuzione dei prodotti di investimento assicurativi«ai quali non appaiono riconducibili i prodotti assicurativi oggetto della censurata previsione».

Fabio Sgroi

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