venerdì 24 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

COMPAGNIE: CRESCE L’ATTENZIONE PER BIG DATA & ADVANCED ANALITYCS

Oggi la competizione si basa sui dati e le imprese assicurative sono consapevoli che occorre un cambio di passo. I risultati del terzo stream di ricerca “From Data to Service Innovation” del Digital Insurance Hub, promosso da Cetif in collaborazione con Sap.

 

Il 17% della spesa It delle compagnie italiane è destinato allo sviluppo di tecnologie big data e advanced analytics, allo scopo di fare passi in avanti verso la digitalizzazione del loro modello di business. È quanto è emerso dai risultati del terzo stream di ricerca From data to service innovation del Digital Insurance Hub, promosso da Cetif in collaborazione con Sap, che ha visto la partecipazione di 10 compagnie che operano nel mercato italiano (Arca Vita, Assimoco, Cnp Vita, Credemassicura e Credemvita, Generali Italia, Helvetia, Intesa Sanpaolo Divisione Insurance, Itas Mutua, Munich Re e UnipolSai Assicurazioni).

Le imprese, si legge in una nota, hanno preso «consapevolezza che è necessario un cambio di passo, in uno scenario di mercato che è profondamente trasformato. Oggi la competizione si basa sui dati, sui quali serve costruire un nuovo vantaggio competitivo al fine di offrire servizi su larga scala, caratterizzati da un alto grado di personalizzazione e garantendo un’esperienza distintiva ai clienti, in termini di facilità di accesso e utilizzo».

Per quanto riguarda i risultati della ricerca, gli argomenti di maggiore interesse sono stati l’applicazione dei big data per la valutazione della rischiosità dell’assicurato in fase di risk assessment e le opportunità di questi strumenti in ambito marketing e commerciale. Per esempio il clustering, che permette di raggruppare i clienti in gruppi omogenei per caratteristiche e comportamenti, la next best offer, per effettuare previsioni sui prossimi acquisti di un cliente, oppure la customer insight, per una comprensione del cliente a 360 gradi.

Nell’implementazione delle nuove tecnologie, «non mancano certo le criticità che necessitano di essere superate all’interno delle organizzazioni». Su tutte «la mancanza di una cultura innovativa e data-oriented diffusa a tutti i livelli, oppure l’assenza di personale con competenze tecniche specifiche, come ad esempio quella del data scientist». Molto sentita anche la questione della «non compatibilità con i sistemi legacy delle compagnie, oltre a un quadro normativo in continua evoluzione».

Questi diversi aspetti generano in molti casi dei disallineamenti tra le funzioni interne, marketing, Ict, compliance, che sono generalmente le più coinvolte, «rendendo più complessa la sperimentazione di alcune progettualità». Per affrontare queste problematiche, le compagnie stanno pensando di approcciare in modo «più decisivo» il mondo delle insurtech, piccole realtà native digital che stanno portando idee nuove nel mercato. A livello globale si registrano acquisizioni per un valore di circa 1,7 miliardi di dollari, di cui solo una quota residuale sono avvenute in Italia.

Questo dato «non indica un disinteresse da parte delle compagnie italiane, ma una propensione a preferire modalità diverse di collaborazione: il 70% del panel vorrebbe avviare partnership strategiche e il 60% instaurare rapporti commerciali, mentre solo il 20% è intenzionato a valutare delle acquisizioni». (fs)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IN COPERTINA