domenica 10 Maggio 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

COME CAMBIA IL MERCATO ASSICURATIVO POST COVID SECONDO IL CESIA

Per il Centro studi di intermediazione assicurativa i fenomeni più rilevanti dopo la fase più acuta della pandemia sono tre.   

Un’accresciuta percezione del rischio del nostro impianto so­ciale ed economico, una domanda di nuove coperture assicurative e di maggiori servizi di protezione e l’accelerazione dell’innovazione per il conseguimento di risul­tati concreti a breve. Secondo il Cesia (Centro studi di intermediazione assicurativa) sono questi i fenomeni più rilevanti per il mercato assicurativo all’uscita dalla fase più acuta della pandemia.

Il tema è stato affrontato nell’ultimo rapporto da Massimo Michaud, coordinatore del Cesia, secondo cui le assicurazioni possono giocare un ruolo importante.  Innanzitutto «offrendo delle polizze per le grandi opere e partecipando all’investimento nelle stesse». E questo alla luce del fatto che si è puntato e sempre più si punterà su iniziative infrastrutturali per la sanità, per le reti virtuali e per la messa in sicurezza del territorio da parte dei Paesi maggiormente attrezzati. «Per liberare le risorse occorrerebbe uscire da principi contabili coeren­ti con una gestione finanziaria di breve e speculativa, per favorire gli investimenti a lungo termine e anticiclici coerenti con la dura­ta dei passivi», ha osservato Michaud.

In materia di coperture, si legge nel report del Cesia, «è lecito attendersi un maggiore svilup­po dell’assicurazione malattia per i cittadini e dell’assicurazione dei rischi indiretti per le imprese. Nonostante la diffusione delle coperture sanitarie negli ultimi anni, grazie alla defiscalizzazione dei contributi alle casse assistenza, le forme di copertura sanita­ria mutualizzata restano marginali rispetto alla spesa pubblica e alle spese direttamente sostenute dai cittadini per curarsi. Se l’of­ferta saprà cogliere l’opportunità di ampliare, ove necessario, le garanzie e promuovere i servizi di telemedicina di cui vi è bisogno, questa situazione potrebbe cambiare», ha affermato Michaud.

Massimo Michaud

In sanità, «serve migliorare i tempi di reazione, con particolare riferimento alla disponibilità di materiale sanitario e di macchinari, e la capacità di assistere a distanza un elevato numero di persone, e per questo servono investimenti. La collaborazione tra finanziatori pubblici e priva­ti, quali gli assicuratori, per provvedere a rendere più resilienti le strutture sanitarie è una strada aperta da percorrere».

Dal punto di vista delle imprese, il business continuity management è diventato «cruciale»: in Italia sono pochissime le aziende ad avere una una polizza che copre per un certo tempo il valore aggiunto dell’impresa quando questa è co­stretta all’arresto forzato da un evento imprevisto. «Dopo questa crisi, la garanzia “loss of profit” diventa un’esigenza riconosciuta dalle imprese: le compagnie di assicurazione e riassicurazione co­glieranno l’opportunità, se consiglieranno la comprensibile pru­denza con una più diffusa commercializzazione», ha fatto notare Michaud.

Il terzo fenomeno è la forte spinta all’innovazione rivolta a ri­sultati concreti per ottenere efficienza, commercializzare nuovi servizi e accedere da remoto. «Per quanto riguarda l’accessibilità dei servizi assicurativi, l’at­tuale crisi ha sdoganato l’attività a distanza, anche quella di ven­dita», ha ossevato il coordinatore del Cesia. «Un’evoluzione decisiva per agenti e broker assicurativi che si dovranno dotare non solo di modalità di teleconsulenza, ma anche di strumenti di analisi dei bisogni dei clienti. Incominciano a diffondersi sul mercato strumenti che permettono la persona­lizzazione dell’offerta e il confronto puntuale con la concorren­za, per mettere in evidenza la qualità delle polizze. Proprio sulla qualità delle coperture si potrebbe rafforzare la concorrenza per i clienti. Tra gli strumenti a disposizione delle reti, quelli riservati alla gestione amministrativa sono ben sviluppati, ma quelli a sup­porto del marketing e della consulenza al cliente sono perfettibili. Chi li offrirà, acquisirà un consistente vantaggio competitivo».

Fabio Sgroi

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