La società di consulenza Innovation Team ha condotto una indagine a distanza di tre anni dall’entrata in vigore della legge. Ecco che cosa è emerso…
Una ricerca sullo stato delle collaborazioni fra intermediari assicurativi, a 3 anni dall’entrata in vigore della legge. È quanto ha fatto Innovation Team, società di consulenza del gruppo Mbs Consulting, che ha presentato i risultati lo scorso 1° marzo in occasione di un convegno organizzato a Milano dallo Sna e da Insurance Connect.
Secondo l’indagine, che è stata illustrata da Fabio Orsi, research manager della società, «le collaborazioni si sono affermate come un supporto agli intermediari nella conservazione del portafoglio e nella risoluzione delle emergenze, ma faticano a emergere come strumento per lo sviluppo di nuovi business».
Il 70% degli agenti intervistati, infatti, ha risposto di utilizzare le collaborazioni soprattutto per sopperire alle mancanze della compagnia in alcuni ambiti specialistici (61%) e per combattere la perdita di clienti nell’auto (9%). Un utilizzo, quindi, cosiddetto “tattico”. Il 56,4%, inoltre, ha dichiarato di avere attualmente in corso collaborazioni.
Un altro dato che è emerso è che c’è «una nicchia significativa di agenti che sfrutta le collaborazioni anche per sviluppare mercati poco presidiati e fornire comparazione fra diverse offerte retail»
Se da un lato c’è un 70% che ne fa un utilizzo “tattico” (rischi professionali, credito, trasporti e credito), dall’altro c’è un 30% che invece ne fa un utilizzo per così dire “strategico” (infortuni, vita, abitazione, malattie, auto, tutela legale, aziende, assistenza).
IL GIRO DI AFFARI DELLE COLLABORAZIONI – La ricerca condotta da Innovation Team ha fatto il punto anche sul giro d’affari che può generare una eventuale collaborazione fra intermediari. Alla domanda “quale è il giro di affari determinato dalle polizze proposte ad altri intermediari per i suoi clienti”, il 46,8% degli agenti ha risposto “fino a 10.000 euro” l’anno e il 37,4% “fra 10.000 euro e 50.000 euro” annui. Dunque ciò conferma, secondo Innovation Team, «la natura prevalentemente occasionale delle collaborazioni». Ma attenzione: un 3,7% ha dichiarato un giro di affari superiore ai 200.000 euro.
In generale, il giro di affari medio per chi utilizza le collaborazioni in modo “strategico” è di 43.170 euro, mentre per chi le utilizza in modo “tattico” è di 30.028 euro.
Fabio Sgroi
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