
OBBLIGO POLIZZE CAT NAT PER LE MEDIE IMPRESE: IL COSTO MEDIO E’ DI CIRCA 250 EURO
È quanto reso noto dall’Ania. E la proroga dell’obbligatorietà ha rallentato molto la domanda…

È quanto reso noto dall’Ania. E la proroga dell’obbligatorietà ha rallentato molto la domanda…

È avvenuta la migrazione dell’intero portafoglio delle polizze dell’impresa che è subentrata nella titolarità all’ex Eurovita, ripartito tra le cinque imprese assicurative che hanno preso parte al salvataggio: Allianz, Fideuram Vita, Generali Italia, Poste Vita e Unipol Assicurazioni.

Lo studio, realizzato da EY per conto di Italian insurtech association, con il supporto di Liferay, ha evidenziato come le coperture Cat nat siano il segmento con il maggiore potenziale di crescita.

La compagnia non potrà distribuire nuovi prodotti e servizi transfrontalieri in tutti i rami assicurativi in libera prestazione di servizi in altri Stati membri dell’Unione europea o rinnovare quelli esistenti fino a quando non risulterà pienamente conforme ai requisiti normativi.

Nel 2023 erano 2.388. Stabile (31) il numero degli sportelli bancari presenti nelle principali città italiane.

La raccolta ha raggiunto i 706 milioni di euro. Il costo medio dei sinistri è risultato compreso tra 52.000 euro e 64.000 euro per le generazioni di sinistri accaduti da più di tre anni. Il rapporto sinistri su premi ha presentato valori elevati per le strutture sanitarie, mentre è risultato inferiore per le coperture del personale sanitario, per le quali la profittabilità attesa è stata maggiore.

Gli errori che possono commettere gli intermediari sono diversi. E più di quanto si possa immaginare…

Il Sindacato nazionale agenti, in particolare, ha invitato ogni agente «inviare alla mandante “una comunicazione raccomandata (o Pec) per segnalare la criticità dell’azione di ‘Upselling di rimozione della clausola di tacita proroga contrattuale’, ai sensi dell’art.15 c.1 lett.b) del Reg. Ivass n. 45/2020”».

La componente del comitato scientifico del Cesia, ritiene che a oggi siano presenti delle criticità, quando si parla di comunicazione e digitalizzazione. Per esempio il fatto che quest’ultima sia attualmente «in gran parte nelle mani delle compagnie, delle banche e delle istituzioni pubbliche senza che gli intermediari abbiano ancora un ruolo definito…».
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