L’associazione di categoria degli agenti presieduta da Vincenzo Cirasola aveva sollevato il problema. Ecco le direttive per banche, istituti di pagamento e di moneta elettronica, gestore del circuito domestico di carte di debito e intermediari.
L’attività di segnalazione portata avanti da Anapa Rete ImpresAgenzia relativamente ad alcune anomalie riscontrate attraverso il pagamento con Pos ha dato i suoi frutti. In una nota diramata lo scorso 28 luglio, il dipartimento tutela della clientela ed educazione finanziaria servizio tutela individuale dei clienti di Banca d’Italia ha evidenziato la presenza di carte contactless «caratterizzate da asimmetria tecnologica», proprio come aveva sottolineato Anapa.
In particolare, Bankitalia ha fatto presente che «per alcune» carte di debito presenti sul mercato «non è disponibile la funzionalità contactless per il circuito domestico; in tali casi, la carta utilizza automaticamente il circuito internazionale».
Per garantire una corretta informazione ai clienti interessati, la Banca d’Italia «ha chiesto a banche, istituti di pagamento e istituti di moneta elettronica di contattare direttamente sia gli esercenti convenzionati che i titolari di questa tipologia di carte, per illustrare le caratteristiche e le modalità di funzionamento di tali strumenti, inclusi gli oneri applicati». Inoltre, è stato chiesto agli intermediari «di adottare una più ampia strategia di interventi finalizzata a realizzare, entro il 31 dicembre 2021, la sostituzione delle suddette carte con altre che consentano alla clientela l’esercizio del diritto di scelta del circuito di pagamento. Analoga sollecitazione è stata rivolta al gestore del circuito domestico di carte di debito, ai fini dell’assunzione di tutte le iniziative di competenza».
Dall’aprile dello scorso anno, Anapa, raccogliendo le lamentele degli associati, aveva avviato un’indagine interna che aveva svelato come «non solo i costi dei Pos e dell’accettazione del pagamento con carta rappresentassero un ostacolo economico per le singole agenzie, rendendo spesso antieconomico il singolo pagamento» ma, attraverso l’intervento dell’avvocato Raffaella Grisafi dello studio legale Iurilli, partner giuridico di Anapa, ha anche fatto emergere «una grave anomalia nel sistema, dovuta al fatto che nelle operazioni di pagamento effettuate con carte in modalità contactless risultavano (e risultano tutt’ora) in molti casi processate automaticamente sul “circuito di credito/internazionale” senza consentire al pagatore di scegliere il “circuito di debito”, ben più economico sotto il profilo commissionale per le agenzie dotate di Pos».
Dopo questa segnalazione, si legge in una nota di Anapa, sono seguite attività di interlocuzione con l’autorità, la quale ha avviato essa stessa un’indagine confermando quindi che «la segnalazione portata in evidenza da Anapa era assolutamente fondata». A questo proposito, Anapa negli scorsi mesi aveva coinvolto anche l’Antitrust.
Fabio Sgroi
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