domenica 26 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

BANCASSICURAZIONE VITA: IL RUOLO DEI CANALI ASSICURATIVI TRADIZIONALI NEL 2014

Le reti agenziali incidono significativamente nell’ambito dei prodotti previdenziali individuali. Per il resto…

AGENTE DI ASSICURAZIONENegli ultimi 5 anni, la bancassicurazione vita ha visto una prevalenza sempre più netta del ruolo degli sportelli bancari e postali rispetto agli altri canali nella distribuzione di prodotti assicurativi tradizionali (ramo I e V), superando nel 2014 i due terzi (67,3%) del totale dei premi relativi a questi prodotti.

Per quanto riguarda le polizze linked (ramo III), invece, la quota di premi intermediata dagli sportelli bancari e postali, preponderante per esempio nel 2010 (69,2%) e nel 2011 (64,4%), risulta nel 2014 meno rilevante (45,9% contro il 54,1% degli altri canali, soprattutto promotori finanziari).

Limitatamente ai prodotti previdenziali individuali (Pip e fondi pensione aperti), che costituiscono una quota contenuta della raccolta totale, l’incidenza dei premi intermediati dagli sportelli bancari e postali, sebbene in crescita graduale nel periodo 2010-2014 è nettamente inferiore (23,4% nel 2014) a quella degli altri canali, che coprono più di tre quarti del totale dei premi raccolti, soprattutto grazie alle reti agenziali.

Con riferimento al solo anno 2014, l’analisi del grado di concentrazione del mercato vita, se si considerano le imprese classificate in base ai premi raccolti mediante canali bancari e  postali, evidenzia che le prime 5 imprese del settore detengono una quota dei premi totali pari al 64,2%; le imprese che ricoprono dalla sesta alla decima posizione del ranking il 16% e le rimanenti imprese il 19,8%. Escludendo dal totale dei premi vita quelli raccolti mediante canali bancari e postali, si osserva un minore grado di concentrazione: la quota relativa alle prime 5 imprese, si attesta a poco più del 60%, mentre la quota delle imprese dalla sesta alla decima posizione è pari al 23,5%.

Analizzando gli andamenti della nuova produzione vita per l’anno 2014, si nota che i prodotti distribuiti dai canali bancari e postali ammontavano a 65,4 miliardi di nuovi premi raccolti nei rami vita, con un’incidenza pari a quasi il 70% della nuova produzione totale (pari a 94,2 miliardi), frutto dei risultati positivi sia nell’ambito dei prodotti assicurativi di investimento, sia nelle forme di puro rischio. Nella distribuzione dei prodotti previdenziali individuali la quota relativa ai canali di bancassicurazione risulta minoritaria rispetto ad altre reti.

Per quanto riguarda le riserve tecniche, la quota relativa ai contratti collocati mediante reti bancarie e postali è decisamente prevalente, con quasi 300 degli oltre 500 miliardi dell’intero settore vita. Alle reti agenziali, che costituiscono la quasi totalità degli altri canali, fa riferimento il 30% delle riserve totali, pari a poco più della metà di quelle corrispondenti alle polizze vita distribuite mediante canali di bancassicurazione.

Rapportando alle riserve le spese di amministrazione che le imprese hanno sostenuto nel 2014, in modo da misurare l’incidenza delle spese gestionali rispetto a un’approssimazione degli attivi a copertura delle riserve, risulta evidente come il valore medio dell’indice si distribuisca in maniera diversificata, presentando l’incidenza minima in corrispondenza degli sportelli bancari e postali, valori intermedi in relazione alla rete dei promotori finanziari e l’incidenza maggiore con riferimento ai canali assicurativi tradizionali, che rappresentano la quasi totalità degli altri canali.

Il dato, sottolinea l’Ania, è comunque di natura contabile e può essere influenzato «dal differente coinvolgimento delle imprese di assicurazione rispetto ai diversi canali, nonché dalle diverse politiche organizzative, dalla tipologia e quantità di prodotti venduti, dalle politiche di investimento e dalle scelte di rappresentazione contabile delle imprese».

Fabio Sgroi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

IN COPERTINA