BANCA GENERALI: NEL 2019 RAGGIUNTO IL MIGLIOR UTILE DI SEMPRE

12 Febbraio 2020

I risultati preliminari consolidati evidenziano un utile netto di oltre 272 milioni di euro, in crescita del 51% rispetto all’esercizio precedente. Masse in crescita di 11,5 miliardi di euro.
 
Gian Maria Mossa

«Il miglior anno nella nostra storia con risultati che evidenziano sensibili miglioramenti in tutte le voci del conto economico e dello stato patrimoniale. La componente variabile dei mercati ha visto crescere i ritorni per i nostri clienti mantenendo sempre quell’approccio prudente e di controllo della volatilità che ci caratterizza». Gian Maria Mossa, amministratore delegato e direttore generale di Banca Generali commenta così i risultati preliminari consolidati della banca al 31 dicembre 2019.

Nel dettaglio, l’esercizio si è chiuso con un utile di 272,1 milioni di euro (+51%), il risultato migliore nella storia della banca.

Il margine di intermediazione è aumentato del 29% a 578 milioni di euro, grazie alla positiva dinamica del margine di interesse e delle commissioni ricorrenti (gestione, sottoscrizione e bancarie). Al risultato hanno poi contribuito le voci di ricavo variabili legate alla dinamica dei mercati finanziari e alla performance generata per i clienti (+7,2% la performance netta, +11% sui prodotti gestiti).

Il margine finanziario si è attestato a 88,2 milioni di euro (+4,9%). Il risultato è stato favorito dall’incremento del margine di interesse (74 milioni di euro, +23,4%) a fronte di una riduzione della componente variabile legata al trading. Il margine di interesse ha beneficiato dell’espansione degli attivi fruttiferi nel periodo (10,9 miliardi di euro, +20%) e del loro rendimento (75bps, +6bps).

Le commissioni lorde sono salite del 18,8% a 881 milioni di euro. Al risultato ha contribuito una ripresa delle commissioni di gestione (646,3 milioni di euro, +1,9%). Il contributo delle commissioni bancarie e di ingresso è stato di 87 milioni di euro (+27%). Le commissioni di performance sono passate da 38,6 milioni di euro a 147,4 milioni di euro.

I costi operativi sono ammontati a 221,2 milioni di euro (+12,5%). La variazione è legata principalmente all’effetto di alcune poste di carattere straordinario (9,1 milioni di euro) e al consolidamento di Nextam e Valeur (6,9 milioni di euro).

Il risultato del periodo include infine accantonamenti e rettifiche di valore nette per 31,5 milioni di euro, in diminuzione rispetto ai 33,1 milioni di euro nello scorso esercizio, grazie al miglioramento del profilo di rischio dei titoli di Stato italiani detenuti in portafoglio nelle valutazioni collettive in applicazione dei principi di valutazione previsti dall’Ifrs 9.

Le masse totali al 31 dicembre 2019 hanno raggiunto un nuovo massimo a 69 miliardi di euro (+20%). La crescita ha beneficiato dell’incremento della nuova raccolta (5,1 miliardi nell’anno) e all’effetto della performance dei mercati (4,2 miliardi di euro) a cui si è aggiunto il contributo di 2,2 miliardi di euro dal consolidamento delle neo-acquisite Nextam Partners e Valeur in Svizzera.

Le masse che hanno sottoscritto il servizio di consulenza evoluta Bgpa hanno raggiunto i 4,7 miliardi di euro (+105%) a fine dicembre, attestandosi al 6,8% delle masse complessive.

La crescita di nuova clientela, grazie al rafforzamento del posizionamento nella fascia di clientela “private”, ha spinto l’incremento della liquidità depositata in conto corrente (9 miliardi di euro, +26% da inizio anno). Il potenziamento dell’attività di advisory e lo sviluppo di nuovi prodotti e servizi (negoziazione, soluzioni illiquide, prodotti strutturati) ha inoltre favorito l’incremento delle soluzioni di risparmio amministrato (9,5 miliardi di euro, +25%). Incremento anche per le soluzioni assicurative tradizionali (16,5 miliardi di euro, +7% da inizio anno). Complessivamente, nel 2019 la raccolta netta si è attestata a 5,1 miliardi di euro, di cui 2,8 miliardi di euro di soluzioni gestite e assicurative e 2,3 miliardi di euro in conti correnti e risparmio amministrato.

I ratios patrimoniali al 31 dicembre 2019 si confermano su livelli superiori ai parametri richiesti dalle autorità bancarie: il Cet1 ratio si è attestato al 14,6% e il Total capital ratio al 16,1%.

Il consiglio di amministrazione di Banca Generali ha deliberato di presentare all’assemblea degli azionisti programmata per il prossimo 23 aprile la proposta di distribuire dividendi cash per 216,2 milioni di euro, pari a 1,85 euro per azione (al lordo delle ritenute di legge) e corrispondenti a un pay-out del 79%. (fs)

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