Secondo il report “Emea Cyber Risk Transfer Comparison” di Aon e Ponemon, la spesa delle imprese dell’area Emea per coprire i rischi relativi a proprietà immobiliari, stabilimenti e attrezzature è quattro volte superiore a quella per il cyber risk.
La spesa delle aziende nell’area Eema (Europa, Medio oriente e Africa) per la copertura assicurativa dei rischi relativi ad asset materiali (proprietà immobiliari, stabilimenti e attrezzature) è quattro volte superiore a quella per il cyber risk. È quanto evidenzia l’edizione 2017 dell’Emea Cyber Risk Transfer Comparison Report realizzata dal broker Aon, in collaborazione con Ponemon Institute, società di ricerca sulla privacy, protezione dei dati e la sicurezza delle informazioni.
Il report ha rilevato come, nonostante il 38% delle aziende oggetto della ricerca abbia dichiarato di aver subìto una perdita dovuta a un attacco cyber negli ultimi due anni, solo il 15% della perdita massima stimata per cyber risk è coperta da assicurazione.
Ciò, evidenzia una nota di Aon, «è del tutto in contrasto con i massimali per coprire i rischi di danni agli asset materiali (beni immobili, stabilimenti, attrezzature) per cui il 60% della perdita attesa è generalmente coperta». Il report mostra anche come l’impatto dell’interruzione del business sul patrimonio di dati aziendale sia superiore del 50% rispetto a quello su proprietà immobiliari, stabilimenti e attrezzature (il valore totale medio degli asset materiali delle aziende oggetto della ricerca è di circa 932 milioni di dollari statunitensi e comprende le immobilizzazioni materiali, il controllo di supervisione e acquisizione dati, oltre ai sistemi di controllo industriale; il report ha calcolato un valore totale medio del patrimonio informativo pari a 1.092 milioni di dollari, che comprende l’anagrafica dei clienti e dei dipendenti, i documenti contabili e finanziari societari, i dati analitici, i codici sorgente, i modelli di riferimento e la proprietà intellettuale).
«Lo studio mette a confronto la copertura assicurativa degli asset aziendali tangibili con quella rivolta agli asset intangibili. Abbiamo riscontrato che la maggior parte delle aziende spende molto più in premi assicurativi contro incendi che in polizze contro attacchi cyber, nonostante dichiari nei vari documenti pubblici che una parte rilevante del valore aziendale sia attribuibile proprio agli asset intangibili», ha commentato Vanessa Leemans, chief operating officer di Aon per Global cyber insurance solutions.
Dal report emerge anche che solo il 30% delle aziende è pienamente consapevole delle conseguenze legali ed economiche del Regolamento generale sulla protezione dei dati (Gdpr) dell’Unione Europea, che entrerà in vigore il 25 maggio 2018. (fs)
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