ANAGINA, OK AL PIANO TRIENNALE DI GENERALI. NICOLAO: «MA ORA SERVONO INVESTIMENTI DIRETTI A SOSTEGNO DELLE AGENZIE»

1 Dicembre 2018

L’Associazione nazionale agenti Generali Italia provenienti da Ina Assitalia si sono riuniti in assemblea a Firenze all’inizio di questa settimana, per fare il punto. Il presidente: «Siamo noi la vera rete di Generali Italia». E una sua battuta accende la fantasia degli associati…

 

Una panoramica del Salone dei Cinquecento, all’interno di Palazzo Vecchio a Firenze, sede della prima giornata dell’ultima assemblea nazionale di Anagina

Si è conclusa una settimana importante per Anagina, l’Associazione nazionale agenti Generali Italia provenienti da Ina Assitalia, che lunedì e martedì scorsi, a Firenze, ha celebrato la sua 84esima assemblea nazionale.

Condannati e consacrati all’Eccellenza, questo lo slogan scelto dall’associazione che, in apertura di assemblea, ha ricordato i suoi numeri: 270 agenzie generali, 370 agenti, 3.000 dipendenti amministrativi, 9.000 consulenti, 1,5 miliardi di euro di nuovi premi raccolti e 4 miliardi di euro di portafoglio gestito. «La scelta di Firenze come luogo di svolgimento della nostra assemblea non è stata casuale: è la città che meglio di qualunque altra può sostenere, appunto, il motto “Condannati e consacrati all’Eccellenza”, coniata da una nostra collega Confagi che, non potendo partecipare lo scorso anno a Palermo, ha voluto descrivere così Anagina», ha spiegato il presidente dell’associazione, Davide Nicolao.

Lo stesso Nicolao, di fronte ai vertici di Generali Italia (con in testa l’amministratore delegato e country manager Marco Sesana), presenti a Firenze, ha voluto sottolineare il ruolo ricoperto dall’associazione all’interno del Leone e la volontà di volere essere maggiormente coinvolta nelle dinamiche del gruppo, che proprio qualche giorno fa ha presentato il suo nuovo piano industriale 2019-2021.

CENTRALITA’ DEGLI AGENTI – «Il piano strategico triennale di Generali, del quale eravamo molto curiosi alla vigilia, prevede un programma di crescita che ci vedrà protagonisti», ha detto Nicolao, «ci aspettiamo di essere sollecitati e coinvolti in quello che è il raggiungimento degli obiettivi prefissati e ci fa piacere che, per l’ennesima volta, sia stata sottolineata la centralità degli agenti».

Il presidente di Anagina ha aggiunto: «La rete agenziale non cammina da sola, ma ha bisogno di avere delle attenzioni particolari per consolidare il proprio ruolo». Per questa ragione ha chiesto alla mandante la realizzazione di «programmi di investimento diretti all’indirizzo della rete agenziale, che da sempre rappresenta il cuore di Generali, un partner storico negli anni». Investimenti fondamentali per «aumentare quella che è la redditività e il consolidamento delle agenzie», ha precisato Nicolao.

Davide Nicolao

ACCORDO DATI E MANDATO UNICO – Nel corso del dibattito, l’associazione ha fatto un bilancio relativamente alle questioni che stanno tenendo banco nel rapporto con la mandante: su tutti l’accordo dati e quello sul mandato unico. «Per quanto riguarda l’accordo dati (l’associazione è stata chiamata a decidere sulla contitolarità o meno dei dati dei clienti, ndr) abbiamo voluto portare avanti un determinato percorso con la compagnia, senza fretta. Quello su cui l’associazione si sta concentrando è l’inserimento di aspetti migliorativi nell’ambito di questo accordo, che possano accentuare la partnership storica fra Anagina e la compagnia». Nicolao spera, entro la fine di quest’anno, di compiere il passo decisivo verso la firma di questo accordo.

Sul mandato unico la situazione è più complessa. «Quella di avere un mandato unico è una tendenza che, nel corso degli anni, si è fatta strada all’interno dei gruppi agenti», ha detto Nicolao. «Il fatto di poter accogliere un agente che viene dalla concorrenza, con un mandato che abbia le caratteristiche tipiche dei contratti di Generali Italia mi pare più che logico. E se su due aspetti, come quelli che riguardano la struttura-base e l’attività quotidiana di agenzia, abbiamo quasi raggiunto una intesa con la mandante, lo stesso non si può dire per la parte relativa alla remunerazione. In questo caso le visioni sono diverse. Spero si possa trovare un accordo». Anche perché i tempi di questa trattativa cominciano a essere abbastanza lunghi. Siamo a un anno e mezzo e il traguardo non si vede ancora.

Nicolao, che è presidente di Anagina da 5 anni esatti, è stato chiaro. «A me è stato affidato un compito ben preciso dagli iscritti, che è quello di portare avanti l’associazione ricercando tutte le strade che possano migliorare l’imprenditorialità degli associati. Per questo ho una grande responsabilità nei loro confronti e quindi un concetto deve essere chiaro: l’agente deve poter guadagnare di più o di meno solamente in caso di aumento o diminuzione della sua produttività. Che un agente debba guadagnare di meno per diminuzione o revisione delle provvigioni  è un qualcosa che deve cessare».

UN POSTO NEL CDA DI GENERALI ITALIA E PARTECIPAZIONE AGLI UTILI – Anagina è rimasta sempre legata ai suoi valori, ma non per questo non ha saputo adeguarsi ai cambiamenti, anche importanti, come l’incorporazione di Ina Assitalia in Generali. «Fa parte del nostro Dna il non aver mai vissuto una contrapposizione di fatto con la mandante», ha sottolineato Nicolao. «Anagina è oggi l’unica associazione degli agenti, al contrario degli altri gruppi agenti che posso definire sindacati-agenti; noi ci sentiamo la Confindustria all’interno del mondo Generali. Vorrei ricordare che, in passato, il presidente di Anagina faceva parte del consiglio di amministrazione della compagnia…e questo non vuol dire che questa condizione non si possa ripristinare». Una frase, quest’ultima, detta a mo’ di battuta, come l’ha definita lo stesso Nicolao, ma che ha acceso la fantasia di tutti, in primis degli agenti.

Uno scorcio della sala

Lo stesso presidente ha poi chiarito che una eventualità del genere può essere «oggetto di valutazione da parte dell’associazione».

Per Nicolao, gli agenti sono «disponibili a diventare azionisti della società, a partecipare al capitale di Generali», anche perché «sono tanti gli agenti possessori di azioni. Stiamo valutando se questa può essere una operazione che può consolidare il gruppo e dare più sicurezza agli agenti».

«SIAMO NOI LA VERA RETE DI GENERALI ITALIA» – Del resto, il presidente di Anagina può contare su un rapporto con la mandante definito «fattivo e collaborativo».

Anagina, ha sottolineato Nicolao, «è la vera rete di Generali Italia per due caratteristiche: è totalmente monomandataria, nel senso che nessun associato Anagina è plurimandatario e questo è un segnale molto chiaro di voler fare partnership con la compagnia; l’altro aspetto è che, nei discorsi dei suoi rappresentanti, non c’è nessun richiamo nostalgico al passato».

Fabio Sgroi

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