L’obiettivo è risolvere alcune problematiche e criticità che limitano l’attività dei broker.
L’ambito degli appalti di servizi pubblici, gli obblighi normativi di centralizzazione delle stazioni appaltanti, la procedura per l’emissione di fatturazione elettronica e gli obblighi di identificazione del fornitore di servizi per le pubbliche amministrazioni, generano incertezze e difficoltà per tutti gli operatori, compreso il settore del brokeraggio assicurativo.
L’Aiba, l’associazione italiana brokers di assicurazione e riassicurazione, ha fatto il punto in merito a questo tema, sottolineando alcune criticità che impattano proprio sulla categoria dei broker, come per esempio «la pretesa delle stazioni appaltanti di richiedere anticipazioni dei premi da parte dei broker, nonché un’interpretazione prudenziale di alcune Pubbliche Amministrazioni che ritengono di potersi avvalere della consulenza del broker solo a patto di remunerare direttamente il professionista».
Proprio per risolvere le problematiche, per l’Aiba è divenuta «centrale» l’interazione con l’Anac, l’autorità nazionale anticorruzione, e le stazioni appaltanti. Come ha affermato Carlo Marietti, presidente dell’Aiba fino a due mesi fa, l’obiettivo è stato quello di «evidenziare alcune specificità del settore che, se opportunamente valorizzate, consentono il mantenimento dell’attuale assetto di business e soprattutto un indubbio vantaggio per le Pubbliche Amministrazioni, sempre più spesso esposte a profili di responsabilità nella valutazione della complessa entità dei rischi che incombono sul patrimonio pubblico e prive di congrue disponibilità finanziarie. Il correlato disimpegno del mercato assicurativo di offerta ha spesso reso difficoltoso il reperimento di idonee garanzie assicurative adeguate alle specificità del settore pubblico per quelle Pubbliche Amministrazioni che non abbiano fatto ricorso alla consulenza di broker esperti». (fs)
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