AGIT E IL NUOVO CORSO. MANGANO: «FONDAMENTALE TORNARE A PARLARE CONCRETAMENTE DEL QUOTIDIANO LAVORO DELLE AGENZIE» - TuttoIntermediari

AGIT E IL NUOVO CORSO. MANGANO: «FONDAMENTALE TORNARE A PARLARE CONCRETAMENTE DEL QUOTIDIANO LAVORO DELLE AGENZIE»

8 Febbraio 2019

Il nuovo presidente di Agenti Groupama Italia è un fiume in piena. «Lo stato di salute delle agenzie? Non è buono. Il rapporto con la mandante? Occorre riequilibrare una corretta relazione. I progetti It messi in piedi dal precedente Udp? Vanno tutti valutati. La nuova tariffa Rc auto? Siamo scontenti. Il cambio di Ad? Sono rimasto sorpreso». E su It, accordo economico, sinistri e settore danni non auto dice…   

 

Angelo Mangano

«Come è nata l’idea di candidarmi alla presidenza di Agit? Sinceramente fino a un mese prima del congresso non ne avevo la minima idea, tanto che non avevo intenzione di partecipare ai lavori congressuali. È stato tutto molto repentino, mi hanno contattato alcuni colleghi da varie regioni chiedendomi di scendere in campo per dare un’alternativa alla linea politica della presidenza Franchi. C’era la volontà di un forte segnale di discontinuità da una parte dei colleghi e quindi un nuovo gruppo dirigente che si confrontasse con il management di Groupama». Angelo Mangano, a distanza di tre mesi e mezzo dal congresso elettivo di Castel San Pietro (Bologna), ricorda così momenti e circostanze che lo hanno portato a essere eletto presidente di Agenti Groupama Italia (Agit), 830 agenzie per un totale di circa 1.100 agenti.

Lui che comunque, in passato, aveva fatto parte dell’ufficio di presidenza in qualità di componente. Ora il gioco si fa serio. Anche perché i temi sul tappeto sono diversi e in molti casi anche spinosi. In questa intervista concessa a Tuttointermediari.it, Mangano affronta diversi argomenti. Eccoli.

Domanda. Quali sono i punti salienti del suo programma?

Risposta. Ritengo fondamentale tornare a parlare concretamente della parte assicurativa relativa al quotidiano lavoro delle agenzie. I problemi sono svariati e riguardano cinque punti in particolare. Parto dalla Rc auto. È fondamentale una revisione profonda della tariffa Rc auto, che da 10 anni è andata aumentando in maniera costante, nettamente in controtendenza rispetto al mercato che vedeva una diminuzione delle tariffe con personalizzazioni molto spinte. È stata una precisa scelta politica di Groupama quella di aumentare la tariffa, correggendola e gestendola con una maggiore erogazione di flessibilità alle agenzie. Oggi viene imputato alla rete il forte utilizzo di flessibilità, ma ciò è dovuto a una tariffa Rc auto fortemente penalizzante e, come detto, da una specifica volontà politica aziendale. Nessuno si diverte a scontare un premio e di conseguenza le provvigioni, ma se l’alternativa è perdere il cliente si effettua lo sconto che serve. Non ho timore quando i manager dell’azienda parlano di politiche assuntive per aumentare il premio medio, perché ciò significa anche un aumento delle provvigioni percepite dagli agenti. Ma se tale incremento deriva da un aumento indiscriminato dei premi in tutti i settori, allora ciò non è assolutamente condivisibile in presenza di una tariffa già palesemente non competitiva. Se viceversa l’incremento deriva da un’analisi approfondita che definisce profili profittevoli che possano essere perseguiti con politiche tariffarie competitive e che consentano l’aumento dei premi medi, allora non posso che favorire tale approccio. Il secondo problema è relativo ai sinistri:  c’è bisogno di una riorganizzazione interna alla direzione sinistri, perché è acclarato un deterioramento del processo liquidativo dei sinistri. La liquidazione è il momento più importante nel rapporto con il cliente e i tempi di pagamento devono essere rapidi, con un’adeguata e corretta valutazione dell’importo da liquidare, né di più né di meno. Le agenzie hanno la necessità di avere contezza di tutta la filiera del processo liquidativo, attraverso efficienti piattaforme informatiche.

D. Gli altri punti?

R. Per quanto riguarda l’It, è necessario un forte investimento di Groupama sugli applicativi informatici in quanto non sono più sostenibili le costanti e quotidiane disfunzioni che vanno a gravare sul lavoro quotidiano agenziale. Servono sistemi innovativi rapidi ed efficienti per migliorare l’operatività delle agenzie e ridurre i costi, anche derivanti dalle attuali anomalie. C’è poi il tema delle polizze sinistrate: va rivisto e condiviso il sistema di salvataggio delle polizze colpite da sinistri, oggi troppo rigido e con problematiche di varia natura. Fare una valutazione solo ed esclusivamente attuariale sulla singola polizza, senza analizzare l’aspetto commerciale del cliente, né la storicità del singolo contratto, è frutto di una politica miope, con ripercussioni devastanti non solo per l’agenzia, ma anche per la compagnia stessa nel breve e lungo periodo. Infine il settore danni non auto: servono prodotti innovativi per le polizze del settore danni non auto, che siano competitivi rispetto al mercato, adeguandoli anche alle recenti disposizioni definite nella recente normativa sull’Idd, garantendo quindi la miglior tutela per il cliente. È necessaria una maggiore valutazione su rischi specifici proposti, perché troppo spesso pervengono risposte negative senza un’adeguata analisi del rischio. Troppo facile rispondere sempre che “il rischio non risponde alla policy aziendale” e poi altre compagnie assumono in maniera usuale e senza condizioni particolari. È anche essenziale una tempestiva risposta alle varie richieste assuntive, che siano richieste di quotazioni, deroghe o chiarimenti tecnici.

D. Quali iniziative proseguirà del precedente ufficio di presidenza? Per esempio ProntoAgente…

R. Il precedente ufficio di presidenza ha messo in cantiere numerosi progetti tecnologici con investimenti rilevanti: dal portale Agit (Pronto Agente) ad applicativi gestionali e di Crm, per finire a un hub. È stato deciso in UdP di creare un gruppo di lavoro per analizzare a fondo questi progetti e valutare la loro idoneità e utilità per tutti i colleghi. Ciò che sarà ritenuto valido e utile sarà proseguito, e laddove possibile, implementato e migliorato. Viceversa i progetti che dovessero essere valutati troppo onerosi in un rapporto costi/benefici, o comunque non di utilità e fruibilità generale, saranno sospesi. Entro la fine di questo mese avremo i risultati del gruppo di lavoro.

D. Come è, oggi, lo stato di salute delle agenzie Groupama?

R. Non buono. La sostenibilità economica è stata messa a dura prova negli ultimi anni, ma questo è un problema che investe tutto il mercato, non solo gli agenti Groupama. Le attuali difficoltà dell’azienda e le relative politiche di risanamento non condivise con il gruppo agenti si riflettono ulteriormente sulla rete in maniera dannosa.

I nuovi vertici di Agit ricevuti, qualche settimana fa, dalla direzione della compagnia

D. Di cosa hanno bisogno, oggi, le agenzie Groupama?

R. Di una tariffa Rc auto competitiva in determinati segmenti/profili, di un ottimo processo liquidativo, di un efficiente e moderno sistema informatico e infine di prodotti concorrenziali e attuali.

D. Come intende rapportarsi con la mandante? Un passaggio della mozione dell’ultimo congresso riguarda proprio il riequilibrio della corretta relazione di partnership rete/compagnia. In che senso?

R. Ritengo che un corretto rapporto di partnership si basi sul reciproco rispetto, con un confronto diretto e trasparente. La condivisione di azioni e sistemi che impattano sulle agenzie è fondamentale nelle relazioni compagnia-gruppo agenti. Da parte nostra non ci sono preclusioni di sorta; il management di Groupama può mettere sul tavolo della discussione qualunque argomento, ma va fatto in maniera chiara e senza pregiudiziali. Poi si cerca un punto di incontro, anche con confronti determinati ma sempre basati sul reciproco rispetto e pari dignità. Agit vuole supportare Groupama, perché da una compagnia forte e solida gli agenti hanno solo che da guadagnare, ma le politiche aziendali devono fare attenzione anche alla sostenibilità economica e operativa delle agenzie. Per quanto riguarda la seconda parte della sua domanda, mi sembra che negli ultimi tempi ci si sia troppo appiattiti sulle posizioni dell’azienda, con poca attenzione alle problematiche delle agenzie. Ecco il significato di un riequilibrio del corretto rapporto. Alcuni, pochi, direttori a parole cercano il confronto, ma nei fatti si riscontra altro. E questo chiaramente non è condivisibile e inquina il metodo relazionale.

D. Come intende potenziare l’attuale accordo economico?

R. L’accordo economico è stato disdettato da Groupama il 26 settembre scorso e quindi è completamente da ridiscutere. Abbiamo richiesto un incontro urgente per un confronto in merito. Allo stato attuale abbiamo creato un gruppo di lavoro all’interno di Agit per le valutazioni del caso, anche rispetto alla normativa Idd.

Un momento dell’ultimo congresso Agit

D. È soddisfatto del catalogo prodotti proposto dalla compagnia?

R. Va ampliato e ammodernato. Per l’anno in corso il piano Groupama prevede ben poco. Ci faremo carico di dare lavoro in tal senso alla direzione.

D. L’auto?

R. Ne ho parlato all’inizio dell’intervista. La nuova tariffa Rc auto emanata a gennaio ci vede estremamente scontenti, sia dal punto di vista tariffario, sia da quello relazionale. Non è il modo giusto il non rapportarsi tempestivamente con la commissione agenti e non è condivisibile la politica tariffaria. Sono stati fatti errori che si sarebbero evitati se vi fosse stato un corretto e tempestivo confronto con Agit. Nel passato la valutazione fatta in maniera congiunta – compagnia/gruppo agenti – degli impatti tariffari ha portato a risultati lusinghieri. Quando non ci si è confrontati sono stati fatti danni. E oggi non possiamo permettercelo, perché la sostenibilità economica di molte agenzie è a forte rischio…

D. Come si muove Agit per quanto riguarda i rischi non graditi dalla mandante?

R. Agit ha un accordo di partnership con il Car (Agenti Riuniti S.p.A.), nato molti anni fa per volontà dell’ex presidente del Gant (Gruppo Agenti Nuova Tirrena) Piero Melis, che in maniera lungimirante decise di creare una società di service, con azionisti gli agenti, che prendesse sul mercato dei mandati agenziali per supportare gli agenti Nuova Tirrena, all’acquisizione di affari particolari e per quelli non convenzionali non graditi dalla mandante. Chiaramente al momento della fusione tra il Gant e il Gag (Gruppo Agenti Groupama) che ha generato Agit, i vantaggi della partnership sono stati estesi ai colleghi provenienti da Groupama. Ritengo che vada dato nuovo slancio e forza propulsiva al Car aumentando le collaborazioni, anche nel settore auto, stante il momento attuale particolarmente delicato.

D. Uno degli obiettivi che vi siete dati è il rilancio delle commissioni tecniche.

R. L’istituzione del Comitato di Presidenza, cioè un incontro mensile tra amministratore delegato e direttore commerciale dell’azienda, e per Agit presidente, vice presidente, coordinatore dell’UdP e ora anche il delegato ai rapporti istituzionali (figura assente nelle precedenti giunte), nel corso degli anni ha svuotato di rilevanza le commissioni tecniche. Il Comitato di Presidenza doveva trattare argomenti politici e ha finito progressivamente di discutere di tematiche tecniche. Credo che vada ripristinato il significato iniziale del Comitato di Presidenza, una volta che si siano superate determinate problematiche dovute al contemporaneo cambio al vertice di Agit e di Groupama. E quindi ridare il giusto peso e delega alle commissioni tecniche. In Agit, i delegati sono rappresentanti non solo tecnici, ma anche politici.

Qui Mangano è stra l’ex Ad Uzel (alla sua destra) e Roberto Trerotoli, chief distribution officer di Groupama

D. Ha accennato al cambio di amministratore delegato in Groupama: neanche un mese fa Cordier ha preso il posto di Dominique Uzel andando ad affiancare l’altro Ad della compagnia, Charles de Tinguy. Che cosa pensa del cambio?

R. Sinceramente sono rimasto sorpreso. Uzel è arrivato a marzo 2018 e con senso di responsabilità ha spiegato la criticità della filiale italiana di Groupama. Non ha nascosto le problematiche, bensì le ha palesate e ha avviato un piano di risanamento. Avevamo iniziato a confrontarci sulle misure intraprese, talune piuttosto penalizzanti per alcune agenzie e mi sembrava che ci fosse la volontà di discuterne, quindi non mi aspettavo un cosi radicale cambio al vertice dell’azienda. Mi è dispiaciuto per Uzel, che reputo una persona diretta e trasparente, e nel contempo aggiungo che sono contento che il nuovo Ad sia Cordier. Ho avuto modo di rapportarmi con lui in un paio di incontri nella sua precedente e breve esperienza in Groupama Italia. Cordier è rimasto a Roma per circa 6 mesi nel 2011, in qualità di Cfo-direttore finanziario. Ho un ricordo positivo di lui, è una persona molto attenta e corretta, con una dote non comune, sa ascoltare. E la prima riunione istituzionale con lui è stata molto positiva. Ora però dovremo incontrarci su varie tematiche e spero che il confronto sia utile e vantaggioso per entrambe le parti.

D. Per concludere, quale messaggio si sente di dare in questo momento agli iscritti ad Agit?

R. Posso assicurare che l’impegno non manca in tutti i componenti dell’Ufficio di Presidenza. Rilevo che serve da parte di tutti i colleghi una maggiore presenza alle assemblee regionali e al congresso nazionale. La presenza numerosa degli agenti, con la partecipazione attiva ai dibattiti, è fondamentale per la vita associativa. Far sentire la propria voce, con considerazioni pertinenti e critiche, se fatte in maniera costruttiva, serve a chi deve rappresentarli per capire se la strada intrapresa sia corretta o meno, come migliorare e quali scelte politiche perseguire.

Fabio Sgroi

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