AGENTI GROUPAMA: UN ANNO VISSUTO IN APNEA - TuttoIntermediari

AGENTI GROUPAMA: UN ANNO VISSUTO IN APNEA

5 Ottobre 2019

I rapporti con i vertici della compagnia hanno caratterizzato gli ultimi 12 mesi. E al congresso di Agit di Marina di Ugento, il presidente Angelo Mangano si è soffermato sulle tappe più significative…

Angelo Mangano

Dopo il congresso di Marina di Ugento (Lecce), gli agenti aderenti ad Agit (Agenti Groupama Italia) ripartono con la speranza di non dover rivivere un anno come l’ultimo, vissuto in apnea a causa della politica adottata dalla compagnia che, hanno sottolineato gli stessi agenti, ha penalizzato oltremodo le agenzie.

E se da un lato il gruppo agenti auspica «il ritorno a un clima di collaborazione che possa restituire agli agenti fiducia nel futuro ed entusiasmo nel lavoro» (è un passaggio della mozione finale), dall’altro è ancora “vivo” il ricordo (o per molti l’incubo) degli ultimi 12 mesi.

Angelo Mangano, presidente di Agit, nel suo intervento all’ultimo congresso ha voluto ricordare alla platea i passaggi più delicati. «È stato un anno molto complicato per noi, nel quale abbiamo fatto presente più volte alla compagnia le sue politiche espulsive, punitive e penalizzanti che ci hanno fatto sentire più una controparte che partner», ha detto.

BILANCIO 2018 IN ROSSO – Il presidente ha voluto ripercorrere quanto accaduto in questi mesi, difficili secondo la rete. «Durante il nostro ultimo congresso di fine ottobre 2018 a Bologna (precisamente a Palazzo di Varignana, Castel San Pietro, ndr) siamo venuti a conoscenza, da parte della direzione della compagnia, di una inattesa perdita prevista a fine anno che sarebbe stata di svariati milioni di euro (il documento ufficiale di Groupama Assicurazioni relativo al bilancio 2018, consultabile sul sito dell’azienda, parla di un utile/perdita di esercizio di oltre 27 milioni di euro, di cui -36,6 milioni di euro nei danni e +9,1 milioni di euro nel vita, ndr). Non una bazzecola per una filiale estera Groupama della quale si attendevano utili». Un campanello d’allarme, quindi. Pronto a suonare.

Un momento del congresso Agit di Marina di Ugento

AGENZIE SOTTO OSSERVAZIONE – E infatti, ha raccontato Mangano, «all’indomani del nostro congresso abbiamo avuto il primo grande problema: la compagnia ha messo sotto osservazione 16 agenzie adottando provvedimenti devastanti e un mese dopo stessa sorte, anche se con provvedimenti meno duri, è toccato ad altre 45 agenzie. L’accusa? Aver provocato perdite per 180 milioni di euro. Ma mentre alcune agenzie erano francamente indifendibili, altre (la maggior parte) avevano l’unico difetto di aver riscontrato dei sinistri mortali catastrofali», ha precisato Mangano. «E la misura della compagnia significava far perdere a queste agenzie l’80% del loro portafoglio. Misure punitive solo perché una agenzia ha registrato un sinistro per un evento imponderabile, assolutamente non prevedibile come è un evento mortale catastrofale. Io credo che qualunque manager che abbia un minimo di coscienza debba ripensare a quello che ha fatto. Agit ha cercato di tutelare queste agenzie, ma abbiamo trovato un muro. La compagnia, infatti, ci ha negato un confronto continuamente e costantemente».

L’AUMENTO DELLA TARIFFA RC AUTO – A novembre 2018 i vertici di Groupama hanno comunicato l’aumento della tariffa Rc auto. «Il direttore auto della compagnia ci ha assicurato, nel corso di una riunione, che gli aumenti avrebbero riguardato solo i nuovi affari e solo il settore delle autovetture. Quando è stata diramata la circolare relativa abbiamo appreso che i rincari erano riferiti ai nuovi ingressi, eppure hanno toccato tutto il quietanzamento», ha sottolineato Mangano.

I CAMBI NEL MANAGEMENT –  Agit ha poi puntato l’indice su un top management della compagnia che ha subìto delle sostanziali modifiche nel corso degli ultimi mesi, a cominciare dal cambio più importante, quello dell’amministratore delegato. «Il cambio di amministratore delegato, avvenuto alla fine dell’anno scorso, precisamente il 19 dicembre, non ce lo aspettavamo, anche perché Dominique Uzel aveva assunto l’incarico appena 9 mesi prima», ha ricordato il presidente di Agit. «Con il nuovo Ad, Pierre Cordier, insediatosi alla fine di gennaio scorso, gli incontri sono diventati operativi solo a metà febbraio 2019. Abbiamo registrato anche le dimissioni a fine febbraio 2019 del direttore sinistri (il nuovo è arrivato solo a metà giugno) e del direttore marketing. Altri tre mesi di vacatio ci sono stati sempre all’inizio di quest’anno, quando il direttore commerciale Roberto Trerotoli si è dovuto assentare per motivi personali dall’azienda. In questo ultimo caso abbiamo rispettato la sua assenza forzata, attendendo il suo rientro nonostante vi fossero problematiche urgenti da trattare con la compagnia», ha precisato Mangano.

LA DURATA DEL MANDATO DELL’AD? UN PROBLEMA – Convocato a Parigi dalla casa madre in merito ai motivi della perdita riferita al 2018 e alle relative criticità, il presidente di Agit ha fatto presente «che un mandato triennale assegnato all’ad della filiale italiana rappresenta un grosso problema. Spesso questo ruolo viene affidato a un manager estero e il primo anno lo passa studiando il mercato italiano e la realtà nella quale si è calato. Nel corso del secondo anno comincia a capire qualcosa e quindi mette in atto dei progetti. Questi ultimi cominciano a prendere piede durante il terzo anno ma subiscono un blocco perché si arriva a scadenza di mandato e subentra un altro manager che magari ha altre idee e anche diverse. La mancanza di una organizzazione aziendale porta a una inevitabile perdita di risorse economiche. Da questo punto di vista ci è stato detto che l’incarico affidato a Cordier durerà molto di più del classico mandato».

DISDETTA POLIZZE – L’inizio del 2019 è ricordato anche  per la decisione di Groupama di disdettare una serie di polizze. «A gennaio scorso la compagnia voleva disdettare qualcosa come 6.600 polizze rami danni senza la possibilità di salvataggio alcuno», ha evidenziato Mangano. «Una misura che si intendeva adottare senza una valutazione reale delle stesse polizze e dei relativi clienti. In maniera collegiale e attraverso la commissione danni di Agit abbiamo continuamente contrastato questa iniziativa. Non siamo riusciti a non farla partire, ma l’abbiamo mitigata, perché da 6.600 polizze siamo scesi a 2.200».

L’IMPATTO CON CORDIER, LE ACCUSE ALLA RETE AGENZIALE E LA SOSPENSIONE DEI RAPPORTI – «L’impatto con il nuovo Ad è stato positivo», ha puntualizzato il presidente di Agit. «Ha voluto conoscere i vertici di Agit ancor prima di insediarsi ufficialmente e questo l’abbiamo apprezzato. È stato quello che è successo subito dopo che ci ha lasciati perplessi. L’azienda, ripetutamente e costantemente, e ancora fino a qualche giorno fa, non ha perso e non perde occasione per accusare la sua rete agenziale di essere la parte malsana di Groupama Italia, quella che ha prodotto il bilancio in perdita nel 2018. Ci hanno accusato di aver abusato della flessibilità per prenderci i diritti di polizza, costringendo la compagnia ad aumentare le tariffe. Inoltre ci hanno accusato di gestire male la parte sinistri, il che porta la compagnia a strapagarli». Insomma è qui che la situazione ha iniziato a degenerare.

Agit, a questo punto, ha ritenuto opportuno sospendere i rapporti istituzionali con la mandante. È successo nei primi giorni di luglio scorso, dopo un direttivo nazionale riunitosi due giorni a Fiumicino. Una decisione che è stata assunta dopo un «ampio e partecipato dibattito».

La necessità di sospendere i rapporti istituzionali con la mandante è stata condivisa all’unanimità. «Abbiamo interrotto le relazioni perché non avevamo risposte da parte dei vertici della compagnia e quelle poche che arrivavano erano vaghe», ha spiegato Mangano.

IL RIPRISTINO DELLE RELAZIONI – Dopo due mesi e mezzo, nell’ultimo incontro (12 settembre 2019) avuto con la direzione di Groupama prima del congresso di Ugento è stato deciso di ripristinare le relazioni. «Abbiamo ripreso i rapporti perché l’interruzione degli stessi è un fattore negativo e anche perché c’era un piano di incentivazione chiuso solo pochi giorni fa», ha spiegato Mangano.

LA QUESTIONE RISANAMENTO – Per gli agenti Agit il ruolo di Cordier, in sostanza, appare chiaro: risanare i conti dell’azienda. «È chiaro che il compito che Parigi ha affidato a Cordier è quello di risanare l’azienda e per questo c’è stato un aumento di capitale di 250 milioni», ha affermato Mangano. «C’è anche da dire, e non per bocca degli agenti, che negli anni passati tutti gli utili prodotti dalla filiale italiana sono finiti in Francia e per questo la compagnia italiana non è stata ammodernata e non è stata resa innovativa. Vorremmo a questo punto capire come Groupama Italia intende procedere al risanamento. Vuole farlo con il supporto della rete agenziale o no?», si è chiesto il presidente di Agit.

Laura Puppato

CONSIDERAZIONE FINALE – «Io credo che Agit abbia fatto tutto quello che era possibile fare», ha confessato Mangano ai presenti in sala a Marina di Ugento. «Non è stato facile e non è facile trovarsi di fronte a un interlocutore che dice una cosa e poi ne fa un’altra, oppure che non dà risposte. Noi siamo quelli che portiamo i premi alla compagnia e meriteremmo maggiore considerazione…Dal canto nostro abbiamo la necessità di ritrovare il sorriso e di tornare a svolgere la nostra attività professionale con tranquillità e come abbiamo sempre fatto».

LE PAROLE DI LAURA PUPPATO – Nel corso del congresso in terra pugliese ha preso la parola, fra gli altri, anche Laura Puppato, componente dell’ufficio di presidenza di Agit con delega ai rapporti istituzionali (e da 31 anni agente Groupama).

«La compagnia ha messo in conto al nostro gruppo agenti responsabilità che non gli appartengono», ha tuonato. «Con la sospensione dei rapporti abbiamo voluto dimostrare che la rete agenziale non è sottomessa, non è subordinata, noi non siamo i dipendenti francesi di Groupama, noi abbiamo le nostre agenzie di cui siamo orgogliosi, abbiamo una professionalità conquistata in tutto il territorio in tutti questi anni di lavoro. E abbiamo voluto rappresentare che gli errori di qualcuno non possono ricadere in maniera così massiccia su tutti noi. Abbiamo voluto portare alto il nome di Agit», ha affermato fra le altre cose. «Il valore aggiunto che può dare un gruppo come Agit a questa compagnia in grave difficoltà è altissimo. Penso che Groupama, se riesce a passare indenne questa fase, lo debba in parte anche al lavoro fatto insieme ai suoi agenti».

Fabio Sgroi

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