Il comitato dei presidenti di Agenti UnipolSai Associati a Tuttointermediari.it: «L’attività di confronto con la mandante è costante. Il nostro obiettivo è garantire sempre e in ogni caso la tutela degli associati».

Tuttointermediari.it torna sull’ufficializzazione dell’accordo di collaborazione, nell’auto, fra Poste Italiane e i gruppi assicurativi Generali e Unipol. In particolare, Poste Italiane, attraverso Poste Insurance Broker srl, ha siglato accordi di collaborazione per il collocamento di prodotti assicurativi del settore auto con le compagnie assicurative Genertel del gruppo Generali e Linear del gruppo Unipol. L’offerta è riservata esclusivamente ai dipendenti e ai pensionati del gruppo Poste e ai loro familiari.
Dopo aver riportato i commenti e le posizioni delle associazioni di categoria degli agenti (Sindacato nazionale agenti e Anapa Rete ImpresAgenzia) e dei gruppi agenti del Leone (Gruppo agenti Generali Italia, Gruppo agenti di assicurazione Toro e Confagi), ecco il parere di Agenti UnipolSai Associati, il gruppo unico che rappresenta, appunto, quasi 4.000 agenti del gruppo bolognese.
Anche se l’accordo «è destinato ai 400.000 dipendenti delle Poste Italiane», fa notare il comitato dei presidenti di Aua, «non può non preoccuparci il fatto che, ovviamente, coloro che aderiranno abbandoneranno il canale agenti. E ciò merita la nostra attenzione».
Tuttavia, continua Aua, «abbiamo spesso constatato che non basta una convenzione per convincere i destinatari a cambiare il proprio assicuratore, in particolare quando l’offerta è standardizzata e non è prevista l’assistenza di un’agenzia, poiché la convenzione riguarda Linear, la compagnia diretta del gruppo Unipol. Stiamo quindi parlando di una porzione molto limitata di clienti, su milioni di assicurati. A maggior ragione se proporzioniamo la quota parte di dipendenti delle Poste oggi assicurati con UnipolSai ai 9 milioni di clienti che hanno gli agenti».
Per il comitato dei presidenti di Aua l’attenzione «deve invece andare oltre a questa porzione di clientela e a questo caso specifico». Il ragionamento, in sostanza, è questo: «È importante analizzare come in generale (e non solo dalle Poste) stiano sviluppandosi nuove modalità di proposta e distribuzione in funzione della domanda, caratterizzata da un nuovo approccio all’acquisto di prodotti di massa (come l’auto). Vengono costituiti gruppi di acquisto per avere più forza contrattuale e beneficiare di migliori condizioni (capiterà sempre di più anche per la casa e per il welfare). Così come una quantità crescente di beni o servizi vengono proposti già coperti della loro specifica assicurazione. Non ultimo va considerato lo sviluppo potenziale della distribuzione via web».
Aua evidenzia come, già nel 2017, siano stati sottoscritti con UnipolSai accordi normativi ed economici «articolati e compositi, che prevedono una pluralità di interventi progettuali, finanziari ed economici, a tutela delle agenzie per consentire alle stesse di evolvere e svilupparsi in questo nuovo contesto di mercato, che a nostro avviso deve preoccupare anche le compagnie, in particolare perché le agenzie realizzano un livello di fidelizzazione che altri canali non sono in grado di garantire. Non di meno, il bilancio e il piano industriale si fanno con la rete agenziale».
Gli organi di Aua, in ogni caso, «stanno prestando la massima attenzione all’operazione e procederanno con un’attività di confronto costante con la compagnia per seguire l’evolversi del progetto, in modo da garantire sempre e in ogni caso la tutela degli associati».
Fabio Sgroi
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