ACCORDO DATI: IL GRUPPO AGENTI ZURICH PRECISA ALCUNI ASPETTI

23 Ottobre 2020

In una video intervista indirizzata agli iscritti alla rappresentanza agenziale e non solo, il presidente Enrico Ulivieri spiega il suo punto di vista e, a proposito delle critiche mosse dai sindacati di categoria degli agenti, dice: «Le accettiamo, ma contestiamo la spettacolarizzazione dell’argomento…».  

Enrico Ulivieri

Le critiche mosse dai sindacati degli agenti in merito all’accordo dati siglato dal Gruppo agenti Zurich (Gaz)? «Di certo non ci fanno cambiare idea sul giudizio che diamo di quanto abbiamo messo a disposizione dei nostri associati. Se nella sostanza le critiche mosse le possiamo ritenere accettabili, contestiamo la forma perché, più che dare indicazioni, si è cercato di spettacolarizzare un argomento che più che aiutarci ci ha messo in difficoltà nella relazione con la nostra compagnia». Enrico Ulivieri, presidente del Gaz, ha risposto in questo modo al polverone sollevato dopo la firma dell’accordo dati con Zurich.

In una video intervista indirizzata agli iscritti al Gaz e non solo, il presidente della rappresentanza agenziale è intervenuto sull’argomento annunciando che «cercheremo comunque di migliorare quanto abbiamo messo a disposizione del gruppo».

Poi ha aggiunto: «Ora sono tutti pronti a criticare il lavoro di un gruppo agenti, ad analizzarlo nei punti e nelle virgole», ma non si considera che «noi presidenti di gruppo ci troviamo a dover confrontarci spesso con le compagnie con delle regole del gioco che non sono in linea con l’attualità che viviamo e quindi siamo costretti ad arrampicarci sugli specchi e ad affrontare argomenti importanti come il flusso di informazioni che partono  dal cliente e che attraverso l’intermediario arriva alle compagnie. Si tratta di un tema che più che inserito negli accordi aziendali andrebbe analizzato, approfondito e gestito nell’ambito di un accordo di natura collettiva».

Per Ulivieri, in sostanza, sarebbe più utile per la categoria agenziale poter operare con un accordo nazionale «adeguato e moderno e che mettesse in condizioni di tutelare e soprattutto di rappresentare la figura dell’intermediario che abbiamo in mente».

Dopo aver ribadito che l’accordo dati in questione non pone limiti agli agenti plurimandatari, Ulivieri si è soffermato anche sul perché di un accordo con durata a tempo indeterminato: «Non potevamo siglare un accordo così importante rischiando che venisse posto in discussione ogni tre anni. Non ce la siamo sentita di porre la fiducia, quella che il cliente dà all’intermediario al quale affida le sue informazioni, sotto la spada di Damocle di una temporalità, di un accordo che per sua natura avrebbe messo in difficoltà le future relazioni».

Fabio Sgroi

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