Per il sindacato degli intermediari «i portafogli in fase di dismissione sono merce appetibile e di pronta accessibilità per chi si dimostrerà pronto all’acquisizione».
Può la forte concentrazione assicurativa nel nostro Paese invogliare una società di assicurazione internazionale a sbarcare in Italia? Secondo il Sindacato nazionale intermediari di assicurazione (Sniass) la risposta è sì.
«In Italia, oggi, è in vigore una normativa del settore assicurativo che è il risultato di una evoluzione iniziata negli ultimi 10 anni che ha profondamente modificato e trasformato gli equilibri di mercato che si erano venuti a creare e che costituivano terreno fertile per la convivenza di tante piccole compagnie assicurative insieme a realtà di più grandi dimensioni», affermano in una nota Roberto Bevilacqua ed Enrico Vitalini, rispettivamente segretario nazionale e responsabile delle relazioni esterne dello Sniass.
«Da una pluralità di compagnie, quindi, si è passati in pochi anni a una concentrazione nelle mani di pochi grandi gruppi italiani ed esteri di tutte le quote di mercato che erano in passato detenute da molteplici realtà indipendenti. Però, dopo una fase di forte aggregazione e di consolidamento, i grandi gruppi che si sono formati hanno dovuto fare i conti con le norme antitrust, le quali impediscono il superamento di precisi parametri di crescita dimensionale dei gruppi stessi a fronte del libero funzionamento del mercato, e, di conseguenza, oggi assistiamo a fenomeni di dismissione di interi portafogli che rischiano di rimanere sguarniti per mancanza di sottoscrittori che abbiano la possibilità di acquisizione e di crescita».
Per lo Sniass, dunque, la situazione attuale può essere «feconda di occasioni per chi avesse intenzione di intraprendere l’attività assicurativa in Italia, potendo contare su un mercato di competitor saturi dal punto di vista delle dimensioni raggiungibili previste dalla normativa, e inesorabilmente destinati a essere ridimensionati dall’Antitrust. Gli intermediari sul mercato saranno quindi disponibili a una pronta valutazione per il piazzamento del portafoglio, o per quella parte, idonea a portare redditività alle imprese. I portafogli in fase di dismissione sono merce appetibile e di pronta accessibilità per chi si dimostrerà con lungimiranza pronto all’acquisizione: ecco una condizione di mercato, dettata da una fase transitoria di riassesto normativo di settore, che è ideale per un investitore estero che voglia iniziare le attività in Italia».
Lo Sniass, concludono Bevilacqua e Vitalini, «potrebbe essere un partner dedicato alla organizzazione dell’agenzia generale di rappresentanza per l’Italia della società assicuratrice interessata». (fs)
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