L’istituto di vigilanza ritiene fondamentale che le imprese garantiscano un’adeguata posizione di solvibilità «anche in condizioni estreme».
L’Ivass ha richiamato l’attenzione delle compagnie e dei gruppi assicurativi sulla necessità di un continuo miglioramento del disegno degli scenari di stress, sull’esigenza di rafforzare le soglie di intervento definite nel Risk Appetite Framework (il quadro di riferimento che definisce la propensione al rischio, i limiti di rischio e le politiche di gestione del rischio), sul corretto disegno delle cosiddette “azioni di gestione”, al fine garantire un’adeguata posizione di solvibilità anche in “condizioni estreme”.
Il monito è arrivato da Federico Luigi Signorini, presidente dell’istituto di vigilanza, qualche giorno fa, in occasione della presentazione dell’attività svolta dall’authority nel 2021.
«L’evoluzione delle condizioni economico-finanziarie e l’accentuarsi dei rischi richiedono un rafforzamento delle strategie di risk management delle imprese assicurative», ha affermato Signorini. «L’esercizio europeo di stress test ha fatto emergere elementi che gli esercizi aziendali di autovalutazione non sempre coglievano a sufficienza. Le verifiche di vigilanza hanno individuato talune carenze metodologiche che richiedono attenzione: la severità degli stress applicati dalle compagnie è risultata talvolta insufficiente, non in linea con la volatilità osservata nel periodo di riferimento; gli scenari definiti dalle imprese in certi casi non sono apparsi pienamente idonei a catturare le peculiarità del profilo individuale di rischio, incluso il grado di liquidità delle passività».
Fabio Sgroi
© RIPRODUZIONE RISERVATA










