Il presidente dell’Ania, nell’ambito dell’assemblea annuale di oggi dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici, ha tra l’altro voluto ringraziare l’operato e l’impegno di tutti gli addetti ai lavori del settore assicurativo, agenti e broker compresi, durante la pandemia.

«Possiamo e vogliamo essere al fianco del Governo, delle istituzioni e di tutte le forze produttive e sociali per dare il nostro contributo alla ripartenza del Paese, facendo leva sugli assi portanti della nostra mission». Il settore assicurativo c’è. Parola di Maria Bianca Farina, presidente di Ania, intervenuta oggi nel corso dell’assemblea annuale 2021 dell’Associazione nazionale fra le imprese assicuratrici.
Fra i tanti temi toccati, il numero uno dell’Ania ha ripercorso brevemente le iniziative più significative messe in campo dal settore in tempo di pandemia. «Anche le nostre imprese hanno subìto l’impatto forte e improvviso dell’esplodere della pandemia», ha affermato. «L’Ania ha dapprima sottoscritto, con le Organizzazioni Sindacali, protocolli condivisi per mettere in sicurezza i collaboratori, garantire continuità dei servizi, operare in uno scenario complessivo fortemente perturbato. Più di recente, sono state sottoscritte le “Linee guida per l’applicazione del Lavoro Agile nel settore assicurativo”, una cornice di riferimento per le imprese che, terminata la fase emergenziale, decideranno di sottoscrivere accordi aziendali. Sono state poi tempestivamente messe in campo misure volte a evitare ritardi nell’erogazione delle prestazioni a favore degli assicurati e riconosciuti sconti e agevolazioni nei settori più colpiti dal lockdown. Ampia è stata l’attività di supporto con contributi e finanziamenti anche nei confronti delle reti distributive e dei dipendenti».
Proprio «ai dipendenti delle compagnie assicurative, agli agenti, ai broker, agli sportelli bancari e postali che in tutto questo periodo sono rimasti sempre operativi e vicini ai clienti», Farina ha rivolto «un grande ringraziamento», insieme ovviamente «a tutti gli operatori della sanità (medici, infermieri, tecnici) e delle altre categorie che svolgono servizi di pubblica utilità».
Sono stati poi ricordati i principali numeri del settore nel 2020. In particolare la contrazione della raccolta premi del 3,9% (danni -2,3%, vita -4,4%), la crescita dei premi delle polizze linked (+6,2%) e il calo dei prodotti tradizionali con forme di garanzia (-9,5%), il flusso finanziario netto positivo nei rami vita (ramo I e III («a dimostrazione che, pur con una raccolta premi in calo, non è venuta meno la fiducia dei risparmiatori nella stabilità e sicurezza del risparmio assicurativo», ha puntualizzato Farina), la diminuzione dei premi Rc auto (-5,7%).
«Il crollo delle attività economiche e della mobilità sperimentati durante i lock down ha avuto effetti anche sulla dinamica dei sinistri», ha ricordato Farina. «Non è un fenomeno solo italiano: in 26 Paesi europei su 31 il combined ratio nei rami danni nel 2020 è diminuito. Hanno fatto eccezione i pochi Paesi caratterizzati da una più ampia diffusione delle coperture per la business interruption. Nel 2020 la riduzione del costo complessivo dei sinistri Rc auto è stata del 19,9%, a fronte di un decremento dei premi di circa il 6%, che va inquadrato in un contesto di diminuzione dei premi medi del 35% dal marzo 2012».
Il presidente dell’Ania ha osservato «che la sinistrosità Rc auto sta già sensibilmente aumentando nell’anno in corso, mentre la riduzione dei prezzi prosegue con la stessa intensità osservata lo scorso anno, anche in relazione agli interventi effettuati dalle imprese del settore sui contratti attraverso sconti, sospensioni (incrementate di oltre il 40%) e differimento dei termini; si tratta di interventi tuttora in corso. Di conseguenza, mentre nel 2020 il ramo Rc auto ha evidenziato un saldo positivo, si può prevedere un netto peggioramento per il 2021».
Infine l’indice di solvibilità del settore. Si è ridotto durante il picco della crisi pandemica, ma «ha poi recuperato negli ultimi due trimestri dell’anno, superando il livello registrato a fine 2019 e posizionandosi su un valore di quasi due volte e mezzo il capitale minimo richiesto a fine 2020», è stato ricordato. «L’assicurazione italiana, dunque, è stata colpita dalla crisi, ma ha confermato la validità del suo modello gestionale, continuando a proteggere gli assicurati, a tutelarne il risparmio, a sostenere l’economia e garantire l’occupazione», ha sottolineato Farina.
Fabio Sgroi
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