venerdì 03 Aprile 2026

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COMPARATORI, PUBBLICITA’ E CONFLITTI DI INTERESSE: IL PUNTO DI VISTA DELLO SNA

In un recente convegno on line Michele Languino, responsabile per il Sindacato nazionale agenti delle relazioni con i media, ha affrontato il tema, evidenziando che…
  
Michele Languino

Comparatori, pubblicità e conflitti di interesse. Il tema è stato affrontato dal Sindacato nazionale agenti, recentemente, in occasione di un convegno on line dal titolo Rc auto, bene sociale tra tutele e crescita delle minacce sul web, promosso dallo stesso Sna.

Si è discusso più che altro sulle pratiche commerciali ritenute «aggressive» dal sindacato, attribuite ai cosiddetti aggregatori. Ma non solo. Ad accendere un faro su aspetti comunque delicati e su cui le stesse authority stanno “indagando” ci ha pensato Michele Languino, responsabile Sna per quanto concerne le relazioni con i media.

COMPARATORI – Languino ha esordito ricordando innanzitutto l’indagine sui siti comparativi condotta qualche anno fa dall’Ivass, promossa anche sulla base degli esposti di Uea (Unione europea assicuratori) e dello stesso Sna.  Una indagine che si era conclusa con una serie di impegni vincolanti nei confronti dei sei siti coinvolti che, ha osservato l’esponente dello Sna, «avevano ottemperato agli interventi disposti dall’autorità di vigilanza, ponendo quei correttivi richiesti a tutela delle criticità».

In questi ultimi sette anni «sono successe molte cose, che hanno inciso sul fenomeno degli aggregatori e sulla loro considerazione da parte del consumatore. È cresciuta la fiducia, in generale, verso il web, e nuove generazioni si sono avvicinate alle polizze on line. Nel frattempo i comparatori hanno assunto molteplici ruoli probabilmente creando un gigantesco conflitto di interessi. Ed è cresciuto l’affidamento nei confronti di questi soggetti», ha rilevato Languino.

Per lo Sna, tuttavia, sono aumentate le ragioni per le quali sarebbe “necessario” un presidio permanente di controllo sull’azione di questi soggetti. «La vigilanza, in altre parole, non dovrebbe mai abbassare la guardia», ha tagliato corto l’esponente del sindacato. «L’Ivass ha rilevato la necessità di indicare in maniera evidente, in home page dei rispettivi siti, l’elenco delle imprese con cui sussistono accordi di partnership ai fini della comparazione e anche la quota di mercato comparata, cioè il numero delle imprese comparate rispetto al numero totale sia in termini di operatori, sia di raccolta di fatturato presenti sul mercato. Che cosa abbiamo scoperto? Che questo perimetro di comparazione preso a riferimento a oggi non riflette con obiettività i dati che andrebbero rivelati», ha osservato Languino.

«Prendiamo il principale aggregatore che dichiara di comparare una quota del 27,6% con 13 partner assicurativi. Verificando quanto affermato abbiamo appurato che questa quota è sensibilmente ridotta e ammonta al 17% del mercato. Questo comporta una condotta che potrebbe essere qualificata come una pratica commerciale ingannevole e quindi una inottemperanza a quello stesso impegno inizialmente assunto e quindi disatteso».

Lo Sna si è posto delle domande anche sul sistema di calcolo del risparmio promesso. «È nella testa di tutti lo slogan “Risparmi fino a 500 euro”. Ebbene, i risparmi sono calcolati sulla base di rilevazioni campionarie effettuate dal broker aggregatore in funzione dei preventivi richiesti sul proprio sito nel corso dell’ultimo trimestre e in particolare confrontando la differenza tra il premio massimo e quello minimo delle compagnie incluse nel panel delle offerte. In sostanza ci siamo resi conto che basta includere nella rilevazione una buona dose di profili sfavorevoli per potersi avvalere di uno slogan di questo impatto», ha rilevato Languino. Per questa ragione lo Sna si chiede se questo slogan sia «intellettualmente onesto o il consumatore si aspetti qualcos’altro».

L’esponente di Sna ha fatto presente, inoltre, come «nella risposta che l’utente riceve dal comparatore dopo l’inserimento dei dati risulti che le uniche informazioni fornite in aggiunta al prezzo siano i massimali e dati come la guida esperta, mentre non venga fornita alcuna informazione su altre caratteristiche essenziali dell’offerta, quali per esempio la presenza o meno di clausole di rivalsa o di esclusione della copertura». Queste informazioni quando arrivano all’utente? «Solo successivamente alla scelta della polizza nell’ambito del materiale che viene inviato dalla compagnia prescelta in fase di emissione del contratto», ha rilevato Languino, che ha aggiunto: «Successivamente all’invio del risultato della comparazione, il potenziale cliente viene ripetutamente e insistentemente contattato e sollecitato sia telefonicamente, sia tramite e-mail circa offerte relative al veicolo anche a distanza di tre-quattro anni dall’inserimento dei dati. Mi chiedo cosa pensi il garante della protezione dei dati personali  rispetto alla ragionevolezza di un termine da indicare nella informativa resa entro cui l’operatore possa essere abilitato a conservare i dati di un consumatore rispetto a una finalità che si è esaurita quando il cliente ha fatto scelte diverse».

Lo Sna, ha ricordato Languino, alla fine dell’anno scorso ha presentato un doppio esposto, a Ivass e all’Antitrust, su Prima Assicurazioni e Facile.it. L’obiettivo dell’iniziativa del sindacato è esortare le authority a “verificare la correttezza delle pratiche commerciali poste in essere e l’impatto della composizione delle rispettive compagini societarie sulla concorrenza”.

«Non siamo stati gli unici ad attivare segnalazioni di questo tipo», ha sottolineato Languino, «altre associazioni dei consumatori  hanno presentato esposti, così allo stesso modo vari parlamentari hanno elaborato delle interrogazioni rivolgendo poi al Mise i loro quesiti. E anche l’Uea si è mossa e probabilmente tornerà a farsi sentire su questo tema».

Fabio Sgroi

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