martedì 07 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

MOSS SI FA STRADA, MA LE POLEMICHE CON I VERTICI DI SNA NON MANCANO…

Il Movimento di opinione sostenitori Sna, nato alla fine dell’anno scorso con l’intento di «supportare il sindacato nelle attività di sostegno e tutela della categoria degli agenti professionisti», si è organizzato e ora si fa sentire non risparmiando pareri (positivi e negativi). Il Sindacato nazionale agenti, però, non gradisce…

Alla fine del 2020 si era presentato ufficialmente con l’obiettivo di riunirsi «intorno a una idea critica su come il Sindacato nazionale agenti abbia affrontato e gestito i temi caldi per la categoria». Un movimento di opinione, in seno allo Sna, come non si vedeva da anni. La denominazione? Moss, acronimo di Movimento di Opinione Sostenitori Sna.

Il movimento, come aveva riportato Tuttointermediari.it in questo articolo, aveva sottolineato il fatto di non condividere le attività del sindacato inerente alcuni temi, in particolare riguardanti il Regolamento 45 dell’Ivass, la disintermediazione, il modello di distribuzione, la digitalizzazione, il rinnovo dell’Ana, la gestione della comunicazione interna e di istituti di servizio agli iscritti. Moss si era detto disponibile a un confronto con Claudio Demozzi, presidente dello Sna che, in risposta a una lettera del movimento, aveva liquidato la questione ricordando che le forme partecipative organizzate in correnti o movimenti non sono riconosciute dallo statuto dello Sna. Tutto questo accadeva, come detto, poco prima dello scorso Natale. Cosa è successo da allora? Il Moss ha fatto un passo indietro oppure no?

MOSS SI ORGANIZZA – No, il movimento non ha desistito. Anzi, è andato avanti. Innanzitutto ha lanciato il proprio logo e messo in piedi diversi canali di comunicazione (per essere presenti nel panorama assicurativo dell’intermediazione) che vanno dal sito (www.progettomoss.it) ai principali social media come Facebook e LinkedIn, fino a sistemi di messaggistica come Telegram.

Nei primi giorni di gennaio, attraverso una nota, Moss è intervenuto «per fare chiarezza alla luce delle reazioni suscitate dalla creazione del Movimento», ribadendo di essere nato «con l’irrinunciabile obiettivo di supportare Sna nelle attività di sostegno e tutela della categoria degli agenti professionisti», non lesinando però opinioni positive e/o negative all’indirizzo dello stesso.

Il movimento, per esempio, ha definito «lodevole» il protocollo di intesa con Confconsumatori, anche se «occorrerà ora uno sforzo per tradurre quanto convenuto nel protocollo in atti concreti e tangibili, sulla cui pianificazione e realizzazione, si sappia, siamo disponibili da subito a impegnarci».

Marco Del Medico

IL CASO DEL MEDICO – Moss, che a dicembre scorso, quando si è presentato, ha indicato come promotori dell’iniziativa Umberto D’Andrea, presidente dell’Associazione Agenti Allianz, Marco del Medico, coordinatore regionale Sna della Toscana e presidente provinciale Sna di Firenze, Pisana Liberati, presidente provinciale Sna di Fermo, e Roberto Salvi, presidente del Gruppo agenti di assicurazione Toro, nella stessa nota ha rimarcato di porsi «obiettivi positivi, tutti tesi ad aiutare e certo non a creare disagio o malessere nei colleghi. A cominciare da Marco Del Medico, stimato ed esperto militante del Sindacato, impegnato da sempre in tante battaglie a favore della categoria, grazie anche al suo ruolo di rappresentante nel suo territorio. Dispiace che sia stata messa in dubbio la sua coerenza sindacale».

Moss, quindi, ritenendo una «priorità assoluta non mettere nessuno degli iscritti in difficoltà, ha sollevato Del Medico dall’incarico di portavoce del Movimento, rimuovendo quindi qualsiasi causa di critica, strumentale e non, verso di lui».

I promotori di Moss hanno quindi ribadito che «non puntiamo a costituire altri soggetti rappresentativi. Non lo faremo, né intendiamo farlo. Noi siamo leali a SNA e non intendiamo imitare qualcuno che lo ha fatto in passato. Non puntiamo a ruoli o a “poltrone”, come qualcuno afferma. Queste cose, come qualcuno insegna, avendolo fatto in passato, si fanno alla vigilia dei Congressi e non due mesi dopo e, se l’aritmetica non ci inganna, 34 mesi prima della prossima tornata elettorale».

INDAGINE EIOPA – A metà gennaio scorso, Moss è intervenuto a proposito del questionario promosso dall’Autorità europea di vigilanza delle assicurazioni (Eiopa) nell’ambito di una indagine  rivolta ad associazioni di consumatori, accademici, associazioni di categoria, imprese di assicurazioni e intermediari assicurativi ai fini di una valutazione dell’applicazione della Direttiva europea sulla distribuzione assicurativa (Idd). Il Movimento ha predisposto «una serie di proposte e suggerimenti di risposte al questionario e, coerentemente con i principi e le finalità dichiarate dal movimento», le ha messe «a disposizione dello Sna e dei colleghi che possono utilizzarle, integrarle, cambiarle».

PRIME SCINTILLE CON I VERTICI SNA – Inevitabile, a fine gennaio scorso, sono arrivate le prime scintille con il vertice del Sindacato nazionale agenti. In risposta a un articolo pubblicato su Snachannel nel quale Demozzi ha criticato l’iniziativa lanciata dai quattro promotori del Moss, lo stesso Movimento, il 27 gennaio scorso, ha diramato una nota.

«Intravediamo nelle parole riportate su Snachannel una sorta di diffida a non svolgere attività di supporto, informazione, aggiornamento a favore dei colleghi agenti! Praticamente una censura (preventiva) a chi crede nel Sindacato. Siamo contrari ad ogni forma di censura preventiva e rivendichiamo il diritto di esprimere, in assoluta libertà, le nostre idee politico-sindacali, senza restrizioni o intimidazioni. Le idee, le attività di divulgazione, d’informazione, di formazione e, quando necessario, anche di critica, non possono essere motivo di deferimento o di censura, ma dovrebbero essere stimolate, incentivate, nell’interesse superiore della categoria». Così, il Moss, che ha ricordato anche «una tua (rivolgendosi a Demozzi, ndr) pubblica comunicazione in riscontro a una diffida da te ricevuta dal presidente Sna di allora, in quanto, insieme ad altri colleghi, avevi creato il Movimento di opinione “Intermediari Uniti”, peraltro mentre eri componente dell’esecutivo nazionale. E’ questa stessa comunicazione che facciamo nostra, in quanto esprime in maniera compiuta il diritto democratico di espressione. Avevi ragione tu allora, come la abbiamo noi ora». Insomma, ecco le prime scaramucce.

RICORSO SNA CONTRO IL PROVVEDIMENTO N.97 DELL’IVASS – Moss, alla vigilia dell’udienza relativa al ricorso al Tar da parte dello Sna contro l’entrata in vigore del Provvedimento n.97 dell’Ivass, ha suggerito di puntare «a una attività di mobilitazione degli iscritti e a una pressione sulle istituzioni, affinché le norme emanate da Ivass siano profondamente riviste, e ciò qualunque sia l’esito del ricorso al Tar. L’auspicata sospensione ci darà forse più tempo, ma non risolverà la questione. Si attivi Sna, si attivino tutti, ma cerchiamo di non sprecare un’altra occasione».

Poi, dopo il nulla di fatto da parte del Tar, Moss non è andato per il sottile parlando di «sconfitta annunciata da parte dello Sna». Lo ha fatto attraverso una nota indirizzata il 19 febbraio scorso ai componenti dell’esecutivo Sna Milano che, tra l’altro, ha messo in evidenza questo passaggio: «Come era facile prevedere, il Tar non ha accolto il ricorso presentato da Sna, e quindi non ha sospeso l’entrata in vigore del Provvedimento 97. In maniera demagogica, si è preferito cavalcare la velleitaria strada del ricorso al Tar, andando incontro ad un deludente risultato, peraltro su uno solo degli aspetti negativi delle norme che entreranno in vigore il prossimo 31 marzo. E’ stato colpevolmente trascurato l’intero Regolamento 45 che produrrà effetti devastanti sulla attività degli intermediari. Ci chiediamo infatti, se il Tar avesse accolto il ricorso presentato da Sna, rinviando l’entrata in vigore del Provvedimento 97, per poi entrare nel merito il prossimo 8 giugno, avremmo potuto ritenerci soddisfatti? Nutriamo forti dubbi in tal senso, considerato che il ricorso verteva principalmente sull’obbligo, in capo all’intermediario, di dichiarare le cosiddette “collaborazioni orizzontali”. Norma sicuramente per noi negativa, ma certamente di minore impatto rispetto a quello che provocherà l’entrata in vigore, il prossimo 31 marzo, del Regolamento 45. Ciò non fosse altro perché le collaborazioni orizzontali sono utilizzate, purtroppo, ancora da un numero limitato di colleghi, mentre le incombenze, le responsabilità, gli oneri e i rischi di sanzioni, riguarderanno tutti gli intermediari, nessuno escluso».

PRIMI DEFERIMENTI –  Sempre nella stessa nota, Moss ha evidenziato come il «pensiero diverso vada ascoltato e valorizzato, e non soffocato mediante l’utilizzo ad orologeria della stampa “controllata”. Come se non bastasse ormai si ricorre, a mo’ di rappresaglia, anche al deferimento ai Probiviri, come ulteriore minaccia per frenare la libera espressione di pensiero. Il deferimento del collega Ottavio Pasquotti, reo di aver espresso opinioni sgradite al vertice del Sindacato, ne è la palese dimostrazione. Un tale atteggiamento, oltre che svilente verso chi lo attua senza poggiare su solide motivazioni, non può che risultare disgregante». Insomma le polemiche divampano. E siamo appena all’inizio…

Fabio Sgroi

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