Dalla semplificazione dei contratti alla lotta alle frodi, dall’arbitro assicurativo all’impegno per ridurre i premi Rc auto. E c’è anche altro. Il punto di Riccardo Cesari, consigliere dell’istituto di vigilanza.

La scarsa educazione finanziaria e assicurativa della popolazione (nel confronto coi paesi del G20 l’Italia occupa la penultima posizione); il livello del reddito disponibile pro capite che è sotto la media europea e sotto il livello dei principali paesi occidentali; la troppa fiducia e aspettativa nell’intervento pubblico che, senza specifici provvedimenti normativi o incentivanti, porta a fare affidamento nello Stato come “assicuratore di prima istanza” e garante per alcune coperture quali quelle per le catastrofi naturali; la troppa sfiducia verso le assicurazioni, per la scarsa chiarezza e trasparenza dei contratti, le clausole di esclusione, la scarsa comprensibilità dei prodotti per il pubblico in generale; la troppa fiducia verso se stessi e le proprie capacità, che si traduce, per esempio, in un eccesso di liquidità in conto corrente e in un eccesso di spesa sanitaria diretta. Sono questi, secondo Riccardo Cesari, consigliere dell’Ivass, i principali fattori che determinano la sottoassicurazione nel nostro Paese.
Per contrastare questo fenomeno, l’istituto di vigilanza ha messo in piedi diverse iniziative, a partire dal rendere più semplici i contratti assicurativi. «Il Documento informativo precontrattuale (Dip o Ipid) ha costretto i provider a presentare ogni prodotto assicurativo con una scheda di 2-3 pagine standardizzata e chiara, dall’Ivass costantemente monitorata, che risponde alle domande chiave di chi cerca una copertura assicurativa (cosa è, chi la offre, cosa copre e cosa non copre …)», ha fatto presente Cesari. «Inoltre si è fatto uno sforzo comune (con compagnie, intermediari, associazioni di consumatori), sebbene ancora non sufficiente, per una documentazione contrattuale semplice e chiara per linguaggio, accessibilità, concretezza».
C’è poi la lotta alle frodi. «L’archivio integrato antifrode (Aia) è un risultato notevole anche nel panorama internazionale, fornendo a tutti i soggetti coinvolti (compagnie, forze dell’ordine, magistratura, vigilanza) uno strumento potente di individuazione delle reti criminali attive nella Rc auto», ha sottolineato il consigliere dell’Ivass. «È in corso di sviluppo la sua estensione dalla fase liquidativa alla fase assuntiva. L’introduzione di uno strumento potente come la Network Analysis dovrebbe dare, nel corso di quest’anno, risultati rilevanti».
Cesari poi ha ricordato anche quello che sarà l’arbitro assicurativo per la risoluzione extra-giudiziale delle controversie. Una volta emanato il decreto attuativo da parte del Ministero dello Sviluppo Economico e del Ministero della Giustizia, l’arbitro potrà procedere verso la sua piena attività.
Altre iniziative riguardano l’educazione assicurativa ai cittadini (formazione nelle scuole inferiori e superiori, produzione di prodotti multimediali e partecipazione nel Comitato nazionale per l’educazione finanziaria), l’impegno verso una riduzione del premio Rc auto (per recuperare spazio di spesa nei budget familiari), il preventivatore on line (per la comparazione dei preventivi Rc auto da parte di tutte le compagnie che operano nel ramo; questo dovrebbe comportare effetti sulla mobilità della clientela, la concorrenza tra intermediari e imprese e la riduzione del livello dei prezzi), la copertura per le catastrofi naturali («l’Ivass sta studiando da tempo il rischio terremoti e alluvioni anche con analisi quantitative per la valutazione dell’esposizione e della vulnerabilità dei territori nazionali, certamente tra i più esposti a livello internazionale», ha affermato Cesari), la sanità integrativa (sono state indicate alcune linee di intervento per la costruzione di un sistema sanitario a un tempo «efficiente e universalistico») e la long term care.
Fabio Sgroi
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