Secondo i dati del Ministero dell’Interno riferiti al 2019, i furti in Italia sono cresciuti del 4,5%. Ecco l’analisi a livello territoriale.
Continua ad aumentare in Italia il numero dei furti di autoveicoli. Secondo i dati del Ministero dell’Interno sono stati, nel 2019, oltre 95.000 (precisamente 95.403), in crescita del 4,5% rispetto all’anno precedente (91.264).
Eppure dal 2012 al 2017 il numero dei furti si era ridotto, con il numero di autovetture rubate in calo di oltre un quarto (circa 30.000 auto in meno rubate); nel 2018 si era registrata un’inversione di tendenza, con circa 5.000 veicoli sottratti in più, che è proseguita nel 2019.
Per quanto riguarda l’incidenza dei furti d’auto rispetto al numero di autovetture, secondo elaborazioni Ania (su dati dell’Aci), nel 2019 ne sono state rubate 2,41 ogni 1.000 circolanti, in aumento rispetto al 2018, quando erano 2,34, e rispetto al 2017, quando erano 2,22.
Se nel 2017 l’analisi dei dati a livello territoriale evidenziava per il sud Italia una riduzione del numero di furti (-10,6%), nel 2018 si è assistito a una ripresa del fenomeno (+8,8%) che si è rafforzata poi nel 2019 (+11,1%).

Se in Calabria, in Abruzzo e in Basilicata si è osservato nel 2019 una diminuzione dei furti (rispettivamente -16,7%, -7,8% e -2,1%), in tutte le altre regioni si è registrato un aumento; in particolare il Molise ha mostrato l’incremento più elevato (+31%, anche se in valore assoluto i numeri sono poco rilevanti), seguito dalla Campania (+21,6%, con quasi 4.200 veicoli rubati in più) e dalla Puglia (+4,2%, +663 veicoli). Anche nel 2019, le regioni con l’incidenza più elevata di furti in rapporto alle autovetture circolanti a livello nazionale si sono confermate la Puglia e la Campania.
Nel 2019 il centro Italia ha segnato una riduzione del numero dei furti (-2%); escludendo il Lazio, dove si è rilevata la maggior parte dei furti di questa area del Paese e dove si è registrato un incremento del fenomeno dell’1,4% (pari a circa 200 veicoli rubati in più), in tutte le altre regioni si è osservata una riduzione e, in particolare, nelle Marche (-26,3%), in Umbria (-26%) e in misura lievemente inferiore in Toscana (-21%).
Anche nel nord Italia si è registrata una diminuzione del numero dei furti (-5,7%). In particolare sono state il Friuli-Venezia Giulia, il Trentino-Alto Adige e la Valle d’Aosta le regioni che hanno presentato nel 2019 le riduzioni più consistenti (i furti si sono pressoché dimezzati rispetto al 2018). In Liguria i furti sono diminuiti del 18,8%, in Piemonte e in Lombardia del 4,2%, in Veneto del 2,9% e in Emilia Romagna dell’1,6%. Al nord si concentra quasi la metà di tutte le autovetture (46,3% nel 2019) ed è l’area in cui l’incidenza dei furti sulle auto circolanti è la più bassa.
Nell’Italia insulare si è registrato un incremento dei furti del 9,9%. La Sardegna, tuttavia, ha mostrato nel 2019 una riduzione (-4%), mentre la Sicilia ha registrato un aumento del 10,9%.
L’Ania ha precisato che i dati del Ministero dell’Interno «non possono essere direttamente confrontabili con quelli provenienti dal settore assicurativo», in quanto «le incidenze sono state ricavate rapportando il numero dei furti di autovetture denunciati alle Forze dell’ordine al numero degli stessi mezzi circolanti risultanti dalle statistiche dell’Aci». Le frequenze del settore assicurativo considerano, invece, «i soli veicoli assicurati contro il furto, che rappresentano mediamente circa un terzo di quelli circolanti». Nonostante ciò, per quanto riguarda l’individuazione di zone geografiche più a rischio, i dati del Ministero «confermano quelli delle compagnie assicurative: le regioni che presentano le incidenze di veicoli rubati più elevate sono anche quelle dove le frequenze sinistri di vetture assicurate raggiungono i valori maggiori».
Fabio Sgroi
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