giovedì 02 Aprile 2026

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DISTRIBUZIONE DEI DIVIDENDI E POLITICHE DI REMUNERAZIONE VARIABILE: ALTRA RACCOMANDAZIONE DELL’IVASS ALLE COMPAGNIE

L’istituto di vigilanza ribadisce alle imprese di muoversi con «estrema prudenza». 
 

Continuare a usare «estrema prudenza» nella distribuzione dei dividendi, nel riacquisto di azioni proprie e nel riconoscere componenti variabili delle remunerazioni, almeno fino a settembre 2021. Il nuovo monito arriva dall’European Systemic Risk Board (Esrb), che ha informato le autorità nazionali del settore bancario, finanziario e assicurativo.

Una raccomandazione che si aggiunge a quella dell’Eiopa, che ha di recente reiterato il richiamo alle compagnie ad adottare estrema prudenza nelle politiche di gestione del patrimonio. «La distribuzione dei dividendi, il riacquisto di azioni proprie e la determinazione di remunerazioni variabili non dovrebbero eccedere limiti di prudenza», si legge in una nota dell’Ivass, e  «la potenziale riduzione quali-quantitativa di capitale non dovrebbe ridurre i fondi propri a un livello inadeguato a fronteggiare le esposizioni ai rischi; ciò al fine di salvaguardare la capacità delle imprese di assicurazione di assorbire, anche in prospettiva, gli impatti dell’emergenza epidemiologica sui loro modelli di business e sulla loro solvibilità, liquidità e situazione finanziaria».

L’istituto di vigilanza italiano, nel fare proprie le rinnovate raccomandazioni dell’Esrb, ha chiesto alle compagnie che intendano intraprendere una di queste azioni, sia con riferimento all’esercizio 2019, sia a quello in corso, «di valutarne gli impatti con attenzione e senso di responsabilità e di contattare in via preventiva l’istituto per verificarne la compatibilità con gli obiettivi della raccomandazione».

Il rispetto di queste raccomandazioni sarà oggetto di «stretto monitoraggio» da parte dell’Ivass che, al fine di assicurare omogeneità di approccio a livello europeo, tiene conto delle indicazioni di Eiopa e si coordina con le altre autorità nazionali che vigilano sui gruppi insediati in più di un paese membro dell’Unione Europea.

Fabio Sgroi

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