Si procederà direttamente al rimborso mediante acquisto delle azioni detenute dagli azionisti che legittimamente hanno esercitato il diritto di recesso, per complessive 20.577.624 azioni e dunque di riconoscere agli stessi il valore stabilito in caso di recesso pari a 5,47 euro per azione, con termine massimo per la liquidazione in favore degli azionisti alla data del 31 gennaio 2021.
Dopo aver preso atto dell’esito dell’offerta in opzione ai soci delle azioni oggetto del diritto di recesso, spettante ai titolari di azioni Cattolica che non hanno concorso all’approvazione della delibera di trasformazione della società in “società per azioni” (l’adesione all’offerta è stata pari a 50.101 azioni, di cui 41.182 in opzione e 8.919 richieste in prelazione), il consiglio di amministrazione di Cattolica ha deliberato, «nella prospettiva di una celere definizione del procedimento di recesso», di procedere direttamente al rimborso mediante acquisto delle azioni detenute dagli azionisti che legittimamente hanno esercitato il diritto di recesso, per complessive 20.577.624 azioni e dunque di riconoscere agli stessi il valore stabilito in caso di recesso pari a 5,47 euro per azione, con termine massimo per la liquidazione in favore degli azionisti alla data del 31 gennaio 2021. Saranno utilizzate le riserve disponibili da utili, più precisamente prelevando dalla riserva straordinaria l’importo relativo, si legge in una nota di Cattolica.
Il gruppo veronese comunicherà nel prosieguo del procedimento le modalità e i termini temporali precisi di regolazione dell’operazione di rimborso mediante acquisto.
Il riacquisto da parte di Cattolica di queste azioni oggetto di recesso, corrispondente a un esborso di 112.559.603 euro, avrebbe un impatto peggiorativo sul Solvency II Ratio di gruppo pari a circa 8 punti percentuali, ha fatto sapere la stessa Cattolica. Per effetto e all’esito di questo riacquisto, la società verrebbe a detenere 27.902.475 azioni proprie, pari al 12,2% del capitale sociale.
Il consiglio di amministrazione ha inoltre dato mandato all’amministratore delegato di «verificare la legittimità di talune posizioni di soci oggetto di contestazione nell’ambito della procedura di recesso, per un controvalore massimo di circa 3 milioni di euro, e di valutarne l’eventuale accoglimento, vagliandoli caso per caso, con il conseguente relativo incremento del numero di azioni oggetto di acquisto». (fs)
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