La richiesta del contributo, che era stata avanzata dal Sindacato nazionale agenti a marzo scorso, in pieno lock down, è rimasta inascoltata.
A marzo scorso, in pieno lock down, conseguenza della pandemia, il Sindacato nazionale agenti aveva chiesto alle compagnie, fra l’altro, un contributo straordinario «immediato e incondizionato, a partire da 30.000 euro per agenzie».
Una richiesta che è rimasta inascoltata. Claudio Demozzi, presidente dello Sna, nella relazione letta nel corso dell’ultimo congresso elettivo dello Sna è tornato sulla questione, spiegando quale sarebbe stato l’impatto che questo contributo avrebbe generato sui conti delle mandanti. «Trentamila euro per circa 13 mila agenzie fa un totale di 390 milioni di euro, una tantum. Detraendo tale importo dall’utile 2019 delle imprese che hanno operato in Italia, pari a 10,6 miliardi di euro (lordo imposte), questo utile si sarebbe ridotto a 10,3 miliardi di euro (da 10.692 milioni di euro a 10.302 milioni di euro)», ha fatto sapere Demozzi.
«Davanti a questi numeri e davanti a una delle più gravi situazioni mai sperimentate in passato, non si comprende l’arrendevolezza di chi, in questa specifica fase rivendicativa, ha preso le distanze dal sindacato o, peggio, lo ha schernito per giustificare in qualche modo l’immorale atteggiamento tenuto dalla quasi totalità delle più grandi compagnie, paventando addirittura che l’intervento diretto del sindacato avrebbe assunto la caratteristica di un’ingerenza nel negoziato aziendale di secondo livello. E invece no, chiedere alle imprese un sostegno straordinario a favore della categoria rientra a pieno nelle prerogative del sindacato generalista», ha aggiunto.
Fabio Sgroi
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