giovedì 02 Aprile 2026

Il mondo dell’intermediazione assicurativa in primo piano

AMISSIMA ASSICURAZIONI? SI VALUTA UNA «CONCRETA OFFERTA D’ACQUISTO». LA VENDITA DI AMISSIMA VITA, INVECE, «E’ SOSPESA»

È quanto si apprende dalle organizzazioni sindacali First-Cisl, Fisac-Cgil, Fna, Snfia e Uilca delle due compagnie, che nei giorni scorsi hanno incontrato i vertici dell’azienda. In primo piano la tutela dei lavoratori. E dalle prime battute il percorso che porta a un accordo tra le parti non sembra semplice…

 

Per Amissima Assicurazioni «si sta già valutando una concreta offerta d’acquisto», mentre il processo di vendita di Amissima Vita «è sospeso causa Covid-19»; una situazione, quindi, che rende «più vicina temporalmente la vendita della compagnia danni». È quanto si apprende dalle organizzazioni aziendali First-Cisl, Fisac-Cgil, Fna, Snfia e Uilca di Amissima Assicurazioni e Amissima Vita, che qualche giorno fa hanno incontrato Andrea Moneta, presidente del gruppo Amissima, Alessandro Santoliquido, amministratore delegato e Dario Barberio, direttore centrale del personale.

Le notizie sullo stato della vendita delle due compagnie sono state comunicate direttamente da Moneta. «Per motivi di riservatezza non sono stati comunicati ulteriori particolari», hanno spiegato le OO.SS., ma «è stata assicurata la massima e tempestiva informazione qualora si dovesse raggiungere accordi di vendita». Le OO.SS. del gruppo hanno avanzato alcune richieste per mettere in sicurezza il futuro dei lavoratori del gruppo Amissima e specificatamente: accordi per il mantenimento di sedi e livelli occupazionali così come già messo in atto in altre compagnie o, in alternativa, l’inserimento nel “pacchetto di vendita” di una garanzia delle sedi e dei livelli occupazionali con una scadenza temporale; accordo di smart working utile alla gestione di eventuali spostamenti di sede; valutazione di azioni atte a risolvere il problema dei dipendenti Amissima Assicurazioni e Amissima vita distaccati su Genova e Milano, così come per i lavoratori impiegati in uffici sinergici.

A queste richieste, hanno evidenziato le organizzazioni sindacali, l’azienda ha risposto «negativamente, facendo aumentare di fatto il livello di preoccupazione delle Rsa e, naturalmente, di tutte le lavoratrici e lavoratori del gruppo Amissima». Non solo. «L’assenza di informazioni specifiche sui soggetti interessati, quindi su ipotesi del futuro della compagnia e dei dipendenti nel post-vendita, e la volontà di non fare accordi di cui sopra, gettano ancora più incertezze sul futuro di coloro che hanno reso possibile il risanamento delle compagnie». Le OO.SS. giudicano «negativamente» le posizioni aziendali in quanto «assolutamente immemori dei sacrifici messi in atto dai dipendenti del gruppo; sacrifici che sono stati “verbalmente” riconosciuti in più di una occasione, ma ora sarebbe il momento di riconoscerli sul piano pratico».

Le OO.SS. si riservano di «mettere in campo tutte le azioni necessarie per raggiungere l’obiettivo di tutela dei livelli occupazionali e delle sedi di lavoro».

Fabio Sgroi

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