Una delegazione dell’Unione europea assicuratori ha incontrato alcuni addetti ai lavori del paese elvetico. Ecco che cosa è emerso…

Un approfondimento dei diversi aspetti del sistema assicurativo, distributivo e normativo svizzero. È stato questo l’obiettivo del recente viaggio studi di fine settembre scorso dell’Unione europea assicuratori (Uea), che con una delegazione ha preso parte a vari incontri con Marcel Rothen, responsabile dell’agenzia Axa-Winthertur, Helmut Heiss, professore di diritto privato, diritto comparato e diritto internazionale dell’Università di Zurigo, Daniele Del Bo, project & partnership manager Oem di Swiss Re, Francesca Mancini, client manager property & casualty di Swiss Re, Stefano Fermanelli, sottoscrittore casualty di Swiss Re, Silvia Mizzoni, client manager life and health di Swiss Re e Francesca Panzeri, manager sottoscrittore life & health di Swiss Re, Juan Beer, responsabile ufficio Zurigo di Zurich, Thomas Steiger, head of agents distribution di Zurich e Robert Gremli, head of brokers & partnerships di Zurich.
Nel primo incontro, la delegazione Uea ha avuto modo di conoscere da vicino la realtà dell’intermediazione assicurativa locale attraverso un confronto aperto con Rothen, responsabile di una delle 44 agenzie generali Axa-Winthertur della Svizzera.
Sono stati illustrati i numeri di Axa in Svizzera, che nel ramo danni conta 1,9 milioni di clienti (pari al 20% della popolazione) e 11 miliardi di premi e secondo player del ramo vita, e ha tracciato le coordinate di un mercato simile a quello italiano per quanto concerne la tensione sui prezzi e l’avvento di nuovi competitor digital, con particolare riferimento al mercato auto, e per strategia di medio-lungo periodo.
«Se la strategia commerciale ha trovato convergenze», ha fatto notare Uea in una nota, «più distante dalla realtà italiana si è rivelato il rapporto con la compagnia, in un contesto rigidamente monomandatario, in cui l’agente ha una forte identificazione con il brand che rappresenta e interagisce direttamente con la mandante attraverso riunioni periodiche e gestendo rapporti di collaborazione con agenzie minori, non generaliste, e piccoli broker».

Rothen ha risposto alle domande in merito al problema, «molto sentito in Italia, ma inesistente in Svizzera delle polizze false; alle dinamiche di mercato, caratterizzate da una forte spinta alla concentrazione, con la conseguente sparizione delle cosiddette compagnie boutique in favore dei big; alla bancassurance che ha vissuto i primi, fallimentari, esperimenti; alla disintermediazione “causata” dall’avvento degli operatori on line a cui il mercato svizzero sembra orientato a “concedere” il retail base».
Heiss, ordinario di diritto privato, internazionale e comparato, ha invece proposto ai partecipanti una sintesi delle principali normative riguardanti il mondo assicurativo e per quanto riguarda la regolamentazione della professione ha ricordato come «mentre per i broker vige l’obbligo di iscriversi (previo superamento di un esame) a un apposito registro (analogo al nostro Rui), invece per gli agenti questa è una facoltà e non un obbligo. Esiste tuttavia una piattaforma, denominata Cicero, a cui gli agenti possono iscriversi dandosi una forma di autoregolamentazione considerata sinonimo di serietà e professionalità. Ancora, mentre in caso di condotta sleale o scorretta il broker risponde in proprio ed esclusivamente, nel caso degli agenti la compagnia risponde del loro operato solidalmente».
Infine, per quanto concerne la possibilità di operare in Svizzera per i soggetti stranieri, il professore ha evidenziato «i forti limiti imposti dal sistema sia alle compagnie che agli intermediari».

L’incontro in Swiss Re ha visto l’avvicendarsi di specialisti del ramo vita e danni con focus verticali su tre temi chiave per il mercato assicurativo: rischi catastrofali, cyber e life & health.
Infine, durante l’incontro con i rappresentanti di Zurich sono stati illustrati in dettaglio i numeri della compagnia per poi offrire una panoramica sul mondo distributivo.
Sul fronte agenzie, in particolare, recentemente Zurich ha elaborato un piano di sviluppo (Holistic change program) «basato sulla misurazione delle performance e l’incremento delle attività di training, la promozione di un cambio di mentalità orientato all’eccellenza delle prestazioni, una piattaforma digitale sviluppata con Apple per l’ottimizzazione dei processi di agenzia (raccolta dati, gestione del cliente e cross selling, semplificazione/automazione dei processi), l’aumento della forza vendita e un nuovo contratto collettivo con sistemi premianti proporzionali ai risultati della compagnia». (fs)
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