venerdì 03 Aprile 2026

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RESPONSABILITA’ CIVILE: AUMENTA IL RISCHIO PER AGENTI E BROKER. E INNOVARE NUOVI STRUMENTI DI PREVENZIONE E’ ORMAI UN OBBLIGO

Il report annuale 2018 del Centro studi intermediazione assicurativa (Cesia), presentato giovedì scorso a Roma, ha approfondito il tema alla luce dell’introduzione della Idd.
 
Lorenzo Sapigni durante la presentazione del Report 2018 del Cesia

Per agenti e broker, innovare gli strumenti conoscitivi e operativi di prevenzione del rischio è diventato un obbligo, soprattutto dopo l’incremento delle regole che disciplinano la relazione tra intermediari e assicurati, con l’applicazione della direttiva europea sulla distribuzione dei prodotti assicurativi (Idd).

Quest’ultima direttiva ha formalizzato una tendenza che si è manifestata negli anni recenti e cioè la centralità, nella distribuzione finanziaria e assicurativa, della tutela di chi compra e la conseguente maggiore responsabilità in capo agli intermediari. È questa la principale indicazione del terzo annual Report del Cesia, il Centro Studi Intermediazione Assicurativa, istituzione creata da Cgpa Europe che promuove la prevenzione dei rischi di responsabilità civile professionale, presentato giovedì scorso a Roma presso l’Hotel Parco dei Principi.

La presentazione dell’annual Report 2018 è stata introdotta da Lorenzo Sapigni, rappresentante generale per l’Italia di Cgpa Europe e curata da Massimo Michaud, coordinatore del Cesia. Oltre a contenere un’analisi della recente evoluzione normativa e il resoconto dell’attività svolta nell’anno dal Centro Studi, che ha registrato un incremento della partecipazione ai lavori di agenti e broker, la pubblicazione analizza quattro casi, effettivamente accaduti, esemplificativi delle tendenze in atto: infedeltà di un subagente ai danni dell’agente per mancata rimessa dei premi incassati; emissione fraudolenta di una polizza falsa ai danni del cliente; disattesa dell’obbligo di consiglio basato sui princìpi della correttezza, diligenza e trasparenza da parte dell’intermediario e dell’impresa di assicurazioni nei confronti del contraente; danni conseguenti alla sostituzione di un prodotto con un altro avente, almeno in parte, contenuti tecnici parzialmente difformi.

L’analisi contenuta nel Report 2018, condotta dai membri del comitato scientifico del Cesia, si inquadra nel percorso iniziato nel 2017 dal Centro Studi: raccogliere i casi di Rc registrati nell’attività d’intermediazione (sinistri denunciati, profili di responsabilità in capo agli intermediari, pronunce dei giudici), con l’obiettivo di costruire una banca dati digitale dalla quale gli intermediari potranno estrarre le indicazioni utili per la prevenzione.

I casi esaminati esprimono tendenze visibili nelle richieste di risarcimento per Rc registrate in Italia negli anni recenti. Nel quinquennio 2014-2018 la Rc ha originato oltre due terzi (67%) delle denunce di sinistro presentate a Cgpa Europe dagli intermediari professionali assicurati dalla compagnia. Il resto è stato originato da altre due garanzie coperte dalla polizza: tutela legale (21%) e infedeltà dei collaboratori (10%).

Principale causa dei sinistri è stata il mancato assolvimento dell’obbligo di informazione e consulenza (45% dei casi), seguito dagli errori amministrativi e di gestione (37%) e dai danni per infedeltà dei collaboratori (12% per i danni causati all’agenzia, 5% per i danni causati a terzi per infedeltà dei collaboratori). Costruendo la graduatoria sulla base del valore economico delle richieste di risarcimento anziché sui sinistri denunciati, i pesi cambiano: il mancato assolvimento dell’obbligo d’informazione e consulenza sale al 55% e i danni a terzi per infedeltà dei collaboratori schizzano al 26%.

Alla presentazione del rapporto 2018 è seguita una tavola rotonda, moderata dall’avvocato Alessandro Calzavara, sull’ultima sentenza emanata dalla Cassazione in Sezioni Unite (n. 22437 del 24 settembre 2018) in materia di polizze claims made. Focus del confronto: gli effetti che i princìpi enunciati dalla Corte potrebbero avere sulla sottoscrizione delle polizze di Rc professionale e sull’attività distributiva, in particolare nella fase precontrattuale, tipicamente gestita dagli intermediari assicurativi. Al confronto hanno partecipato Sara Landini, docente di diritto privato e di diritto delle assicurazioni dell’Università di Firenze, Antonio Longo, docente di diritto degli intermediari finanziari all’Università di Viterbo La Tuscia, Patrizia Pompei, presidente della quinta sezione civile del Tribunale delle imprese e fallimenti presso il Tribunale di Firenze, Giorgio Grasso, partner dello studio legale Batini, Traverso, Grasso & Associati e Lorenzo Sapigni, rappresentante generale per l’Italia di Cgpa Europe.

Tuttointermediari.it tornerà prossimamente sull’evento di Roma con articoli dedicati.

Fabio Sgroi

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